Mostre ed eventi a Prato per  festeggiare una delle più grandi realtà italiane del contemporaneo

Il Museo Immaginato: il Centro Pecci compie 30 anni e guarda al futuro

Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato
 

Francesca Grego

25/09/2018

Prato - Il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci festeggia i suoi primi 30 anni e si racconta nella mostra Il Museo Immaginato: un viaggio nella storia di un luogo di produzione culturale e ricerca artistica ad ampio raggio, oggi più che mai impegnato a realizzare tutte le sue funzioni.
Spaziando tra i linguaggi del contemporaneo, opere di Mario Merz, Anish Kapoor, Vito Acconci, Michelangelo Pistoletto, Robert Mapplethorpe, Nobuyoshi Araki, Julian Schnabel scandiscono un percorso espositivo che affianca ai capolavori del museo una girandola di ricordi, aneddoti, storie dalle oltre 250 mostre ospitate in una delle più rilevanti realtà italiane dedicate all’arte dei nostri giorni. Una sorta di “autofiction”, come l’ha definita la direttrice Cristiana Perrella, in cui la realtà del passato si alterna a una visione immaginativa del futuro.
 
Già, perché nelle sale del Pecci tira aria di rinnovamento: l’attivazione completa degli spazi nati dall’ampliamento del 2016 e una ritrovata apertura ai linguaggi della performance, della musica, del teatro sono tra le priorità dei prossimi mesi, insieme all’attenzione verso i temi caldi dell’attualità – dalla rivoluzione digitale al multiculturalismo, dall’arte al femminile al futuro della democrazia.
 
Intanto le celebrazioni del trentennale sono occasione per una serie di eventi di alto livello, a cominciare dalla mostra Codice Colore (in programma fino al 2 dicembre) che svela l’importante raccolta concessa in comodato al museo dagli eredi del collezionista Alessandro Grassi: un colpo d’occhio sull’arte tra gli anni Ottanta e il Duemila, dalla Transavanguardia di Mimmo Paladino e Sandro Chia ai graffiti di Keith Haring o alla fotografia di William Eggleston e Nan Goldin. Il tutto, naturalmente, nel segno del colore.
 
L’autunno vede anche l’appuntamento con due grandi performance di ieri e di oggi: Otto, che nel 2002 valse alla compagnia Kinkaleri il Premio UBU come miglior spettacolo di teatro danza (in programma fino al 21 ottobre), e RAID, inedita fatica di Marcello Maloberti, che andrà in scena il 13 ottobre in occasione della Giornata del Contemporaneo.
Per finire con il debutto italiano della trilogia di film d’artista The Second Summer of Love, commissionata e prodotta in collaborazione da Frieze e Gucci per raccontare gli esordi della musica elettronica. Si tratta di Into a Space of Love di Wu Tsang (dal 6 all’11 novembre), Distant Planet di Josh Blaaberg (dal 13 al 18 novembre) e di Everybody in The Place di Jeremy Deller (dal 20 al 25 novembre).
 
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