Elisa Goethals solo exhibition
Dal 8 Febbraio 2015 al 8 Marzo 2015
Latina | Visualizza tutte le mostre a Latina
Luogo: Logos Art Studio
Indirizzo: piazza A. Moro 37
Orari: da lunedì a venerdì 17-21
Curatori: Fabio D'Achille
Enti promotori:
- MAD Museo d'Arte Diffusa
- Latina Jazz Club
- Associazione Musicale Caetani
Telefono per informazioni: +39 393 3242424
E-Mail info: eventi@madarte.it
Sito ufficiale: http://www.madarte.it
Il progetto MAD Jazz, a lungo progettato e annunciato da qualche tempo, si concretizza grazie alla collaborazione tra il Museo d’Arte Diffusa a cura di Fabio D’Achille, il Latina Jazz Club e l’Associazione Musicale Caetani e la speciale partecipazione di CuCù Cucina e Cultura. Un’iniziativa che prevede un sodalizio tra mostre di Arte Contemporanea e Musica e che s’inserisce perfettamente nel dialogo tra le varie arti e nella sinestesia culturale da sempre promossi da MAD. Ad ogni mostra curata da Fabio D’Achille si affiancheranno concerti di musica jazz, curati da Eleonora Tatti e Luciano Marinelli con una propaggine fino al CuCù, il piccolo ristorante di Annalisa De Feo e Franz Damiani.
Il primo step ci sarà domenica 8 febbraio alle 18,00 presso il Logos Art Studio di Latina (Piazza A. Moro, 37), con il vernissage della mostra di Elisa Goethals (aperta al pubblico fino all’8 marzo) e la performance musicale del Martin Jacobsen Trio, composto da Martin Jacobsen (sax tenore), Domenico Capezzuto (pianoforte) e Igor Legari (contrabbasso) e si concluderà a cena proprio con una jam session al CuCù.
Elisa Goethals è una giovane ed emergente artista che sta esponendo con MAD al Winebar XXI aprile, mostra inaugurata in occasione della Decima Giornata del Contemporaneo. L’arte ha sempre fatto parte della sua vita: dagli esordi come hair and make up artist per il cinema, la moda e la pubblicità, ha continuato a disegnare sporadicamente frequentando il Liceo Artistico. Solo da due anni a questa parte questa sporadicità ha lasciato il posto a una costanza, grazie a un viaggio a Parigi decisivo per scoprire nuovi stimoli creativi. Dopo aver sperimentato diversi stili – come la pittura su tessuti – è approdata ora ad uno stile naif, decorativo, ludico e solo apparentemente semplice, memore, per alcuni versi, dei graffiti di Keith Haring. La sua modalità espressiva è legata al linguaggio della grafica, le linee spesse e nere con cui sono realizzati tanti piccoli motivi accostati tra di loro – quasi come tasselli di un puzzle che si ricompone – fanno sì che il colore, steso in maniera uniforme e senza sfumature, con campiture piatte e monocromatiche, sia sfondo e allo stesso tempo riempimento del soggetto.
Per la Goethals Arte e Vita sono indissolubilmente legate, in ogni quadro racconta un’esperienza di vita: “Ogni quadro è la rinascita di un paese visitato – afferma – ogni opera è una perla che si aggiunge al mio forziere”.
Martin Jacobsen, sassofonista, compositore, bandleader, è nato a Copenaghen, Danimarca. Guidato da una forte volontà per la musica espressiva, dopo aver ascoltato jazz, in particolare Miles Davis Quintet con John Coltrane degli anni ’50, inizia a dedicarsi allo studio del sassofono tenore, ma in sostanza è autodidatta.
L’influenza stilistica è di John Coltrane, e sembra aver assorbito quella musica in maniera molto individuale, ciò è evidente nel suo primo lavoro in Prestige. Martin si inspira a Trane, per questo suona in maniera trattenuta, sottolineando la purezza del motivo con cura piuttosto che tagliarlo o comprimerlo per precipitarsi a quello successivo.
Nel corso degli anni ‘90, Martin ha lavorato con giovani jazzisti molto preparati a Copenaghen e ha collaborato con Bust’n Bloopers Big Band nella quale tra gli altri artisti c’è anche Bob Mintzer. Nel 1995 viene seguito dal sassofonista Bob Rockwell che gli suggerì di trasferirsi a New York o Parigi. Martin scelse Parigi dove adesso risiede, mentre suona o registra in molte parti d’Europa e non solo. Nel 1999 ha formato un quartetto con il chitarrista americano Doug Raney, il bassista francese Gilles Naturel e il batterista americano Rick Hollander. Con il suo album di debutto nel Steeple Chase, “Current State”, si ha la possibilità di ascoltare il sound di uno dei più attuali e brillanti gruppi jazz nel continente europeo. Come scrive la critica di New York “Attraverso le scelte acute dell’album scritto da Jacobsen sembra che ci sia un ottimo risveglio di ciò che fa del jazz una musica vitale. È un continuo senso di crescita e scoperta, ispirandosi al vecchio e ideando il nuovo. I suoi stessi toni, il solido swing di “Backwater” e le sue tracce, dimostrano che è un compositore promettente”.
Il primo step ci sarà domenica 8 febbraio alle 18,00 presso il Logos Art Studio di Latina (Piazza A. Moro, 37), con il vernissage della mostra di Elisa Goethals (aperta al pubblico fino all’8 marzo) e la performance musicale del Martin Jacobsen Trio, composto da Martin Jacobsen (sax tenore), Domenico Capezzuto (pianoforte) e Igor Legari (contrabbasso) e si concluderà a cena proprio con una jam session al CuCù.
Elisa Goethals è una giovane ed emergente artista che sta esponendo con MAD al Winebar XXI aprile, mostra inaugurata in occasione della Decima Giornata del Contemporaneo. L’arte ha sempre fatto parte della sua vita: dagli esordi come hair and make up artist per il cinema, la moda e la pubblicità, ha continuato a disegnare sporadicamente frequentando il Liceo Artistico. Solo da due anni a questa parte questa sporadicità ha lasciato il posto a una costanza, grazie a un viaggio a Parigi decisivo per scoprire nuovi stimoli creativi. Dopo aver sperimentato diversi stili – come la pittura su tessuti – è approdata ora ad uno stile naif, decorativo, ludico e solo apparentemente semplice, memore, per alcuni versi, dei graffiti di Keith Haring. La sua modalità espressiva è legata al linguaggio della grafica, le linee spesse e nere con cui sono realizzati tanti piccoli motivi accostati tra di loro – quasi come tasselli di un puzzle che si ricompone – fanno sì che il colore, steso in maniera uniforme e senza sfumature, con campiture piatte e monocromatiche, sia sfondo e allo stesso tempo riempimento del soggetto.
Per la Goethals Arte e Vita sono indissolubilmente legate, in ogni quadro racconta un’esperienza di vita: “Ogni quadro è la rinascita di un paese visitato – afferma – ogni opera è una perla che si aggiunge al mio forziere”.
Martin Jacobsen, sassofonista, compositore, bandleader, è nato a Copenaghen, Danimarca. Guidato da una forte volontà per la musica espressiva, dopo aver ascoltato jazz, in particolare Miles Davis Quintet con John Coltrane degli anni ’50, inizia a dedicarsi allo studio del sassofono tenore, ma in sostanza è autodidatta.
L’influenza stilistica è di John Coltrane, e sembra aver assorbito quella musica in maniera molto individuale, ciò è evidente nel suo primo lavoro in Prestige. Martin si inspira a Trane, per questo suona in maniera trattenuta, sottolineando la purezza del motivo con cura piuttosto che tagliarlo o comprimerlo per precipitarsi a quello successivo.
Nel corso degli anni ‘90, Martin ha lavorato con giovani jazzisti molto preparati a Copenaghen e ha collaborato con Bust’n Bloopers Big Band nella quale tra gli altri artisti c’è anche Bob Mintzer. Nel 1995 viene seguito dal sassofonista Bob Rockwell che gli suggerì di trasferirsi a New York o Parigi. Martin scelse Parigi dove adesso risiede, mentre suona o registra in molte parti d’Europa e non solo. Nel 1999 ha formato un quartetto con il chitarrista americano Doug Raney, il bassista francese Gilles Naturel e il batterista americano Rick Hollander. Con il suo album di debutto nel Steeple Chase, “Current State”, si ha la possibilità di ascoltare il sound di uno dei più attuali e brillanti gruppi jazz nel continente europeo. Come scrive la critica di New York “Attraverso le scelte acute dell’album scritto da Jacobsen sembra che ci sia un ottimo risveglio di ciò che fa del jazz una musica vitale. È un continuo senso di crescita e scoperta, ispirandosi al vecchio e ideando il nuovo. I suoi stessi toni, il solido swing di “Backwater” e le sue tracce, dimostrano che è un compositore promettente”.
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