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Confronto al vertice tra due maestri del Rinascimento, aspettando Raffaello al Metropolitan Museum of Art.

Francesca Grego
formato sconosciuto

Lo studio personale del finanziere e collezionista J. Pierpont Morgan, cuore della storica Morgan Library & Museum di New York, è il set del dialogo tra due grandi maestri del Quattrocento italiano. Il primo è Giovanni Bellini, sbarcato nella Grande Mela con la potente e malinconica Pietà del Museo della Città di Rimini, il secondo è Pietro di Cristoforo Vannucci, più noto come il Perugino, che dal 7 febbraio raggiungerà il museo americano con l’Imago Pietatis proveniente dalla Galleria Nazionale dell’Umbria, dopo cinque giorni di esposizione nella sede di Sotheby’s a New York in vista della Old Master’s Week. Intorno a loro, dipinti e sculture rinascimentali appartenenti alla favolosa collezione di Pierpont Morgan, tra cui la Madonna con i Santi Giovanni Evangelista e Maddalena in adorazione del Bambino dello stesso Perugino, in una mostra che proseguirà fino al prossimo 19 aprile, mentre un’altra sala del stesso museo offre al pubblico statunitense la rarissima occasione di ammirare oltreoceano il Giovane con canestra di frutta di Caravaggio, in prestito dalla Galleria Borghese.

Restituita all’antico splendore da un restauro completo realizzato con il supporto di Venetian Heritage, la Pietà di Bellini è un dipinto a tempera su tavola malinconico e potente, dove angeli fanciulli sorreggono un Cristo senza vita, mentre ne contemplano le ferite e lo preparano per la venerazione. A differenza di altre versioni del soggetto, gli angeli non piangono disperatamente: al contrario, l’opera risulta emozionante proprio a causa della loro attitudine pensierosa. “Il nostro allestimento - ha spiegato il direttore della Morgan Library & Museum Colin B. Bailey - mostra ai visitatori come Bellini trasse ispirazione dalla tradizione delle icone bizantine nel dipingere il suo Cristo morto, per poi rinnovare il soggetto unendo a una profonda spiritualità la dimensione umanista derivata dall’arte classica”.      


Perugino, Imago Pietatis (cimasa della Pala dei Decemviri), 1495, tempera su tavola, Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria

Anche l'Imago Pietatis di Perugino presenta Gesù morto all’interno del sepolcro con gli occhi chiusi e il capo chino, mettendone in evidenza le ferite. Il dipinto, che conserva la cornice originale, nasce come cimasa per la Pala dei Decemviri, realizzata dal maestro rinascimentale per la Cappella dei Priori a Perugia e ora ai Musei Vaticani. A smembrarla nel 1797 furono le truppe napoleoniche, che la requisirono per portarla a Parigi, dimenticandone una parte. La sua esposizione al Morgan si deve al contributo dei Friends of Umbria, neonata organizzazione americana che sostiene la Galleria Nazionale dell'Umbria. 

“Questo percorso - ha affermato il direttore del museo perugino Costantino D’Orazio - mira a proiettare i musei statali dell’Umbria oltre i confini nazionali, allargando il bacino di pubblico proveniente da nazioni da sempre sensibili alla storia, all’arte e al fascino della nostra cultura e del nostro patrimonio. In questo modo, sulla scia dei grandi musei internazionali, che da tempo hanno intrapreso questo itinerario, anche i nostri luoghi della cultura potranno beneficiare di fondi straordinari e fungere da volano per l’attrattività di tutto il territorio”. In attesa della grande mostra Raphael: Sublime Poetry, che dal 29 marzo al 28 giugno 2026 porterà dalla Galleria Nazionale dell'Umbria al Metropolitan Museum of Art di New York capolavori come la Madonna della Consolazione di Perugino e lo stendardo processionale Sant'Agostino e altri personaggi di Pinturicchio, mentre in ottobre la Flagellazione di Cristo di Francesco di Giorgio Martini sarà presentata all’interno della rassegna dedicata al pittore, scultore e architetto quattrocentesco dalla Frick Collection


Perugino, Madonna con i Santi Giovanni Evangelista e Maddalena in adorazione del Bambino, 1500 circa. Tempera su tavola. Morgan Library & Museum, New York

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