L’attrazione del maestro romantico per l’Italia e per il paesaggio lariano si racconta nei preziosi prestiti in arrivo da Londra.
Francesca Grego
formato sconosciuto
Tra massimi interpreti della pittura di paesaggio, William Turner fu anche uno degli artisti più girovaghi del suo tempo. In Italia tornò ripetutamente, visitando la penisola in lungo e in largo. Sbaglia chi immagina che la natura mediterranea potesse apparire poco interessante agli occhi del maestro del sublime, attratto da brume e tempeste. Nel Bel Paese Turner soggiornò per studiare non solo i maestri antichi, ma anche una luce che offriva all’occhio e al pennello stimoli mai incontrati altrove. Lo scopriremo dal prossimo 29 maggio a Como attraverso una selezione di opere provenienti dalla Tate di Londra, dove è conservata la più importante collezione di lavori dell’artista romantico. La prima sorpresa è un prezioso nucleo di opere dedicate proprio a Como e al suo lago, che troveranno posto al Palazzo del Broletto: sette acquerelli - una delle sue tecniche favorite, di cui Turner fu maestro assoluto - che raccontano come il pittore britannico fosse affascinato dal paesaggio lariano e dai suoi contrasti, tra ripidi pendii, riflessi sull’acqua e variazioni atmosferiche repentine. Attraverso questi dipinti, realizzati nell’arco di oltre vent’anni, i visitatori della mostra potranno seguire l’evoluzione delle ricerche di Turner dal paesaggio come geografia fissa all’idea di un ambiente mutevole, in cui natura e architettura tendono a fondersi in un mondo di luce e colore.
Joseph Mallord William Turner, Tivoli, dal Monte Catillo, 1828 © TateL’importanza del viaggio nell’opera del maestro romantico sarà illustrata da JMW Turner On the Wing, film immersivo prodotto da Tate Digital e proiettato al Broletto in occasione della mostra: con il commento dei maggiori esperti della sua opera, il pubblico avrà occasione di seguire l’artista nelle sue peregrinazioni e confrontarne i dipinti con i luoghi che li ispirarono, dai monti del Galles alle Alpi Svizzere, dalle nebbiose campagne italiane alle coste inglesi di Margate. La mostra proseguirà presso la Pinacoteca civica di Como, con una selezione mirata di dipinti a olio scelti per raccontare il dialogo di Turner con l’Italia. Qui l’itinerario spazia tra paesaggi puri e suggestioni mitologiche o letterarie, ma è sempre la luce la regina della tela, in una progressiva tendenza verso l’astrazione e la dissoluzione della forma nell’atmosfera. Ma non finisce qui: dipinti, stampe e mappe ottocentesche conservate presso i Musei civici comaschi rievocheranno la città così com’era quando fu visitata dal pittore, a partire dall’albergo Volta (già dell’Angelo), dove Turner alloggiò e dalle cui finestre dipinse il vecchio porto, oggi sostituito da piazza Cavour. A cura di Elizabeth Brooke, William Turner a Como sarà visitabile dal 29 maggio al 27 settembre 2026.

Joseph Mallord William Turner, Il ramo d'oro, 1834 © Tate