Aperte le prenotazioni alle visite

Tra i misteri di Roma antica: apre al pubblico il Mitreo Barberini

Mitreo Barberini, dettaglio degli affreschi della parete di fondo I Courtesy Soprintendenza Speciale di Roma
 

Francesca Grego

11/11/2021

Roma - Dopo la Cappella Cornaro del Bernini, l’Arco di Giano e gli Horti Lamiani, oggi valorizzati nel nuovo Museo Ninfeo, proseguono le riaperture dei luoghi d’arte affidati alla Soprintendenza Speciale di Roma. Dal prossimo 13 novembre il secondo e il quarto sabato di ogni i visitatori avranno l’occasione di ammirare un altro gioiello di archeologia, il Mitreo Barberini. Luogo segreto per eccellenza fin dall’antichità, perché accessibile solo agli adepti del dio Mitra, rappresenta tuttora uno dei tesori nascosti della capitale e il pubblico ha potuto visitarlo per la prima volta due mesi fa, in un weekend di apertura straordinaria. “Durante le visite organizzate a settembre abbiamo avuto un sold out nel giro di poche ore, un successo incredibile che mostra un interesse più vivo che mai verso un luogo magico come il Mitreo Barberini”, racconta la responsabile del monumento Simona Morretta: “Un mitreo reso eccezionale dalla presenza dell’affresco nel quale si può ammirare una rara scena di iniziazione, di cui si conoscono pochissimi esempi”.


Mitreo Barberini I Courtesy Soprintendenza Speciale di Roma

Sulla parete di fondo del santuario, il dio Mitra afferra il toro con fierezza, gli spinge indietro la testa e lo colpisce al collo con la spada. Un serpente e un cane bevono dalla ferita dell’animale sacro, mentre uno scorpione gli ferisce i testicoli. È un rito antichissimo legato alle costellazioni, giunto dall’Oriente per conquistare i potenti di Roma, quello dipinto all’interno del Mitreo Barberini, l’unico nell’Urbe a conservare le pitture originali. Scoperto per caso nel 1936 durante lavori di edilizia, si trova in pieno centro, tra la facciata posteriore di Palazzo Barberini, oggi sede delle Gallerie Nazionali di Arte Antica in via delle Quattro Fontane, e via San Nicola da Tolentino, nei sotterranei della Palazzina Savorgnan di Brazzà. Risale al III secolo, il periodo di massima diffusione dei culti mitraici a Roma. 

Diversamente dai classici templi romani, quello dedicato al dio di origine persiana è un santuario intimo e raccolto (12 x 6 metri), ricavato all'interno di un edificio di circa cent'anni prima per ospitare riti misterici destinati a pochi eletti, spesso legati alle alte sfere militari e alle elite dell'Impero. Sotto la volta a botte, i due lunghi sedili che fiancheggiano le pareti accoglievano gli iniziati, che partecipavano sdraiati al rito in onore di Mitra e al successivo banchetto.


Affreschi del Mitreo Barberini: una scena di iniziazione tratta dalle storie del dio Mitra I Courtesy Soprintendenza Speciale di Roma

Come anticipato, il pregio del monumento è legato soprattutto alla sua elaborata decorazione ad affresco. In alto, la volta celeste presenta i segni zodiacali, con al centro un dio dalla testa di leone adagiato su un globo e avvolto dalle spire di un serpente, che simboleggiano il tempo e l'eternità. Alle estremità laterali, il Sole e la Luna vegliano sulla vita del cosmo. Più in basso, dieci riquadri (pinakes) illustrano la storia di Mitra: Zeus che fulmina i Giganti, la nascita del dio da una roccia, Mitra che fa scaturire l'acqua dalla pietra colpendola con una freccia, il dio che trasporta il toro, il banchetto mistico, il patto con il Sole e la sua iniziazione al culto di Mitra. Al centro della scena campeggia la Tauroctonia, fulcro dei misteri, in cui Mitra sacrifica l'animale sacro affiancato dai due assistenti Cautes e Cautopates. 

Tutte le informazioni sul Mitreo Barberini sono disponibili sul sito della Soprintendenza speciale di Roma. Le visite sono prestabilii sul sito di Coopculture: https://www. coopculture.it


Mitreo Barberini, Il carro del Sole I Courtesy Soprintendenza Speciale di Roma

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