Dal 17 marzo

La storica riapertura di Santa Maria Antiqua al Foro Romano

La Madonna in trono, il frammento più antico della Chiesa di Santa Maria Antiqua, foto SSBA
 

Ludovica Sanfelice

17/03/2016

Roma - Dopo 36 anni, a parte qualche rarissima eccezione, riapre al pubblico Santa Maria Antiqua, perla incastonata alle pendici del Palatino. La Basilica che fu scoperta nel 1900 da Giacomo Boni sepolta sotto la chiesa di Santa Maria Liberatrice, è il più importante monumento cristiano e del culto mariano del Foro Romano e negli ultimi decenni è stata sottoposta ad un lungo e complesso intervento conservativo costato oltre 2 milioni di euro (1,6 milioni di euro dalla Sovrintendenza dei Beni Archeologici e 717 mila euro dal World Monument Fund) ed eseguito in più fasi volte sia al recupero dell'impianto strutturale sia al restauro degli affreschi.

La Sistina Medievale
La Basilica del VI secolo d.C. è infatti celebre per i cicli pittorici tanto meravigliosi e articolati da farle guadagnare il nobile titolo di “Sistina Medievale”. Parliamo di una raccolta eccezionale di circa 250 metri quadri di superficie che dal periodo della fondazione si stratificano dino all'VIII secolo andando a costituire una testimonianza unica nel mondo per lo studio dell'arte altomedievale e bizantina dal momento che in eredità di quell'epoca è rimasto ben poco dopo le distruzioni iconoclaste.
Paradossalmente a sottrarla a quella furia fu il terremoto dell'847 che occultò sotto le macerie il suo tesoro mantenendone "intatta" la memoria.

Mostra e videomapping
La restituzione al pubblico è accompagnata dalla mostra "Santa Maria Antiqua. Tra Roma e Bisanzio", promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Colos­seo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma con Electa. L’esposizione gravita attorno al monumento stesso e fa luce sul ruolo giocato dalll’edificio nell’area del Foro Romano post-classico cristianizzato e al rapporto con la Roma altomedioevale. 

Agli affreschi è dedicato un corredo di postazioni multimediali e videomapping mirati a semplificare la comprensione delle pitture murarie. Per visitare luoghi come questo, è infatti necessario un apparato informativo che illustri al pubblico l'unicità del monumento e renda leggibile il palinsesto pittorico e il suo significato nell'ambito del mondo cristiano del I millennio. 

Dopo 1.200 anni, inoltre, l'originaria icona della Vergine del Conforto, è stata ricollocata nella sua casa con una processione che ne ha scortato la traslazione dalla Chiesa di Santa Maria Nova all'interno del percorso espositivo che per la prima volta abbraccia l'intero complesso cristiano dei Fori e la Rampa imperiale, anch'essa recentemente riaperta dopo un restauro

No al turismo di massa
Per il soprintendente ai Beni archeologici di Roma Francesco Prosperetti è motivo d'orgoglio riaprire il sito proprio nell’Anno Santo della Misericordia ricostruendo, attraverso la mostra, le vicende di Santa Maria Antiqua, luogo di saldatura tra impero e cristianesimo.

La Chiesa e l'esposizione saranno visitabili fino a settembre secondo gli orari di apertura dell'area archeologica Foro Romano/Palatino, per capirsi però, spiega il soprintendente, non siamo di fronte ad un monumento integrabile nei circuiti di massa che consumano biglietti su biglietti al Colosseo e nei Fori. Con un simile gioiello la migliore soluzione sarà poi un programma di visite guidate che vada a comporre un sistema a parte con altri gioielli come la Casa di Livia e che rappresenti comunque una fonte di mantenimento (più virtuosa e rispettosa) per il complesso.

Per informazioni e visite guidate: tel. +39.06.39967700
www.coopculture.it 

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