Il calendario costruisce un percorso che attraversa la storia dell’arte, la letteratura e la cultura fino alla contemporaneità
Samantha De Martin
formato sconosciuto
Le diverse anima della Grande Brera si raccontano attraverso la nuova stagione espositiva, dalla Pinacoteca a Palazzo Citterio, dalla Biblioteca Braidense all’Accademia di Belle Arti, al centro di un percorso che attraversa la storia dell’arte, la letteratura e la cultura fino alla contemporaneità.
La Grande Brera si conferma così non soltanto come luogo della memoria, ma come spazio vivo di produzione culturale, capace di guardare al futuro e di rafforzare il proprio rapporto con Milano, con l’Italia e con la scena internazionale.
La Pinacoteca di Brera punterà i riflettori su due importanti commemorazioni, come il primo centenario di vita dell’Associazione Amici di Brera e il 250° anniversario dell'Accademia di Belle Arti, con un omaggio, a novembre, dedicato a Francesco Hayez.
A inaugurare la stagione di Palazzo Citterio sarà, dal 9 ottobre al 10 gennaio, un approfondimento su Carlo Maria Mariani, a cura di Eike Schmidt e Clayton Calvert, che ripercorre l’intero arco della sua produzione, dalle prime opere degli anni Quaranta fino ai lavori del 2019. Se La mostra “I Maestri di Brera. Insegnare l’arte”, curata da Giovanni Iovane e Marina Gargiulo, proporrà una selezione di contributi di quei docenti che hanno attuato una sintesi fra tradizione e modernità, da Adolfo Wildt a Carlo Carrà, Arturo Martini, Achille Funi, tra gennaio e aprile 2027 Palazzo Citterio renderà omaggio a Mario Schifano con un percorso in due sezioni curato da Marco Meneguzzo.
Da maggio a settembre la Sala Stirling di Palazzo Citterio accoglierà una mostra dedicata all’opera di Sean Scully a cura di Luca Massimo Barbero. Il pittore statunitense di origini irlandesi ha sempre nutrito un legame profondo con l’Italia e una grande ammirazione per l’arte italiana di ogni epoca, un’influenza che spazia dall’architettura del Duomo di Siena fino ad artisti più recenti come Giorgio Morandi, passando per gli antichi maestri Ambrogio Lorenzetti, Piero della Francesca, Mantegna, Tiziano, Giovanni Bellini e Raffaello.
Dal 24 novembre al 24 febbraio, i progetti espositivi ospitati sul ledwall di Palazzo Citterio, organizzati in collaborazione con il Museo nazionale dell’Arte digitale, apriranno con Marina Abramović Element, una serie di performance digitali di Marina Abramović, realizzata con il supporto di TAEX Gallery e con la curatela di Clelia Patella. A
dieci anni dalla scomparsa, la Biblioteca Nazionale Braidense ricorderà poi Umberto Eco con un progetto dal titolo “L’isola del giorno prima. Libri, mari e macchine del sapere” che, dal 2 ottobre al 10 gennaio, valorizzerà l’opera e il pensiero dell’intellettuale. Il progetto si snoderà attraverso il racconto delle immagini originali del romanzo "L’isola del giorno prima", tratte dal patrimonio librario e scientifico della collezione di libri antichi di Umberto Eco, da quello dei fondi della Biblioteca Nazionale Braidense, oltre che da ricostruzioni digitali e dai lavori preparatori dell’autore.
Seguirà tra gennaio e marzo una grande mostra dedicata a Michele Ciacciofera con la sua ricerca che intreccia archeologia, antropologia, storia e memoria collettiva, e che invita il pubblico a riflettere sui temi dell’identità, delle migrazioni, della conoscenza e della trasmissione del sapere. In occasione dei 200 anni dalla prima pubblicazione de I promessi sposi, la Fondazione «Centro Nazionale Studi Manzoniani» e la Pinacoteca di Brera/Biblioteca Nazionale Braidense propongono dal 6 maggio al 24 luglio un progetto espositivo incentrato sulla Ventisettana, la prima edizione del romanzo, pubblicata nel 1827. L’iniziativa sarà accolta nelle due sedi degli Istituti: la Sala Teresiana della Biblioteca Braidense e la sala espositiva di Casa Manzoni.