Archeologia, contemporaneo, fotografia in un palinsesto espositivo da scoprire.
Francesca Grego
formato sconosciuto
Non solo mare e natura: la Sardegna ci accoglie con un’offerta culturale stimolante e variegata. Alle attrattive di un ricco patrimonio storico-artistico (da scoprire qui) quest’estate affianca mostre che spaziano dall’archeologia al contemporaneo, con un’attenzione speciale alla fotografia. Una giornata di vento o una notte in città prima di ripartire possono perciò trasformarsi in occasioni preziose. E magari la prossima volta ci torneremo fuori stagione, per esplorare ancora la cultura di una terra dalle mille risorse. Ecco gli appuntamenti con l’arte da non perdere nelle diverse zone dell’isola. Wanda Nazzari. Partiture di ruggine e seta. Fino all’8 novembre al Palazzo di Città di CagliariCarta, legno, tessuto sono i materiali favoriti da Wanda Nazzari, una delle più importanti artiste contemporanee sarde, oggi protagonista di un importante retrospettiva a Cagliari. Costruita come un fitto dialogo tra le opere e gli storici ambienti del Palazzo di Città, la mostra restituisce la tutta ricchezza del lavoro di Nazzari, spaziando dalla pittura alla performance, dalla scultura all’incisione, passando per installazioni, scrittura poetica e libri d’artista, fino all’attività di promozione culturale, con un importante laboratorio di ricerca svolto sull’isola con il Centro Culturale Man Ray. Per Nazzari ciascuna di queste esperienze è parte integrante di un percorso coerente e consapevole che ruota attorno al rapporto tra materia, memoria, conoscenza, cuore della sua ricerca. Futurama, nostalgia di futuro. Fino al 15 novembre al MAN di NuoroChe rapporto abbiamo con il futuro? Come è cambiato negli ultimi ottant’anni il nostro modo di pensare al domani? Quali immagini ed emozioni evoca nella nostra mente proiettarci nel mondo a venire? Su questi temi si interroga la mostra Futurama, tra opere di maestri del contemporaneo come Mario Schifano, Enrico Baj, Agostino Bonalumi, Vincenzo Agnetti, Pino Pascali, Piero Gilardi, Grazia Varisco, ma anche video installazioni, oggetti, spezzoni cinematografici. Se il titolo del progetto cita un’epocale esposizione offerta dalla General Motors a New York nel 1939, la mostra è un viaggio tra i radicali mutamenti del secondo dopoguerra e le conquiste degli anni Sessanta, dove l’estetica del futuro pervade con il suo ottimismo ogni ambito della creatività. E oggi? C’è una vera alternativa alla nostalgia?Nobuyoshi Araki. Secret Pages. Fino al 17 ottobre alla Pinacoteca Carlo Contini di OristanoCi sono immagini che svelano e altre che nascondono. Le fotografie di Nobuyoshi Araki appartengono a entrambe le categorie. Il maestro giapponese è in mostra con 122 scatti a Oristano: una selezione che, come un diario privato lasciato casualmente a disposizione dei visitatori, ne attraversa i temi favoriti, tra desiderio e memoria, sensualità e malinconia, intimità e perdita, morte e vita. Fiori, corpi, dettagli quotidiani, visioni sospese, fino ai celebri ritratti femminili, restituiscono l’universo poetico di Araki, al contempo domestico e trasgressivo. Per lui la fotografia non è uno strumento di rappresentazione, ma un modo di abitare il tempo. Centrale nella sua pratica artistica è l’uso delle Polaroid, una forma immediata di scrittura visiva con cui l’artista ha sempre cercato di catturare il flusso della vita senza filtri. Thyrrenos e Sardò, principi etruschi e guerrieri nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce. Fino al 9 novembre al Museo Giovanni Marongiu di Cabras (Oristano)Si trova a pochi chilometri dalle splendide spiagge del Sinis, nella Sardegna occidentale, il Museo Giovanni Marongiu di Cabras, casa dei celebri Giganti di Mont’e Prama, che furono scoperti proprio qui vicino. Quest’estate la grande sala approntata per riunire in via definitiva le misteriose sculture nuragiche ospita un originale progetto nato dalla collaborazione con il Museo Archeologico di Firenze. Reperti rari e preziosi narrano i legami tra gli Etruschi e gli antichi Sardi, uniti dal mare e probabilmente da una storia condivisa, come testimonierebbero singolari navicelle di bronzo ritrovate nelle tombe etrusche di Lazio e Toscana. Yan, 1956. Jean Dieuzaide e il suo viaggio in Sardegna. Fino al 15 settembre all’ISRE - Istituto Regionale Etnografico di NuoroTra i più significativi fotografi francesi del dopoguerra - vincitore del Premio Niépce (1955) e del Premio Nadar (1961), oltre che tra i fondatori del festival Rencontres d'Arles nel 1970 - negli anni Cinquanta Yan Dieuzaide compie un viaggio attraverso l’Europa meridionale diventato leggenda, sviluppando uno sguardo umanista e attento alle trasformazioni sociali. Tra le mete del suo peregrinare c’è la Sardegna. A settant’anni dal suo arrivo sull’isola, quegli scatti tornano in mostra per raccontare i processi attraverso i quali la Sardegna è stata osservata, narrata e trasformata in immagine. Leggi anche: • Arte in Sardegna. Dai Giganti di Mont’e Prama alle trame di Maria Lai
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