Dal 6 dicembre all'8 marzo a Palazzo delle Paure
Jacopo, Giovanni e Gentile Bellini protagonisti di “Capolavoro per Lecco 2025"
Giovanni Bellini, Madonna col Bambino, 1450-1460, Pavia, Pinacoteca Malaspina
Samantha De Martin
02/12/2025
Lecco - La bottega dei Bellini - il padre Jacopo e i figli Giovanni e Gentile Bellini - sarà protagonista quest’anno della settima edizione di "Capolavoro per Lecco 2025".
A partire dal 6 dicembre e fino all’8 marzo l’evento espositivo promosso dalla Comunità pastorale e dall’Associazione culturale Madonna del Rosario, con la collaborazione del Comune di Lecco, vedrà protagonisti gli artisti veneti che hanno segnato con la loro opera l’inizio del Rinascimento a Venezia.
Il titolo di questa edizione curata da Giacomo Alberto Calogero dell’Università di Bologna, che presenta al pubblico tre capolavori custoditi in altrettante gallerie, è “Lessico famigliare. La bottega dei Bellini e l’alba del Rinascimento a Venezia”. Un’occasione per un approfondimento sulle relazioni familiari all’interno di una “bottega” nel fiorire del periodo rinascimentale a Venezia.
La Madonna col Bambino di Jacopo Bellini della Galleria dell'Accademia Tadini di Lovere, affiancherà la Madonna col Bambino di Giovanni Bellini, databile alla primissima produzione dell'artista tra il 1450 e il 1460 e conservata nella Pinacoteca Malaspina di Pavia. Infine la Nascita della Vergine della bottega di Jacopo Bellini con il coinvolgimento diretto dei figli Giovanni e Gentile, realizzato intorno al 1465, sarà prestato dalla Galleria Sabauda dei Musei Reali di Torino.
Jacopo Bellini e bottega, Nascita della Vergine,1465, Galleria Sabauda dei Musei Reali di Torino
Questi lavori, realizzati in un arco di tempo relativamente breve, permettono di sondare l’influenza che la lezione del padre Jacopo ebbe sui due figli Giovanni e Gentile, ma anche gli stimoli che i due giovani fornirono all’arte del genitore. L’allestimento è frutto della interpretazione creativa di Giorgio Melesi, che ha disegnato un layout incentrato sui contrasti di luci e colori. Dal passato al presente. La mostra accoglie anche alcune testimonianze di imprese familiari artigiane contemporanee specializzate nelle lavorazioni dell’argilla, del legno e del ferro. Un'occasione di confronto tra generazioni che, come nel caso dei Bellini, evidenzia e valorizza la trasmissione del sapere e delle arti.
A partire dal 6 dicembre e fino all’8 marzo l’evento espositivo promosso dalla Comunità pastorale e dall’Associazione culturale Madonna del Rosario, con la collaborazione del Comune di Lecco, vedrà protagonisti gli artisti veneti che hanno segnato con la loro opera l’inizio del Rinascimento a Venezia.
Il titolo di questa edizione curata da Giacomo Alberto Calogero dell’Università di Bologna, che presenta al pubblico tre capolavori custoditi in altrettante gallerie, è “Lessico famigliare. La bottega dei Bellini e l’alba del Rinascimento a Venezia”. Un’occasione per un approfondimento sulle relazioni familiari all’interno di una “bottega” nel fiorire del periodo rinascimentale a Venezia.
La Madonna col Bambino di Jacopo Bellini della Galleria dell'Accademia Tadini di Lovere, affiancherà la Madonna col Bambino di Giovanni Bellini, databile alla primissima produzione dell'artista tra il 1450 e il 1460 e conservata nella Pinacoteca Malaspina di Pavia. Infine la Nascita della Vergine della bottega di Jacopo Bellini con il coinvolgimento diretto dei figli Giovanni e Gentile, realizzato intorno al 1465, sarà prestato dalla Galleria Sabauda dei Musei Reali di Torino.
Jacopo Bellini e bottega, Nascita della Vergine,1465, Galleria Sabauda dei Musei Reali di Torino
Questi lavori, realizzati in un arco di tempo relativamente breve, permettono di sondare l’influenza che la lezione del padre Jacopo ebbe sui due figli Giovanni e Gentile, ma anche gli stimoli che i due giovani fornirono all’arte del genitore. L’allestimento è frutto della interpretazione creativa di Giorgio Melesi, che ha disegnato un layout incentrato sui contrasti di luci e colori. Dal passato al presente. La mostra accoglie anche alcune testimonianze di imprese familiari artigiane contemporanee specializzate nelle lavorazioni dell’argilla, del legno e del ferro. Un'occasione di confronto tra generazioni che, come nel caso dei Bellini, evidenzia e valorizza la trasmissione del sapere e delle arti.
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