450 ANNI NEL NOME DI MICHELANGELO
E DELL’ACCADEMIA DELLE ARTI DEL DISEGNO DI FIRENZE

 
Appositamente progettata per gli spazi longitudinali dell’edificio, l’opera El glaciar ido è immaginata dall’artista come un quipu acostado, installazione orizzontale sospesa a più altezze

Samantha De Martin
formato sconosciuto

Inseguendo il concetto di precarietà, racchiuso dagli anni Sessanta nella definizione “Arte Precario", l’artista, poetessa e attivista cilena Cecilia Vicuña porta al Castello di Rivoli una nuova commissione ideata per la Manica Lunga.
L’opera, appositamente progettata per gli spazi longitudinali dell’edificio, è immaginata come un quipu acostado, una installazione orizzontale sospesa a più altezze. I quipu (nodi in lingua Quechua) appartenenti alle antiche civiltà andine e poi ampiamente utilizzati dagli Inca, consistono in corde annodate utilizzate come sistema di registrazione di informazioni, tra cui dati di carattere amministrativo, astronomico, ma anche storico-narrativo.

Citando direttamente questa tipologia di manufatti, i quipu contemporanei di Vicuña diventano coinvolgenti installazioni ambientali che attraversano lo spazio e il tempo. L’artista li produce attraverso lane crude e grezze che svolge e assembla realizzando sorprendenti architetture aeree. L’ultimo quipu concepito per la Manica Lunga del Castello, si chiama El glaciar ido (The vanished glacier / Il ghiacciaio scomparso). Questa presenza evoca la transitorietà, lo scorrere del tempo, del movimento di elementi naturali, come ghiaccio, acqua e vento, e dell’impatto della presenza umana sull’ambiente.
La relazione con l’acqua è ricercata da Vicuña quale memoria degli antichi ghiacciai ormai estinti che un tempo dominavano il paesaggio della Valle di Susa dove il Castello sorge.


Cecilia Vicuña, El glaciar ido, dettaglio, allestimento Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli - Torino Foto / Photo Alberto Nidola © CECILIA VICUÑA, by SIAE

Arricchiscono la mostra opere video, che portano nel progetto immagini, sonorità e canti, parte integrante della pratica dell’artista. Non mancano nuovi versi poetici appositamente composti e presentati come “poemi a muro”, mentre una nuova pubblicazione, la prima incentrata sulla lunga ricerca di Vicuña sui ghiacciai, accompagnerà la mostra.

"A differenza dei quipu antichi - dichiara la curatrice Marcella Beccaria - il quipu contemporaneo di Cecilia Vicuña per il Castello di Rivoli non ha nodi, rimandando alla progressiva perdita di memoria e di attenzione nei confronti del mondo che ci ospita. Il progetto guarda a ciò che scompare o è ormai scomparso, riferendosi anche ai desaparecidos, vittime della dittatura cilena, e alla moltitudine di quanti sono stati messi a tacere o eliminati da governi repressivi”.

La preparazione della mostra ha richiesto un’azione collettiva che ha coinvolto le comunità locali in passeggiate e nella raccolta di piccoli materiali residui provenienti dalle sponde dei vicini corsi e bacini d’acqua, come il fiume Dora Riparia e i laghi di Avigliana. Un workshop, in collaborazione con l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, ha consentito a questi materiali di assumere la forma di un’installazione effimera che l’artista ha affidato alla creatività di un gruppo di studentesse.
COMMENTI
LE MOSTRE SU Michelangelo
 
PER SAPERNE DI PIÙ SU MICHELANGELO
Scarica la app di Roma Guide Firenze Guide Roma Guide Milano
 
Opere in Italia