Parigi a Ginevra

Da Renoir a Picasso
 

24/04/2001

Il Museo del Petit Palais di Ginevra è l’unico al mondo completamente dedicato alla pittura francese. Ha aperto i battenti nel 1968 con la collezione di Oscar Ghez, che ne è ancora la parte fondamentale. “Il tempo pone rimedio, talvolta con secoli di ritardo, all’ingiustizia commessa dal destino nei confronti dei grandi artisti”, un pensiero di Ghez che potrebbe spiegare il significato della sua collezione raccolta nel corso di numerosi anni. In queste opere il soggetto principale è la città, Parigi, che viene ritratta nei suoi paesaggi, nelle sue strade, nella sua gente e che lentamente scopre gli strani legami di vita vera. Scene di vita quotidiana e vedute parigine sono il tema preferito di Gustave Caillebotte (1848 – 1894). Nato nella stessa città e borghese di famiglia, subito potè permettersi la vita del pittore e ben presto fu vicino agli Impressionisti, partecipando con loro alla seconda esposizione. Sempre con loro nel 1877 presentò “Le ponte de l’Europe”, in cui si ritrae in compagnia di una bella signora a passeggio su una delle meraviglie dell’ingegneria del Secondo Impero, il ponte che attraversa la stazione di St. Lazare. Sembra che il dipinto sia stato eseguito per la maggior parte proprio sul ponte, come volevano i suoi amici pittori. Maurice Utrillo (1883 – 1955) ebbe una vita sbandata segnata dall’alcool e dai soggiorni in clinica. Nessuno meglio di lui ha saputo dipingere i muri, gli angoli nascosti della città, la sua opera è talmente identificata con Montmartre da diventarne un simbolo: “Notre – Dame” del 1917 è uno dei suoi capolavori. “Agli amici di Montaparnasse” è un omaggio del 1960 che la pittrice russa, Marevna (1892 – 1984), fece ai suoi amici artisti che frequentava e che rappresentavano la grande forza vitale della città, che la ospitò dal 1912 per alcuni anni, diventando una delle poche donne a partecipare al Cubismo. Tra questi c’era anche Modigliani e la sua amata Jeanne Hebuterne (1898 – 1920), che è conosciuta solo per la grande storia d’amore che l’ha portata al suicidio dopo la morte del compagno, ma che con “Autoritratto” del 1916 rivela il suo grande talento. Solo una volta lo tradì con il pittore giapponese Foujita (1886 – 1968). Questi giunge a Montparnasse nel 1912, ma soltanto nel 1917 ottienne il grande successo, che lo rese protagonista anche nella vita notturna di Parigi con gli amici quali Modigliani, Utrillo e Kisling. Imparò a mescolare la tradizione grafica del suo paese con una semplicità più classica inventando una tecnica particolare per realizzare i suoi nudi: preparava la tela con una base color latte sulla quale poi disegnava con pennelli finissimi. Le sue modelle preferite erano la moglie Youki e la celebre Kiki, una ragazza di provincia che era venuta a fare fortuna nella grande città: iniziò a posare per il suo amante Mendjizky, poi, con un contratto di tre mesi, per Moise Kisling (1891 – 1953), pittore polacco che amava particolarmente dipingere nudi femminili. Il suo “Nu au divan rouge” fu dipinto con lo stesso divano e la stessa modella del più famoso “Nudo Rosso” di Modigliani. Kisling si serviva di diverse modelle di cui era molto geloso e spesso affittava per loro stanze in un albergo vicino al suo studio. Kiki era una di queste, la preferita come dimostra la serie a lei dedicata, ma tutte erano parte del gran mondo della Parigi di quegli anni, come il circo di Bombois (1883 – 1970), gli operai di Steinlen (1859 – 1923) o le donne aristocratiche di Kess Van Dongen (1877 – 1968). PETIT PALAIS - GENEVE Terrasse St. Victor, 2 1206 – Genève (CH) tel. 0041-22-3461433 lun-ven 10/18 sab-dom 10/17

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