Millennium Gardens. Irene Balia e Loredana Galante
Irene Balia, Forse erano stelle, 2022, acrilico su tela, cm. 30x20, cm. 20x20, cm. 25x20, dettaglio
Dal 9 Marzo 2023 al 5 Maggio 2023
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Galleria Area\B
Indirizzo: Via Passo Buole 3
Orari: lun – gio 10-18; ven 10-17. Sabato su appuntamento
Curatori: Alessandra Redaelli
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 02.58316316
E-Mail info: galleria@areab.org
Sito ufficiale: http://www.areab.org
Due artiste dallo sguardo disincantato sulle relazioni, amorevolmente ironico e a volte feroce.
Irene Balia e Loredana Galante, i cui lavori incarnano una femminilità apparentemente rassicurante, sono le protagoniste della mostra “Millennium Gardens” che la galleria Area\B di Milano presenta dal 9 marzo al 5 maggio 2023.
La doppia personale, curata da Alessandra Redaelli, mette in dialogo due autrici la cui produzione è accomunata da trame e sovrapposizioni: da una parte i ricami e le stratificazioni di tessuto su cui opera Loredana Galante, dall’altra l’affastellarsi di intrecci pittorici e piani narrativi delle tele – diverse delle quali inedite – di Irene Balia.
Irene Balia, artista sarda classe ‘85, con le sue atmosfere enfatizzate da colori pieni e pastosiè in grado di comunicare un senso di inquietudine non sempre immediato. I protagonisti dei suoi dipinti appaiono enigmatici, indecifrabili, ambigui, talvolta mascherati o con gli occhi chiusi. I dettagli e ciò che sta in secondo piano sono fondamentali per la lettura dei suoi lavori: finestre spalancate su panorami deserti, tempeste e naufragi dentro un bicchiere, cieli tempestosi, cuori sepolti sotto la sabbia.
Le sue tele si pongono in bilico tra il ricordo e rimpianto. Come nell’opera dal titolo “Errore romantico”, grande acrilico su tela di 140x160 cm del 2021, in cui il tema dell’amore è raccontato da un gruppo di persone colte in un’apparente situazione di relax, figure mosse però da una serie di incroci di sguardi e da un linguaggio del corpo in grado di turbare chi le osserva, mettendolo in attesa di qualcosa che sta per accadere.
Sempre sulle relazioni è incentrata la tela “Quando il sole ci nutriva”, anch’essa del 2021: due costumi da bagno sono abbandonati su una spiaggia e diventano testimoni muti, e in qualche modo svuotati del loro senso, nella malinconia del paesaggio e di un albero spoglio –acuminato come un artiglio– che lo domina.
Loredana Galante, artista genovese la cui produzione spazia dal disegno all’arte performativa, è presente con i suoi ricami –le tende delicatamente ornate e i preziosi intarsi– dai tratti sottili e i colori tenui.
Il suo è un racconto sussurrato il cui sottotesto è però intenso, declinato su materiali e oggetti che testimoniano una quotidianità quasi remota, un senso di casa vagamente retrò.
Soggetti floreali, quali ad esempio le orchidee presenti nella piccola opera su tessuto “Orchidee” (2020) rimandano in maniera allusiva a una sessualità carnale e sanguigna.
Nella serie di opere “Le Portatrici” (2020) i ricami sulle tende alternano gesti di gentilezza a voli e danze che si possono anche interpretare come cadute: le figure sono a volte fragili e quasi ritrose, altre volte invece sono dotate di una grazia potente.
“Millennium Gardens”, con la sua molteplicità di linguaggi, richiama la varietà di un giardino in cui ogni metaforico fiore o frutto rappresenta i temi e i sentimenti che accomunano gli “abitanti” del nuovo millennio, con le loro paure, gioie, aspirazioni, desideri e rimpianti, “ma – precisa la curatrice Alessandra Redaelli – è una mostra che richiede anche di lasciarsi andare alle sue ricche suggestioni e che spinge il fruitore a rintracciare i propri significati”.
Irene Balia è nata a Iglesias nel 1985, vive e lavora a Milano.
Dopo aver conseguito il diploma nel 2004, si trasferisce a Sassari e prosegue gli studi all'Accademia di Belle Arti, ottenendo nel 2009 il diploma accademico in pittura.
È stata finalista di vari premi, tra cui si ricorda il Premio Michetti, il CO.CO.CO-Como Contemporary Contest (2013) e il Premio Lissone (2014). Nel 2017 realizza la sua prima commissione pubblica presso la Cittadella degli Archivi di Milano. Nel 2020 partecipa al programma di residenze internazionali della Fondazione Macc di Calasetta. Ha esposto in vari spazi istituzionali e gallerie nazionali e internazionali, tra le quali: Pinacoteca Mus’A (Sassari), Schultz Gallery (Berlino), Esentai Gallery (Almaty), Villa Clerici (Milano).
Loredana Galante è nata a Genova nel 1970, vive a Milano.
Ha studiato presso il liceo artistico Paul Klee e l’Accademia Ligustica. Successivamente vince la borsa di studio del centro T.A.M diretto da Arnaldo Pomodoro. Frequenta stage di danza e corsi di teatro come "Master lat Gong di teatro, danza e musica dei popoli" di Echo Art, e la scuola di teatro Quelli di Grock.
Loredana Galante non è vincolata ad un medium. La sua produzione va dall’esile ed elegante tratto della matita, fino all’abitare gli spazi. Lavora con l’installazione, la performance, la pittura e la forma laboratoriale. Il suo lavoro attraversa gli strati emozionali, riabilita la gentilezza, esalta il sentimento. In un linguaggio ironico e spesso ludico, sdrammatizza ansie e desideri personali come: l'amore, la famiglia, la dipendenza emotiva e l'abbandono. L’artista ricerca un tempo lento, consapevole, in ascolto, un tempo dell’assimilazione e della riformulazione costruttiva.
Opening giovedì 9 marzo, ore 18.30
Irene Balia e Loredana Galante, i cui lavori incarnano una femminilità apparentemente rassicurante, sono le protagoniste della mostra “Millennium Gardens” che la galleria Area\B di Milano presenta dal 9 marzo al 5 maggio 2023.
La doppia personale, curata da Alessandra Redaelli, mette in dialogo due autrici la cui produzione è accomunata da trame e sovrapposizioni: da una parte i ricami e le stratificazioni di tessuto su cui opera Loredana Galante, dall’altra l’affastellarsi di intrecci pittorici e piani narrativi delle tele – diverse delle quali inedite – di Irene Balia.
Irene Balia, artista sarda classe ‘85, con le sue atmosfere enfatizzate da colori pieni e pastosiè in grado di comunicare un senso di inquietudine non sempre immediato. I protagonisti dei suoi dipinti appaiono enigmatici, indecifrabili, ambigui, talvolta mascherati o con gli occhi chiusi. I dettagli e ciò che sta in secondo piano sono fondamentali per la lettura dei suoi lavori: finestre spalancate su panorami deserti, tempeste e naufragi dentro un bicchiere, cieli tempestosi, cuori sepolti sotto la sabbia.
Le sue tele si pongono in bilico tra il ricordo e rimpianto. Come nell’opera dal titolo “Errore romantico”, grande acrilico su tela di 140x160 cm del 2021, in cui il tema dell’amore è raccontato da un gruppo di persone colte in un’apparente situazione di relax, figure mosse però da una serie di incroci di sguardi e da un linguaggio del corpo in grado di turbare chi le osserva, mettendolo in attesa di qualcosa che sta per accadere.
Sempre sulle relazioni è incentrata la tela “Quando il sole ci nutriva”, anch’essa del 2021: due costumi da bagno sono abbandonati su una spiaggia e diventano testimoni muti, e in qualche modo svuotati del loro senso, nella malinconia del paesaggio e di un albero spoglio –acuminato come un artiglio– che lo domina.
Loredana Galante, artista genovese la cui produzione spazia dal disegno all’arte performativa, è presente con i suoi ricami –le tende delicatamente ornate e i preziosi intarsi– dai tratti sottili e i colori tenui.
Il suo è un racconto sussurrato il cui sottotesto è però intenso, declinato su materiali e oggetti che testimoniano una quotidianità quasi remota, un senso di casa vagamente retrò.
Soggetti floreali, quali ad esempio le orchidee presenti nella piccola opera su tessuto “Orchidee” (2020) rimandano in maniera allusiva a una sessualità carnale e sanguigna.
Nella serie di opere “Le Portatrici” (2020) i ricami sulle tende alternano gesti di gentilezza a voli e danze che si possono anche interpretare come cadute: le figure sono a volte fragili e quasi ritrose, altre volte invece sono dotate di una grazia potente.
“Millennium Gardens”, con la sua molteplicità di linguaggi, richiama la varietà di un giardino in cui ogni metaforico fiore o frutto rappresenta i temi e i sentimenti che accomunano gli “abitanti” del nuovo millennio, con le loro paure, gioie, aspirazioni, desideri e rimpianti, “ma – precisa la curatrice Alessandra Redaelli – è una mostra che richiede anche di lasciarsi andare alle sue ricche suggestioni e che spinge il fruitore a rintracciare i propri significati”.
Irene Balia è nata a Iglesias nel 1985, vive e lavora a Milano.
Dopo aver conseguito il diploma nel 2004, si trasferisce a Sassari e prosegue gli studi all'Accademia di Belle Arti, ottenendo nel 2009 il diploma accademico in pittura.
È stata finalista di vari premi, tra cui si ricorda il Premio Michetti, il CO.CO.CO-Como Contemporary Contest (2013) e il Premio Lissone (2014). Nel 2017 realizza la sua prima commissione pubblica presso la Cittadella degli Archivi di Milano. Nel 2020 partecipa al programma di residenze internazionali della Fondazione Macc di Calasetta. Ha esposto in vari spazi istituzionali e gallerie nazionali e internazionali, tra le quali: Pinacoteca Mus’A (Sassari), Schultz Gallery (Berlino), Esentai Gallery (Almaty), Villa Clerici (Milano).
Loredana Galante è nata a Genova nel 1970, vive a Milano.
Ha studiato presso il liceo artistico Paul Klee e l’Accademia Ligustica. Successivamente vince la borsa di studio del centro T.A.M diretto da Arnaldo Pomodoro. Frequenta stage di danza e corsi di teatro come "Master lat Gong di teatro, danza e musica dei popoli" di Echo Art, e la scuola di teatro Quelli di Grock.
Loredana Galante non è vincolata ad un medium. La sua produzione va dall’esile ed elegante tratto della matita, fino all’abitare gli spazi. Lavora con l’installazione, la performance, la pittura e la forma laboratoriale. Il suo lavoro attraversa gli strati emozionali, riabilita la gentilezza, esalta il sentimento. In un linguaggio ironico e spesso ludico, sdrammatizza ansie e desideri personali come: l'amore, la famiglia, la dipendenza emotiva e l'abbandono. L’artista ricerca un tempo lento, consapevole, in ascolto, un tempo dell’assimilazione e della riformulazione costruttiva.
Opening giovedì 9 marzo, ore 18.30
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