Dal 17 febbraio un programma di grandi mostre

Da Giacomo Balla a Salgado, il 2021 del MAXXI

Sebastião Salgado, Sciamano Yanomami dialoga con gli spiriti prima della salita al monte Pico da Neblina. Stato di Amazonas, Brasile, 2014. © Sebastião Salgado/Contrasto
 

Samantha De Martin

16/02/2021

Roma - Dai lavori di Giacomo Balla - disegni, bozzetti, arredamenti - in dialogo con designer italiani e internazionali, all’Amazzonia di Sebastião Salgado per la prima volta in Italia.
Si muove tra pittura, fotografia, ambiente, architettura al femminile l’agenda 2021 pensata dal MAXXI per salutare la ripartenza. L'ampio (e diversificato) programma di mostre racchiuso sotto il titolo “Ritorno al museo”, come spiega Giovanna Melandri, presidente della Fondazione MAXXI, denota come l’istituzione, nonostante la lunga chiusura non si sia mai spenta, “continuando a lavorare, in mesi difficili e sfidanti, per rafforzare il patrimonio e arricchire la collezione proseguendo nell’attività di indagine e ricerca, senza mai perdere il legame con il pubblico da casa”.

Così il Museo nazionale delle arti del XXI secolo riparte, già da domani, con un programma che guarda fino al 2022.

Dieci anni di MAXXI: una “mostra non mostra” per un museo finestra sul mondo

Il primo appuntamento del 2021 è dedicato a una ricorrenza speciale. Da domani, 17 febbraio, inaugura Una Storia per il Futuro. Dieci anni di MAXXI, una “mostra non mostra” a cura di Hou Hanru che traccia un percorso immateriale, immersivo, enciclopedico evocando le opere attraverso immagini e parole e connettendo il museo romano ai fatti del mondo grazie alla collaborazione con l’Ansa.
Il percorso segue la cronologia degli eventi più importanti accaduti in Italia e nel mondo, mentre l’immagine del museo emerge come una sorta di “foro romano del nostro tempo”, piattaforma di incontro tra creatori e pubblico.


“Una Storia per il Futuro. Dieci anni di MAXXI” | Foto: © Musacchio Ianniello e Pasqualini | Courtesy Fondazione MAXXI

Oltre 800 pezzi per raccontare Aldo Rossi

Con la mostra Aldo Rossi. L’architetto e le città, a cura di Alberto Ferlenga, realizzata in collaborazione con la Fondazione Aldo Rossi, pronta a inaugurare il prossimo 9 marzo, il MAXXI celebra l’archistar ante-litteram, che fu anche il primo italiano a vincere nel 1990 il Pritzker Prize.
Oltre 800 pezzi, tra documenti, schizzi, modelli, disegni e fotografie, accanto alle immagini di Gabriele Basilico, Luigi Ghirri, Ugo Mulas, restituiscono il lavoro di Rossi offrendo l’universo iconografico dell’architetto assieme al racconto sistematico dei suoi singoli progetti.


Aldo Rossi, Architettura con santo. Composizione architettonica con figura umana, 1972 acquarelli, pennarelli e pastelli colorati su carta, Collezione MAXXI Architettura. Archivio Aldo Rossi © Eredi Aldo Rossi

Voci eroiche dall’ex Jugoslavia, da Marina Abramović a Igor Grubic

La libertà, la sicurezza dei lavoratori, la natura sono alcuni dei temi sui quali 54 artisti sono stati invitati a riflettere in occasione della collettiva Più grande di me. Voci eroiche dall’ex Jugoslavia, a cura di Zdenka Badovinac e di Giulia Ferracci, che inaugura al MAXXI il prossimo 31 marzo.
Artisti come Marina Abramović, Igor Grubic, Jasmina Cibic, Alban Muja, accanto allo storico collettivo IRWIN, esplorano il fermento artistico dei paesi dell’ex Jugoslavia scandendo una nuova tappa del filone di ricerca sul Medio Oriente e il Mediterraneo.

Dal 26 maggio la scena è tutta di Giacomo Balla, con una mostra e l’apertura della casa di via Oslavia

A partire dal 26 maggio la scenografica Galleria 5 del MAXXI sarà tutta per Giacomo Balla. Si chiama Casaballa. Dalla casa all’universo e ritorno l’eccezionale progetto che prende il via con una mostra a cura di Bartolomeo Pietromarchi e Domitilla Dardi, dedicata ai lavori dell’artista torinese. Disegni, oggetti, bozzetti, arredamenti dialogheranno con opere create appositamente da architetti, artisti e designer italiani e internazionali (da Bêka & Lemoine a Carlo Benvenuto, Alex Cecchetti, Leonardo Sonnoli). Ma l’attesa più grande è in vista dell’apertura, per la prima volta al pubblico, ogni fine settimana per cinque mesi, della casa romana di via Oslavia 39 dove, dal 1929 fino alla morte, il maestro del futurismo visse e lavorò.
In questo prezioso scrigno, decorato da Giacomo e dalle figlie Elica e Luce, che assurge a “opera d’arte totale”, quadri e sculture, pareti dipinte, mobili e oggetti decorati dialogano con prove per il teatro e per la moda.
L’iniziativa si svolgerà in collaborazione con la Soprintendenza Speciale di Roma Archeologia Belle Arti e Paesaggio, con il supporto della DG Creatività Contemporanea – MiBACT e il contributo di Banca d’Italia.

L’Amazzonia di Sebastião Salgado per la prima volta in Italia

L’Amazzonia scrutata dall’obiettivo di Sebastião Salgado sbarca per la prima volta in Italia per accendere, attraverso 200 immagini, l’attenzione sulla necessità di proteggere le sue comunità, a rischio estinzione.
Fino a febbraio 2022, la mostra Sebastião Salgado. Amazônia, realizzata in collaborazione con Contrasto e curata da Lélia Wanick Salgado, ci accompagna nel viaggio del fotografo che per sei anni ha esplorato l’Amazzonia brasiliana immortalando la foresta, i fiumi, le montagne e, soprattutto, le comunità indigene che vi abitano.
Il percorso immersivo si avvale anche di suoni, foto, immagini in movimento, ed è accompagnato da una colonna sonora da Jean-Michel Jarre.

La realtà pixelata di Thomas Hirschhorn

Una parete viola di 200 metri racchiude per la prima volta tutti i lavori della serie dei Pixel-Collage, realizzati tra il 2015 e il 2017 da Thomas Hirschhorn. È la potente, spiazzante The Purple Line, l'installazione dell’artista svizzero che sbarcherà al MAXXI nella seconda metà di ottobre.
Il pubblico è invitato a osservare le opere, nate dal lavoro di ricombinazione di foto pubblicitarie e immagini di corpi mutilati, attraverso le quali l’artista vuole responsabilizzare i nostri sguardi, troppo assuefatti a “pixelare” la realtà. Il suo è un monito potente a ricercare con sguardo vigile e a guardare criticamente alle migliaia di immagini che ci circondano.

L’architettura e la rivincita delle donne

Come si è evoluta, a partire dal Novecento, la professione dell’architetto? Ce lo spiega, a partire da novembre, Buone Nuove, un percorso che guarda alle donne nel panorama lavorativo, da Eileen Grey, Charlotte Perriand, Lina Bo Bardi e Phyllis Lambert alle archistar come Zaha Hadid, Kazuyo SeJima, Elisabeth Diller, Gae Aulenti.


Cao Fei, Nova, 2019, Video Still | Courtesy Cao Fei e Vitamin Creative Space

Con Cao Fei tra realtà e fantasia

Realtà e fantasia, memoria e futuro si intrecciano nelle opere di Cao Fei, al centro della mostra Supernova, al MAXXI da fine novembre. Un percorso a cura di Hou Hanru e Monia Trombetta presenta gli ultimi lavori dell’artista cinese. Nova (2019), un film di fantascienza, racconta la storia del quartiere Hongxia, in cui Cao Fei vive, reinventato e ambientato nel futuro. Isle of Instability (2020), l’ultimo lavoro, è stato realizzato dall’artista nella sua casa a Singapore e approfondisce le ripercussioni psicologiche della pandemia e dell’isolamento.

“Al MAXXI per incontrare il mondo”

“In questo momento in cui non si può ancora viaggiare - ha ribadito la presidente della Fondazione MAXXI nell’annunciare le nuove mostre - al MAXXI è possibile incontrare il mondo, allargare gli orizzonti, superare confini e barriere con le visioni degli artisti. La pandemia ha accelerato tanti processi, ma anche la crisi, le povertà culturali. Anche noi sentiamo di avere la responsabilità di continuare la ricerca per dare il nostro contributo alla ricostruzione post pandemica di un mondo sostenibile”.

Aspettando il MAXXI L’Aquila

Intanto è tutto pronto per la nuova sede del MAXXI che dovrebbe aprire prossimamente all’Aquila. “Siamo in attesa che le circostanze legate al Covid ce lo permettano. Il MAXXI L’Aquila è già allestito. È un progetto a cui teniamo, che ci permetterà di aggiungere piccoli tasselli alla rinascita della città" annuncia Melandri.



Thomas Hirschhorn, «Pixel-Collage n°46», 2016 (veduta in studio / studio view), 636 x 345 cm | Courtesy l'artista

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