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Picasso lo definì “il padre di tutti noi”. A Basilea una grande mostra lo celebra a 120 anni dalla morte

Francesca Grego
formato sconosciuto

La Fondation Beyeler celebra Paul Cézanne a 120 anni dalla scomparsa. Dal 25 gennaio al 25 maggio , il museo di Basilea presenterà circa 80 capolavori scelti per illustrare l’ultima e più significativa fase del pittore francese, quando la vigorosa tensione di forma, luce e colore da lui messa a punto diede vita a immagini rivoluzionarie, capaci di ispirare generazioni di artisti. A ogni colpo di pennello, si legge nella presentazione della mostra, Cézanne inventa una pittura nuova: Picasso lo definirà “il padre di tutti noi”, ovvero l’iniziatore dell’arte moderna. La mostra svizzera si prepara a raccontarlo attraverso iconiche scene di bagnanti, ritratti enigmatici, pregnanti nature morte, paesaggi della terra natale dell’artista, la Provenza, mirabilmente reinventati, accanto alle celebri immagini della Montagna Sainte-Victoire, inesauribile fonte di ispirazione per arditi esperimenti sul linguaggio pittorico. Il progetto è reso possibile dai prestiti di importanti musei e collezioni private di Svizzera, Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Paesi Bassi, Danimarca e Stati Uniti, tra cui il MoMa e il Metropolitan Museum of Art di New York, il Musée d'Orsay di Parigi, il Philadelphia Museum of Art, la National Gallery of Art di Washington, la Tate di Londra. 

Il racconto della mostra inizia alla metà degli anni Ottanta dell'Ottocento: ormai libero dall'influenza dell'Impressionismo, Cézanne mette a punto il linguaggio che lo porterà a divenire una figura chiave dell'arte moderna, lavorando non più per rappresentare la natura, ma per renderne visibili le forme. Una storia da leggere, in primo luogo, nei nove quadri della Montagna Sainte-Victoire in arrivo a Basilea. L’artista dipinse questo soggetto circa circa 30 volte a olio, oltre a realizzare numerosi acquerelli, mettendo così alla prova la sua tecnica di costruzione delle immagini sulla tela ed esplorando il modo in cui la forma può essere creata da semplici pennellate di colore (taches colorées): una ricerca che avrebbe influenzato intensamente Pablo Picasso e Georges Braque. 


Paul Cézanne, Gruppo di bagnanti, 1895. Olio su tela, 47 x 77 cm, Ordrupgaard, Copenhagen. Photo: Anders Sune Berg

Da non perdere saranno poi le due tele dei celebri Giocatori di carte, conservate presso la Courtauld Gallery di Londra e il Musée d'Orsay di Parigi, oltre alla Macina del parco di Château Noir, proveniente da Philadelphia e per la prima volta in Europa, mentre tornerà ad essere esposto dopo decenni l’Autoritratto del 1895. Anche le Bagnanti occupano un posto di rilievo nel percorso della mostra. Su questo soggetto su cui Cézanne torna ripetutamente per esplorare il rapporto tra il corpo umano e la natura: piuttosto che raffigurare figure idealizzate, l’artista fonde corpi e paesaggi a tal punto che le bagnanti seguono il ritmo degli alberi e la curva della riva del fiume, o ancora sembrano crescere dal terreno come piante. Presenze concrete e allo stesso tempo sul punto di dissolversi nell'ambiente circostante, le bagnanti di Cézanne combinano la tradizione classica del nudo con una moderna lettura della forma e dello spazio. 

Nelle celebri nature morte, anch’esse tra gli highlight dell’esposizione a Basilea, si manifesta pienamente l'impegno del pittore nel trasferire la realtà che lo circonda in un ordine stabile, quasi senza tempo. Composizioni apparentemente semplici di mele, pere, arance, brocche, pane e stoffe accuratamente drappeggiate diventano un teatro in cui indagare con insistenza forma, colore ed equilibrio, dove ogni oggetto - dotato di un proprio peso, volume e spazialità - diventa parte di una nuova architettura pittorica. 

Paul Cézanne, Pommes et oranges, around 1899. Oil on canvas, 74 x 93 cm, Musée d'Orsay, Paris © Grand Palais RMN (Musée d'Orsay) / Hervé Lewandowski

Anche le opere incompiute hanno segreti da svelare ai visitatori, chiamati a interagire e partecipare al processo creativo. In questo spirito, al termine del percorso espositivo, il pubblico avrà l’opportunità di sperimentare in prima persona la tecnica dell’acquerello, grazie a uno studio allestito all’interno del museo. E per finire, il cortometraggio Cézanne on art (2025), ideato e diretto dal pittore Albert Oehlen e dal regista Oliver Hirschbiegel, immergerà gli spettatori nel mondo del maestro francese, in un’anteprima esclusiva per la Fondation Beyeler. Ispirato alle conversazioni di Cézanne con l’amico scrittore Joachim Gasquet e girato in location come la Montagna Sainte-Victoire e le cave di Bibémus, il film fonde arte, filosofia e paesaggio in un racconto evocativo che cattura luci e atmosfere, con Sean O'Brien, Sam Riley e Nichole Galicia nei ruoli dei protagonisti. 


Paul Cézanne, La Montagne Sainte-Victoire vue de Lauves, 1902–06. Oil on canvas, 65 x 81 cm. Private Collection Pierre Huyghe





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