Dal 13 febbraio al 2 agosto 2026
Depero Space to Space. L’invasione futurista al Museo Bagatti Valsecchi
Fortunato Depero (Fondo, TN, 1892 - Rovereto, TN, 1960), Simultaneità metropolitane, 1946 , olio su tavola, 95,5 x 110 cm. Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Fondo Depero © FORTUNATO DEPERO by SIAE 2026
Francesca Grego
13/01/2026
Milano - Due dimore (e due collezioni) agli antipodi dialogano in nome di un sogno comune: quello di abitare gli spazi in un corto circuito tra antico e contemporaneo che animò i loro artefici, desiderosi di ospitare sotto il proprio tetto la casa dell’arte. Succede al Museo Bagatti Valsecchi di Milano, raffinata residenza che alla fine dell’Ottocento i baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi allestirono in stile neo-rinascimentale con una straordinaria raccolta di dipinti e oggetti preziosi, e che fu abitata dalla famiglia fino al 1974. Dal 13 febbraio ospiti d’onore in via Gesù saranno oltre 40 opere provenienti dal MART e dalla Casa d’Arte Fortunato Depero, eccentrica magione che il geniale artista trentino volle per sé a Rovereto, arredando un antico edificio con opere d’arte, mobili, utensili e perfino giocattoli progettati personalmente con stile inconfondibile, moderno e irriverente, e portando - in linea con il Manifesto della Ricostruzione Futurista dell’Universo firmato con Giacomo Balla - l’arte anche nella sfera domestica.
A 35 anni dall’ultima monografica dedicata a Depero a Milano, Depero Space to Space. La creazione della memoria renderà omaggio ai talenti multiformi dell’artista, che fu anche progettista, arredatore, scenografo e fin dagli anni Venti coltivò uno spiccato interesse per l’allestimento degli spazi, occupandosi delle mostre di arti applicate a Monza nel 1923 e nel 1927 e dell’Exposition International des Arts Décoratifs et Industriels Modernes a Parigi nel 1925. Le opere di Depero si confronteranno con i capolavori di Casa Bagatti Valsecchi in un dialogo oltre il tempo, grazie a un coinvolgente allestimento che prevede anche ambienti sonori. L’esperienza sarà completata, in cinque serate da febbraio a luglio, dagli appuntamenti del ViBiBar Depero. L’aperitivo futurista al Museo Bagatti Valsecchi, che tra luci soffuse, musica jazz dal vivo e atmosfere d’altri tempi evocherà l’iconico locale decorato dall’artista per le Cantine Cavazzani di Bolzano con una serie di sette coloratissime tarsie in panno.

Fortunato Depero (Fondo, TN, 1892 -Rovereto, TN, 1960), Teste e tubi. Forme simultanee, 1945 olio su tela, 45,8 x 36,5 cm. Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Fondo Depero © FORTUNATO DEPERO by SIAE 2026
Particolare attenzione, infine, sarà riservata ai legami di Depero con Milano, sua città d’elezione. Qui nel 1946, con il sostegno dell’amico collezionista Gianni Mattioli, l’artista presenterà un’importante personale presso la galleria Il Camino, e nel ‘62, due anni dopo la morte, è ancora da Milano che partirà la sua riscoperta, con una retrospettiva curata da Guido Ballo, seguita nel 1989 dall’esposizione alla Villa Reale.
Inserita nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, Depero Space to Space. La creazione della memoria sarà visitabile presso il Museo Bagatti Valsecchi dal 13 febbraio al 2 agosto di quest’anno. A introdurre il progetto giovedì 15 gennaio presso la Biblioteca Harar sarà la conferenza Fortunato Depero: il tempo e la memoria, tenuta dal direttore del Museo Bagatti Valsecchi Antonio D’Amico sul tema della memoria nella ricerca artistica e sui percorsi del visionario futurista tra Rovereto e Milano, sull’intreccio di luoghi, linguaggi e trasformazioni culturali che plasmarono la sua visione del tempo.

Fortunato Depero (Fondo, TN, 1892 -Rovereto, TN, 1960), Flora, 1946, tempera su cartoncino, 62,5 x 110,5 cm. Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Fondo Depero © FORTUNATO DEPERO, by SIAE 2026
Leggi anche:
• Il MiC acquisisce Casa Balla: sarà un museo nazionale
A 35 anni dall’ultima monografica dedicata a Depero a Milano, Depero Space to Space. La creazione della memoria renderà omaggio ai talenti multiformi dell’artista, che fu anche progettista, arredatore, scenografo e fin dagli anni Venti coltivò uno spiccato interesse per l’allestimento degli spazi, occupandosi delle mostre di arti applicate a Monza nel 1923 e nel 1927 e dell’Exposition International des Arts Décoratifs et Industriels Modernes a Parigi nel 1925. Le opere di Depero si confronteranno con i capolavori di Casa Bagatti Valsecchi in un dialogo oltre il tempo, grazie a un coinvolgente allestimento che prevede anche ambienti sonori. L’esperienza sarà completata, in cinque serate da febbraio a luglio, dagli appuntamenti del ViBiBar Depero. L’aperitivo futurista al Museo Bagatti Valsecchi, che tra luci soffuse, musica jazz dal vivo e atmosfere d’altri tempi evocherà l’iconico locale decorato dall’artista per le Cantine Cavazzani di Bolzano con una serie di sette coloratissime tarsie in panno.

Fortunato Depero (Fondo, TN, 1892 -Rovereto, TN, 1960), Teste e tubi. Forme simultanee, 1945 olio su tela, 45,8 x 36,5 cm. Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Fondo Depero © FORTUNATO DEPERO by SIAE 2026
Particolare attenzione, infine, sarà riservata ai legami di Depero con Milano, sua città d’elezione. Qui nel 1946, con il sostegno dell’amico collezionista Gianni Mattioli, l’artista presenterà un’importante personale presso la galleria Il Camino, e nel ‘62, due anni dopo la morte, è ancora da Milano che partirà la sua riscoperta, con una retrospettiva curata da Guido Ballo, seguita nel 1989 dall’esposizione alla Villa Reale.
Inserita nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, Depero Space to Space. La creazione della memoria sarà visitabile presso il Museo Bagatti Valsecchi dal 13 febbraio al 2 agosto di quest’anno. A introdurre il progetto giovedì 15 gennaio presso la Biblioteca Harar sarà la conferenza Fortunato Depero: il tempo e la memoria, tenuta dal direttore del Museo Bagatti Valsecchi Antonio D’Amico sul tema della memoria nella ricerca artistica e sui percorsi del visionario futurista tra Rovereto e Milano, sull’intreccio di luoghi, linguaggi e trasformazioni culturali che plasmarono la sua visione del tempo.

Fortunato Depero (Fondo, TN, 1892 -Rovereto, TN, 1960), Flora, 1946, tempera su cartoncino, 62,5 x 110,5 cm. Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Fondo Depero © FORTUNATO DEPERO, by SIAE 2026
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