450 ANNI NEL NOME DI MICHELANGELO
E DELL’ACCADEMIA DELLE ARTI DEL DISEGNO DI FIRENZE

 
Una full immersion nell’arte del maestro americano, in viaggio tra New York, Parigi, il New England. 

Francesca Grego
formato sconosciuto

Dal Whitney Museum of American Art di New York, oltre 150 opere per guardare da una nuova prospettiva uno dei pittori statunitensi più amati in Europa: l’appuntamento è per il prossimo autunno a Pisa, dove una grande mostra renderà omaggio a Edward Hopper nello scenario di Palazzo Blu, ripercorrendone per intero la carriera. A scandire il racconto - dove non mancheranno i capolavori più noti e rappresentativi - saranno i luoghi della vita e dell’opera dell’artista: New York, che per quasi sessant’anni rappresentò il contesto privilegiato della sua ricerca, ma anche Parigi, dove soggiornò ripetutamente confrontandosi con l’arte europea, e il New England, teatro di riflessioni e sperimentazioni sul paesaggio americano. 

Tappa dopo tappa, il percorso pensato dai curatori del Whitney Museum Kim Conaty e Barbara Haskell evidenzierà come Hopper abbia costruito la propria personale visione artistica, tra l’osservazione diretta della realtà, l’attenzione alla luce e allo spazio, e una costante ricerca di equilibrio compositivo. Dal 14 ottobre 2026 al 7 marzo 2027 i visitatori di Palazzo Blu troveranno in mostra dipinti a olio, disegni, acquerelli e incisioni da scoprire a confronto con le opere di artisti contemporanei, ma anche fotografie, diari, documenti personali e lettere capaci di fornire informazioni preziose sulla vita e sui processi creativi del maestro americano, approdati al Whitney Museum grazie all’acquisizione, circa dieci anni fa, del Sanborn Hopper Archive.


Edward Hopper, Autoritratto, 1925–30. Olio su tela, 64,5 × 51,8 cm. Whitney Museum of American Art, New York; lascito di Josephine N. Hopper 70.1165 © Heirs of Josephine N. Hopper/SIAE

Dalle prime esperienze come illustratore e incisore fino alla piena maturità pittorica, l’esposizione restituirà la complessità di una parabola creativa che attraversa il Novecento, evidenziando come ogni luogo abbia offerto a Hopper stimoli per sperimentare tecniche e soluzioni compositive. Uno spazio speciale sarà riservato alla moglie Jo, artista a sua volta, che fu musa e motore della sua carriera, contribuendo a tramandarne e documentarne il percorso creativo attraverso annotazioni, disegni e materiali che oggi illustrano il profondo intreccio tra vita privata e produzione artistica alla base della pittura di Hopper.


Edward Hopper, Sera Blu, 1914. Olio su tela, 91,8 × 182,7 cm. Whitney Museum of American Art, New York; lascito di Josephine N. Hopper 70.1208 © Heirs of Josephine N. Hopper/SIAE

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