Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari
Venezia, Campo dei Frari - San Polo 3072
- Dove: Venezia, Campo dei Frari - San Polo 3072
- Indirizzo: campo dei Frari - San Polo 3072
- Sito E-Ticketing: http://https://www.basilicadeifrari.it/biglietto-di-ingresso/
- Telefono: 041 2728630
- Apertura: orario invernale (1 novembre - domenica di Pasqua)
Lun - Sab 09.00 - 18.00
dom e Festivi 13.00 - 18.00
(ultimo ingresso 30 minuti prima dell'orario di chiusura)
orario estivo (25 aprile - 31 ottobre)
Lun - Ven 09.00 - 19.30
Sab 09.00 - 18.00
dom e Festivi 13.00 - 18.00
(ultimo ingresso 30 minuti prima dell'orario di chiusura)
natale, Pasqua e Ferragosto visite sospese tutto giorno. - Costo: intero € 8, ridotto € 5, studenti (12-29 anni) € 3, gratuito (0-11 anni)
Per ulteriori informazioni su offerte speciali, tariffe scontate e agevolazioni si consiglia di consultare il sito web o di contattare l'ufficio informazioni. - Trasporti: Linee 1, n (fermata S. Stae)
Linee 2, n (fermata S. Tomà dx)
Linee 1, n (fermata S. Tomà Sx)
DESCRIZIONE:
Situata nel Campo dei Frari, nel cuore del sestiere di San Polo, la Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari è tra le chiese più significative di Venezia per dimensioni, storia e patrimonio artistico. Seconda per grandezza tra gli edifici sacri della città, nel 1926 papa Pio XI le conferì il titolo di basilica minore.
Le origini risalgono al 1231, quando il doge Jacopo Tiepolo cedette ai frati francescani un appezzamento paludoso in contrada San Stefano Confessor. Qui i religiosi bonificarono il terreno ed eressero una prima chiesa, subito chiamata dal popolo Santa Maria dei Frari, da frari forma dialettale veneziana di frati, insieme a un monastero conventuale. L'edificio si rivelò presto inadeguato: il 28 aprile 1250 fu posta la prima pietra di una seconda chiesa, più capiente, dedicata a Santa Maria Gloriosa. Anche questa risultò insufficiente nel giro di pochi decenni. Attorno al 1330 prese così avvio la costruzione della terza e attuale fabbrica, affidata a Jacopo Celega e portata a termine dal figlio Pier Paolo nel 1396. Nel 1417 il Senato della Repubblica impose la ripresa del cantiere. La facciata fu completata nel 1440, l'altare maggiore consacrato nel 1469 e la chiesa ricevette la consacrazione definitiva il 27 maggio 1492. L'architettura appartiene al gotico veneziano: struttura in cotto e pietra d'Istria, pianta a croce latina con tre navate separate da archi ogivali su sei colonne per lato. La lunghezza complessiva è di 102 metri, il transetto misura 48 metri e l'altezza raggiunge i 28 metri. Il campanile, in stile romanico, si eleva a 70 metri ed è il secondo più alto di Venezia dopo quello di San Marco. L'esterno è volutamente sobrio, in linea con i principi di semplicità propri della spiritualità francescana. È all'interno che si dispiega la straordinaria ricchezza artistica dell'edificio.
Il patrimonio pittorico è di primissimo livello. La Pala dell'Assunta di Tiziano Vecellio, dipinta tra il 1516 e il 1518, è collocata sull'altare maggiore ed è considerata una delle più alte espressioni della pittura rinascimentale veneziana. Nella navata sinistra si trova la Pala Pesaro, dello stesso Tiziano, commissionata dalla famiglia omonima. Nella sagrestia è custodito il Trittico con la Madonna e Santi di Giovanni Bellini. Nella Cappella di San Giovanni Battista si conserva una statua lignea del Battista opera di Donatello, unica scultura del maestro fiorentino presente a Venezia. Completano il patrimonio dipinti di Bartolomeo Vivarini, Paolo Veneziano e altri maestri veneziani.
Di eccezionale rarità è il coro ligneo quattrocentesco, opera di Francesco e Marco Cozzi realizzata tra il 1468 e il 1475. È l'unico esempio in Italia di grande coro medievale conservato nella posizione originaria al centro della navata, antistante l'altare maggiore e circondato dall'alto muro divisorio secondo l'uso conventuale. Le centovantaquattro stalle recano intagli raffinati con scene bibliche e figure di santi.
La Basilica custodisce monumenti funebri di grande valore storico e artistico. Tiziano è sepolto nella navata destra, onorato da un monumento a forma di arco trionfale eretto nel 1852 da Luigi e Pietro Zandomeneghi. Nella controfacciata si trova il mausoleo piramidale di Antonio Canova, dove nel 1827 fu traslato il cuore dello scultore. L'opera fu realizzata dai suoi allievi riprendendo un progetto che lo stesso Canova aveva concepito come omaggio a Tiziano. Sono qui sepolti anche il compositore Claudio Monteverdi e numerosi dogi della Serenissima. Sul piano musicale la Basilica conserva due cantorie affrontate, ciascuna dotata di un organo storico funzionante. Questa disposizione consente di riproporre la pratica del doppio coro, tipica della scuola veneziana tra Cinque e Seicento. I Frari ne rappresentano oggi l'ultimo esempio integro nella città.
Situata nel Campo dei Frari, nel cuore del sestiere di San Polo, la Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari è tra le chiese più significative di Venezia per dimensioni, storia e patrimonio artistico. Seconda per grandezza tra gli edifici sacri della città, nel 1926 papa Pio XI le conferì il titolo di basilica minore.
Le origini risalgono al 1231, quando il doge Jacopo Tiepolo cedette ai frati francescani un appezzamento paludoso in contrada San Stefano Confessor. Qui i religiosi bonificarono il terreno ed eressero una prima chiesa, subito chiamata dal popolo Santa Maria dei Frari, da frari forma dialettale veneziana di frati, insieme a un monastero conventuale. L'edificio si rivelò presto inadeguato: il 28 aprile 1250 fu posta la prima pietra di una seconda chiesa, più capiente, dedicata a Santa Maria Gloriosa. Anche questa risultò insufficiente nel giro di pochi decenni. Attorno al 1330 prese così avvio la costruzione della terza e attuale fabbrica, affidata a Jacopo Celega e portata a termine dal figlio Pier Paolo nel 1396. Nel 1417 il Senato della Repubblica impose la ripresa del cantiere. La facciata fu completata nel 1440, l'altare maggiore consacrato nel 1469 e la chiesa ricevette la consacrazione definitiva il 27 maggio 1492. L'architettura appartiene al gotico veneziano: struttura in cotto e pietra d'Istria, pianta a croce latina con tre navate separate da archi ogivali su sei colonne per lato. La lunghezza complessiva è di 102 metri, il transetto misura 48 metri e l'altezza raggiunge i 28 metri. Il campanile, in stile romanico, si eleva a 70 metri ed è il secondo più alto di Venezia dopo quello di San Marco. L'esterno è volutamente sobrio, in linea con i principi di semplicità propri della spiritualità francescana. È all'interno che si dispiega la straordinaria ricchezza artistica dell'edificio.
Il patrimonio pittorico è di primissimo livello. La Pala dell'Assunta di Tiziano Vecellio, dipinta tra il 1516 e il 1518, è collocata sull'altare maggiore ed è considerata una delle più alte espressioni della pittura rinascimentale veneziana. Nella navata sinistra si trova la Pala Pesaro, dello stesso Tiziano, commissionata dalla famiglia omonima. Nella sagrestia è custodito il Trittico con la Madonna e Santi di Giovanni Bellini. Nella Cappella di San Giovanni Battista si conserva una statua lignea del Battista opera di Donatello, unica scultura del maestro fiorentino presente a Venezia. Completano il patrimonio dipinti di Bartolomeo Vivarini, Paolo Veneziano e altri maestri veneziani.
Di eccezionale rarità è il coro ligneo quattrocentesco, opera di Francesco e Marco Cozzi realizzata tra il 1468 e il 1475. È l'unico esempio in Italia di grande coro medievale conservato nella posizione originaria al centro della navata, antistante l'altare maggiore e circondato dall'alto muro divisorio secondo l'uso conventuale. Le centovantaquattro stalle recano intagli raffinati con scene bibliche e figure di santi.
La Basilica custodisce monumenti funebri di grande valore storico e artistico. Tiziano è sepolto nella navata destra, onorato da un monumento a forma di arco trionfale eretto nel 1852 da Luigi e Pietro Zandomeneghi. Nella controfacciata si trova il mausoleo piramidale di Antonio Canova, dove nel 1827 fu traslato il cuore dello scultore. L'opera fu realizzata dai suoi allievi riprendendo un progetto che lo stesso Canova aveva concepito come omaggio a Tiziano. Sono qui sepolti anche il compositore Claudio Monteverdi e numerosi dogi della Serenissima. Sul piano musicale la Basilica conserva due cantorie affrontate, ciascuna dotata di un organo storico funzionante. Questa disposizione consente di riproporre la pratica del doppio coro, tipica della scuola veneziana tra Cinque e Seicento. I Frari ne rappresentano oggi l'ultimo esempio integro nella città.
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