A Padova capolavori da oltreoceano per ricordare la rivoluzione rinascimentale di Pietro Bembo

Tiziano, Cardinal Pietro Bembo, c. 1540, Samuel H. Kress Collection, National Gallery of Art di Washington
 

28/01/2013

Padova - Il 2 febbraio aprirà a Padova, presso il Palazzo del Monte di Pietà la mostra "Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento", che ricostituirà, dopo cinque secoli, la grande collezione che l’umanista veneto, poi divenuto cardinale, aveva riunito nella propria casa, ancora esistente nell’attuale via Altinate, che dal secondo Cinquecento, per la ricchezza e la varietà degli oggetti d'arte che custodiva, divenne per l’Europa un esempio ante litteram del moderno museo nonché un punto di riferimento nel panorama della cultura artistica internazionale.  E in occasione della mostra sono arrivati in Italia prestiti eccezionali da musei internazionali, come, dagli Stati Uniti, e in particolare dalla National Gallery of Art di Washington, la Santa Veronica di Hans Memling, opera originariamente parte di un dittico che comprendeva anche un San Giovanni Battista ed eseguita ad olio su tavola intorno al 1470. Dallo stesso museo proviene anche un capolavoro di  Tiziano: il Ritratto del cardinal Bembo, realizzato tra il 1539 e il 1540 con le qualità plastiche di un busto scultoreo. A Padova è giunto invece dal Fine Arts Museums di San Francisco un dipinto mai esposto in precedenza in Italia: il Ritratto d’uomo con libro verde di Giorgione, preziosa testimonianza dell’invenzione della moderna editoria attuata da Pietro Bembo insieme al tipografo Aldo Manuzio.

Nicoletta Speltra

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