450 ANNI NEL NOME DI MICHELANGELO
E DELL’ACCADEMIA DELLE ARTI DEL DISEGNO DI FIRENZE

 
Dal progetto EAR - Enacting Artistic Research, una mostra ad alto contenuto di tecnologia per guardare le opere “come se l’artista fosse ancora al lavoro”. 

Francesca Grego
formato sconosciuto

Nella Naturalis Historia Plinio il Vecchio ricorda come l’incompiuta Venere di Cos di Apelle fosse talmente intensa ed espressiva da superare molte opere perfettamente rifinite, al punto che nessuno degli allievi dell’artista osò intervenire per completarla. In seguito il fascino del “non finito” avrebbe percorso la storia dell’arte con esempi che vanno da Leonardo a Michelangelo, da Tiziano a Guido Reni e, passando per l’Impressionismo, fino all’arte contemporanea. Come mai? Secondo gli esperti, un’opera incompleta stimola la partecipazione dell’osservatore a livello neurologico, spingendolo a proseguire con l’immaginazione il lavoro dell’artista e, in definitiva, a condividerne il gesto creativo. 

Parte di qui la mostra Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva inaugurata oggi e in programma fino al prossimo 12 aprile presso la Pinacoteca dei Musei Capitolini, per condurci ancora più vicino ai processi che diedero origine ad alcune importanti opere d’arte. Protagonisti del progetto sono dipinti e sculture incompleti appartenenti alle collezioni della Pinacoteca, realizzati da maestri come Guido Reni, Garofalo, Palma il Vecchio, Ludovico Carracci. A traghettare il visitatore dietro le quinte del loro lavoro sono le metodologie di indagine non invasiva normalmente impiegate nella diagnostica propedeutica al restauro attraverso strumenti di imaging, riflettografia e spettroscopia, qui presentate in coinvolgenti installazioni multimediali. 

Grazie a queste tecnologie, i segreti dei maestri del passato si svelano al pubblico dei Musei Capitolini, accanto a dettagli invisibili a occhio nudo, stratificazioni, pentimenti e cambi di programma, mostrando “l’opera in corso di realizzazione, come se l’artista fosse ancora al lavoro”. La Circoncisione incompiuta di Benvenuto Tisi detto il Garofalo, per esempio, è messa a confronto con un’opera analoga proveniente dalla Galleria Cantore di Modena. Grazie a cornici digitali è possibile sfogliare virtualmente le fotografie del disegno preparatorio ottenute attraverso gli strumenti di diagnostica e comprendere le varie fasi di realizzazione dei due dipinti, forse differenziate fra maestro e bottega.


Guido Reni, Anima Beata I Courtesy Musei Capitolini

Cristo e l’adultera di Jacopo Palma il Vecchio rappresenta invece un caso particolare: più che di un semplice non finito, si tratta di una tela manomessa per modificarne il significato: rimasta incompiuta alla morte del pittore, fu parzialmente ridipinta in epoca successiva lasciando alcune parti irrisolte. Sfogliando le immagini digitali, è possibile distinguere le modifiche subite dall’opera nello sguardo dell’adultera, nei suoi capelli e nella posizione della mano del Cristo.

Una delle sale della mostra è interamente dedicata ai dipinti di Guido Reni. Particolarmente travagliata fu la gestazione della grande tela dell’Anima Beata, di cui i Musei Capitolini conservano anche il bozzetto. Qui, prima di arrivare alla stesura finale, il pittore si cimentò in una lunga serie di variazioni che interessano l’intera figura del protagonista, dalla postura alle braccia, le gambe, le ali e il panneggio. Confrontando il quadro con il disegno preparatorio per un altro dipinto dello stesso artista - il Crocifisso - si riscontrano infine delle corrispondenze talmente precise da ipotizzare che Reni sia partito da questo disegno per sviluppare il progetto finale dell’Anima Beata.

A cura di Costanza Barbieri e Claudio Seccaroni, Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva rappresenta uno dei principali risultati del progetto EAR - Enacting Artistic Research, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca attraverso i fondi PNRR destinati a partenariati strategici e alla promozione dell’internazionalizzazione della ricerca, che riunisce le Accademie di Belle Arti di Roma, Firenze e Brera, i Conservatori dell’Aquila e di Roma, in collaborazione con la sezione INFN dell'Università di Roma Tre e con l’Università Politecnica delle Marche, con l’obiettivo di promuovere l’interazione fra ricerca artistica e ricerca scientifica.  


Guido Reni, Silvio, Dorinda e Linco (Allegoria dell'amore rifiutato) I Courtesy Musei Capitolini

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