Inaugurata la Sala dei Giganti di Mont’e Prama

Etruschi e Sardi, le sorprese di un incontro

Navicella della Tomba del Duce di Vetulonia I Courtesy Museo Archeologico Nazionale di Firenze
 

Francesca Grego

27/07/2026

Oristano - Secondo un mito antico Thyrrenòs, principe della Lidia, obbedendo a un oracolo lasciò la sua terra e raggiunse l’Italia. Qui avrebbe dato origine al popolo etrusco. Da Sardò, sua moglie, sarebbe derivato il nome della Sardegna. Più tardi sono stati in molti a sostenere che Sardi ed Etruschi avessero comuni radici in Asia Minore e che parlassero lingue affini. Secondo altri studiosi i loro sovrani erano imparentati. Le analisi condotte sul dna degli Etruschi, tuttavia, fanno pensare che questo popolo abbia origini prettamente italiche.

La matassa è più ingarbugliata che mai. Ma tra gli Etruschi e i Sardi nuragici i legami sembrano innegabili. Lo raccontano fino al prossimo 9 dicembre i reperti riuniti presso il Museo Giovanni Marongiu a Cabras (Oristano), la terra dei Giganti di Mont’e Prama, in un progetto nato dalla collaborazione della Fondazione Mont’e Prama con il Museo Archeologico Nazionale di Firenze. A cura di Paolo Giulierini, Raimondo Zucca, Daniele Federico Maras e Giorgio Murru, Thyrrenòs e Sardò, principi etruschi e guerrieri nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce inaugura la nuova Sala dei Giganti, che amplia lo spazio espositivo del museo fino a 1500 metri quadrati e che in futuro potrà accogliere, finalmente in un unico luogo, l’intero complesso di statue nuragiche. 


Thyrrenòs e Sardò, principi etruschi e guerrieri nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce. Museo Civico Giovanni Marongiu, Cabras (OR). Foto Nicola Castangia

Risale proprio all’epoca dei Giganti il racconto proposto dalla mostra, un viaggio nel Mediterraneo antico alla scoperta di storie e connessioni rimaste sottotraccia. Siamo all’alba del primo millennio, in Sardegna la civiltà nuragica è già pienamente matura, mentre sulla sponda opposta del mare la potenza degli Etruschi è in ascesa. Nell’isola dalla vena d’argento - come gli antichi Greci soprannominarono la Sardegna - il ritrovamento di oggetti di origine etrusca testimonia i contatti tra i due popoli. Ma è dalle coste della Toscana e dell’alto Lazio che arrivano i reperti più significativi: navicelle di bronzo nuragiche sepolte nelle tombe di eminenti personalità di città-stato etrusche come Vetulonia, che ha restituito l’oggetto simbolo della mostra. Per molto tempo questi ritrovamenti sono stati etichettati semplicemente come beni di lusso importati, oggi invece, alla luce della loro funzione sacra e cerimoniale, portano a ipotizzare stretti legami tra le elite sarde ed etrusche. Già secondo gli storici antichi Erodoto e Strabone, d’altra parte, i sovrani etruschi, detti lucumoni, provenivano dalla Sardegna. A spingerli verso il continente, sarebbe stata la ricerca di metalli, nella cui lavorazione sia i Sardi che gli Etruschi si dimostrarono abilissimi.
    
Non è un caso, dunque, se gli oggetti in bronzo sono tra le testimonianze di maggiore impatto nell’esposizione. Ma il percorso ha in serbo anche un interessante dialogo tra la grande scultura monumentale sarda, rappresentata dai Giganti di Mont’e Prama, e la scultura etrusca delle origini, con statue rinvenute a Casale Marittimo e a Vetulonia, documento di modi di vivere e di sentire condivisi da una sponda all’altra del mare. 
“La mostra è un’occasione unica per mettere a confronto, tramite straordinari reperti, le aristocrazie etrusche e sarde in un momento in cui i ceti dirigenti si riconoscevano per comuni stili di vita” ha spiegato il curatore Paolo Giulierini: “Mai come in quel tempo il Mare Sardo fu uno straordinario elemento di connessione tra le due coste; non a caso l’immagine della mostra è una barchetta nuragica rinvenuta a Vetulonia, in Etruria”. 
Sarà la battaglia del Mare Sardo del 535 a.C. tra i Greci di Focea e una flotta etrusca e cartaginese a stabilire i nuovi equilibri nel Tirreno. I secondi, vittoriosi, si spartiranno le rispettive aree di influenza e da quel momento la Sardegna diverrà progressivamente una colonia cartaginese.


Thyrrenòs e Sardò, principi etruschi e guerrieri nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce. Museo Civico Giovanni Marongiu, Cabras (OR). Foto Nicola Castangia

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