Giuseppe Spagnulo. Oltre la materia, verso il pensiero formante

Giuseppe Spagnulo, Rosa dei venti, 2014, terracotta ingobbiata, ossido di ferro e ossido di rame, diametro 49,5 cm. Courtesy Galleria dello Scudo Verona I Ph. Studio Vandrasch

 

Dal 9 Ottobre 2026 al 23 Gennaio 2027

Luogo: CUBO Unipol in Porta Europa

Indirizzo: Piazza Vieira de Mello 3-5

Orari: lun – ven 9:30 – 20. Sab e dom chiuso

Curatori: Ilaria Bignotti e Roberto Borghi

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Sito ufficiale: http://www.cubounipol.it


Dal 9 ottobre 2026 al 23 gennaio 2027, CUBO, Museo e Archivio d'impresa del Gruppo Unipol, presenta a Bologna Giuseppe Spagnulo. Oltre la materia, verso il pensiero formante, grande mostra monografica dedicata a uno dei protagonisti della scultura italiana del secondo Novecento, realizzata in collaborazione con l'Associazione Archivio Giuseppe Spagnulo e l'Archivio storico di CUBO Unipol.
Nel decennale della scomparsa dell’artista e a novant’anni dalla sua nascita, l’esposizione, a cura di Ilaria Bignotti e Roberto Borghi, mette in dialogo Turris e Paesaggio orizzontale (1981 e 1982), opere monumentali appartenenti al Patrimonio artistico del Gruppo Unipol, e una selezione di lavori – grandi sculture, opere su carta, maquette e materiali d'archivio – che ripercorre il meglio della sua ricerca e produzione. Il corpus di opere è inoltre arricchito da un nucleo di fotografie storiche inedite e due video d'archivio contenenti interviste all'artista, consultabili in formato digitale.
 
Turris e Paesaggio, restaurate appositamente per la mostra, costituiscono il punto di partenza per rileggere la ricerca di Spagnulo tra gli anni Ottanta e il nuovo Millennio.
Vincitrici del concorso indetto nel gennaio del 1981 da Unipol per la realizzazione di una scultura monumentale destinata alla nuova sede della compagnia assicurativa, le due sculture in terracotta e ghisa constano di due elementi, uno verticale – una colonna tronca alta quattro metri con il diametro di due, vuota all’interno e praticabile – ed uno orizzontale – una piastra-paesaggio, con disegni di foglie incisi – di straordinaria potenza plastica ed evocativa che rappresentano uno dei culmini della produzione di Spagnulo e una delle più significative esperienze di committenza privata di arte contemporanea in ambito urbano.
 
Come suggerisce il titolo, la mostra mette in luce il “pensiero formante”, il processo creativo che attraversa tutta la produzione dell'artista: «Non credo in una forma più perfetta di un'altra, ma solo nella quantità di spazio che una forma riesce a mettere in movimento», diceva lo scultore, nel cui lavoro il gesto non si limita a modellare la materia, ma ne mette costantemente alla prova la resistenza trasformandola in metafora – ancora attuale – della condizione umana e del rapporto tra individuo, comunità e paesaggio. Due i principali filoni concettuali: da un lato, l'indagine sulla materia e sulle forme geometriche essenziali, esplorate attraverso concetti come forza, equilibrio, tensione e trasformazione; dall'altro, la riflessione sull'identità, sulle radici mediterranee, sul mito e sulla memoria, che emerge nelle opere più tarde, tra autoritratti e forme in continua metamorfosi.
 
Il percorso espositivo si snoda tra gli spazi interni ed esterni della sede bolognese di Porta Europa – dalla sede storica di Via Stalingrado ai giardini pensili, fino alla Mediateca di CUBO – proponendo un costante dialogo con l’opera monumentale dell’artista e valorizzando la relazione tra opere di grandi dimensioni destinate a spazi pubblici e l’aspetto progettuale.
 
Negli spazi interni si incontrano opere in ferro e terracotta, tra cui Ferro spezzato – Diagonale (1974) dove grandi forme geometriche sono attraversate da lacerazioni profonde che verificano la tenuta del materiale rispetto all’azione di forza del gesto artistico; Attraverso la scultura, verso il mare (2015),  un “cannocchiale ottico”che permette allo sguardo del fruitore di incontrare lo spazio, mettendo in relazione oggetti, ambienti e persone; e poi le grandi carte materiche come Tempesta e Golia 1°, realizzate con carbone, sabbia vulcanica e ossidi di ferro, materiali sperimentali che avvicinano Spagnulo a grandi autori del secondo Novecento, da Alberto Burri a Lucio Fontana.
 
All'esterno, accanto alle già citate Turris e Paesaggio in terracotta e ghisa (400x200 cm; 310x320 cm), si ammirano Cerchio spezzato (1973) che rappresenta le opere degli anni Settanta, e Rosa dei venti (2008), lavoro poetico e simbolico dove la materia si fa mappa del navigante, metafora dello scultore alla ricerca della forma e, prima ancora, della sua origine e del suo destino. A dimostrare che, come diceva il Maestro, «l’arte è un’avventura stupenda», carica di possibilità e di energia.
 
Con Giuseppe Spagnulo. Oltre la materia, verso il pensiero formante, CUBO prosegue il proprio percorso di valorizzazione dei grandi protagonisti dell'arte italiana del Novecento, offrendo al pubblico un'occasione per riscoprire un artista che ha saputo trasformare la materia in linguaggio, il gesto in pensiero e la scultura in esperienza condivisa. Ma anche, più ampiamente, per riflettere sullo stato della scultura della seconda metà del XX secolo e sui suoi esiti contemporanei, e per affrontare attraverso l’etica di grandi artisti le attuali sfide dell’umanità in un museo aperto a tutti e teso all’ascolto dei bisogni collettivi e identitari.
 
L'11 novembre 2026 la mostra sarà inoltre affiancata da una giornata di studi multidisciplinare, che riunirà studiosi, storici dell'arte ed esperti di discipline differenti per approfondire i temi della ricerca di Spagnulo e il ruolo della scultura nel dibattito contemporaneo.
 
Il progetto espositivo è accompagnato da un catalogo scientifico con saggi critici di Ilaria Bignotti e Roberto Borghi, e apparati documentali.
 

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