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Rinata dalle macerie grazie all'arte, la città del Belice ha una storia unica e un programma ricco di sorprese e grandi nomi.

Francesca Grego
formato sconosciuto

È iniziato il conto alla rovescia a Gibellina, prima Capitale italiana dell’Arte Contemporanea. Dal 15 gennaio e per tutto il 2026, la città siciliana si trasformerà in un vivace laboratorio artistico, con un denso calendario di mostre, residenze, eventi e attività incentrato sul valore sociale dell’arte e sulla cultura come strumento di rigenerazione. Non è un caso che il titolo, conferito per la prima volta in Italia, sia stato assegnato proprio a Gibellina. Devastato dal terremoto del 1968, il centro del Belice ha una storia unica: è rinato dalle proprie ceneri grazie a un progetto visionario che ha fatto dell’arte il motore di un nuovo sviluppo, un catalizzatore di coesione sociale e strumento di memoria collettiva, a partire dal Grande Cretto, celebre opera di land art creata da Alberto Burri sulle macerie del vecchio paese. Portami il futuro è il titolo scelto dalla città per il programma del 2026, affidato alla direzione artistica di Andrea Cusumano, un progetto corale condiviso con numerosi comuni della Sicilia occidentale che poggia su un’ampia rete di collaborazioni nazionali e internazionali. 

“Gibellina - Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 nasce dalla convinzione che l’arte contemporanea non sia soltanto espressione del presente, ma pratica di presenza: un modo di abitare i luoghi, costruire relazioni e assumersi una responsabilità verso il tempo che viviamo”, ha spiegato Cusumano: “Portami il futuro è un invito rivolto agli artisti, alle cittadine e ai cittadini, a confrontarsi con le fratture della contemporaneità, trasformando le crisi in occasioni di scelta, di cura e di cambiamento. Gibellina diventa così un laboratorio aperto, in cui l’arte non è chiamata a rappresentare il futuro, ma a metterlo in atto, attraverso processi condivisi capaci di generare conoscenza, partecipazione e nuova centralità per i territori. Un progetto che chiede agli artisti di essere presenti, di lavorare nei luoghi della vita quotidiana e di contribuire a costruire una bellezza intesa come compito sociale, lasciando un’eredità culturale che vada oltre l’anno del titolo e continui a produrre senso nel tempo”. 

A partire dal 15 gennaio - data del terremoto del ‘68 scelta simbolicamente per l’inaugurazione - i luoghi più significativi di Gibellina si animeranno con mostre, installazioni e performance di artisti italiani e internazionali, saranno i set di residenze creative a stretto contatto con la comunità, ospiteranno spettacoli teatrali, concerti, proiezioni cinematografiche, incontri e conferenze, nonché un ricco programma di laboratori pensati per coinvolgere attivamente cittadini e visitatori.  
Chi visiterà la città del Belice nei prossimi dodici mesi potrà ammirare le video installazioni di Masbedo e Adrian Paci nello spazio scultoreo del Teatro di Pietro Consagra, o le opere di William Kentridge, Shirin Neshat, Mona Hatoum, Anna Maria Maiolino, Amalia Pica, Regina Josè Galindo, Santiago Sierra, Zehra Doğan, María Magdalena Campos Pons, Holly Stevenson, Paolo Icaro, Olu Oguibe, Mustafa Sabbagh e Akram Zaatari nella mostra Domestic Displacement, incentrata sulla poetica dello spostamento. 

E se l’artista cinese Liu Bolin, noto per i suoi spettacolari mimetismi fotografici, si confronterà con le ferite del terremoto, Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot e Nanda Vigo, figure centrali nella storia di Gibellina, dialogheranno con nuove generazioni di artisti nella mostra Colloqui, mentre con la collaborazione del RISO - Museo d'arte moderna e contemporanea di Palermo sarà riallestita dopo anni l’opera ambientale di Richard Long Circle of Life.  

Una grande mostra sul Mediterraneo realizzata in partnership con il MAXXI prenderà il via in primavera, insieme a un’installazione dell’artista parigino Philippe Berson, che scelse la Sicilia come luogo di vita e di lavoro, e al progetto Prisenti, dove protagonisti del contemporaneo come Alighiero Boetti dialogano con le tradizioni locali. Durante l’anno non mancheranno i progetti dedicati al collezionismo, con un importante omaggio a Peppe Morra e un focus sugli artisti siciliani proposto dalla famiglia Galvagno, fondatrice di Elenka.   

Le arti performative abiteranno luoghi simbolo della città e del territorio, interrogando il pubblico sui temi più urgenti dell’attualità e invitandolo all’accoglienza e al dialogo tra culture. Tra i protagonisti, artisti italiani e internazionali come Regina José Galindo, Roberto Andò, Mimmo Paladino ed Emilio Isgrò, accanto a interventi site specific, tra cui quello del collettivo Shaken Grounds - Sismography of Precarious Presences, e a rassegne che intrecciano cinema, musica e arte contemporanea, dalla 45° edizione del Festival Orestiadi a BAM - Biennale Arcipelago Mediterraneo. 

Il programma completo della manifestazione è consultabile sul sito https://gibellina2026.it


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