NOSTALGIA DEL SUD. Artisti tedeschi in Italia 1865-1915
Osvald Achenbach, Golfo di Napoli con il Vesuvio, 1883 I Ph. Walter Bayer, Munchen
Dal 26 Aprile 2026 al 26 Agosto 2026
Ascona | Mondo | Visualizza tutte le mostre a Mondo
Luogo: Museo Castello San Materno
Indirizzo: Via Losone 10
Orari: da giovedì a sabato, 10.00 — 12.00; 14.00 — 17.00 domenica e festivi, 14.00 — 16.00
Curatori: Harald Flebig
Costo del biglietto: intero: 7 Franchi svizzeri; ridotto: 5 Franchi svizzeri
Telefono per informazioni: +41 91 7598160/40
E-Mail info: museosanmaterno@ascona.ch
Sito ufficiale: http://www.museoascona.ch
Conosci il paese dove fioriscono i limoni?
Tra le foglie scure splende l’arancio d’oro,
Una dolce brezza spira dal cielo azzurro,
Quieto sta il mirto e alto cresce l’alloro.
Lo conosci tu?
Là, là
Vorrei con te, o mio diletto, andare!
Johann Wolfgang von Goethe
Dal 26 aprile il Museo Castello San Materno ad Ascona (Svizzera), ospita la mostra dal titolo Nostalgia del sud – Artisti tedeschi in Italia 1865-1915, curata da Harald Flebig, con il sostegno della Fondazione per la cultura Kurt e Barbara Alten, che presenta 40 opere – tra dipinti, incisioni, disegni, sculture - di 14 autori di area germanofona, quali Oswald Achenbach, Otto Greiner, Max Klinger, Sigmund Lipinsky, Ludwig Passini che, tra il 1865 e l'inizio della prima guerra mondiale, hanno vissuto e lavorato in Italia o vi sono passati anche solo per brevi soggiorni di studio, subendone il suo intramontabile fascino.
Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, il Belpaese si affermò come una meta privilegiata e una fonte inesauribile di ispirazione, nonché come un vivace crocevia di scambi culturali. In particolare, gli artisti furono attratti dalla straordinaria ricchezza del patrimonio artistico e architettonico italiano — dall’antichità al barocco — oltre che dai paesaggi e dalla luce mediterranea. Allo stesso tempo, la vita semplice e autentica delle comunità locali appariva come un’alternativa alle trasformazioni dell’industrializzazione e alle tensioni politiche che attraversavano l’Europa a nord delle Alpi.
Tutte le opere — presentate per la prima volta al pubblico — provengono da un’importante collezione privata tedesca e restituiscono la varietà di stili e di soggetti di una generazione di autori che scelse di percorrere una strada autonoma, sospesa tra tradizione accademica e nuovi orizzonti figurativi.
Lontani dalle Accademie di belle arti dei loro paesi d’origine, infatti, questi trovarono durante il loro soggiorno in Italia un contesto più libero in cui sperimentare temi, linguaggi e tecniche inedite. Allo stesso tempo, poterono inserirsi attivamente nella scena creativa italiana, intrecciando relazioni con colleghi, mecenati e collezionisti e partecipando alle principali esposizioni locali.
La rassegna riunisce opere di maestri come i pittori e incisori Otto Greiner e Sigmund Lipinsky, insieme al pittore ungherese Adolf Hirémy-Hirschl, che rielaborarono in chiave moderna temi antichi e ideali classici.
Accanto a loro figurano anche Oswald Achenbach, tra i principali paesaggisti della scuola di Düsseldorf, e l’acquerellista austriaco Ludwig Passini, entrambi affascinati dai paesaggi e dalle città italiane — da Venezia a Roma fino al Golfo di Napoli.
Completano il percorso espositivo pittori quali Anton von Werner, Adolph von Menzel o lo scultore August Gaul, che testimoniano la profonda attrazione che l’Italia e la sua cultura esercitarono su di essi.
Accompagna la mostra un catalogo, pubblicato dalla casa editrice Wienand Verlag di Colonia, curato da Harald Fiebig e Ilse Ruch per conto della Fondazione per la cultura Kurt e Barbara Alten, con testi di Emanuele Bardazzi, Manuel Carrera, Sarah Kinzel, Alexander Kunkel, Susanne Scherrer e Julia Tietz.
Tra le foglie scure splende l’arancio d’oro,
Una dolce brezza spira dal cielo azzurro,
Quieto sta il mirto e alto cresce l’alloro.
Lo conosci tu?
Là, là
Vorrei con te, o mio diletto, andare!
Johann Wolfgang von Goethe
Dal 26 aprile il Museo Castello San Materno ad Ascona (Svizzera), ospita la mostra dal titolo Nostalgia del sud – Artisti tedeschi in Italia 1865-1915, curata da Harald Flebig, con il sostegno della Fondazione per la cultura Kurt e Barbara Alten, che presenta 40 opere – tra dipinti, incisioni, disegni, sculture - di 14 autori di area germanofona, quali Oswald Achenbach, Otto Greiner, Max Klinger, Sigmund Lipinsky, Ludwig Passini che, tra il 1865 e l'inizio della prima guerra mondiale, hanno vissuto e lavorato in Italia o vi sono passati anche solo per brevi soggiorni di studio, subendone il suo intramontabile fascino.
Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, il Belpaese si affermò come una meta privilegiata e una fonte inesauribile di ispirazione, nonché come un vivace crocevia di scambi culturali. In particolare, gli artisti furono attratti dalla straordinaria ricchezza del patrimonio artistico e architettonico italiano — dall’antichità al barocco — oltre che dai paesaggi e dalla luce mediterranea. Allo stesso tempo, la vita semplice e autentica delle comunità locali appariva come un’alternativa alle trasformazioni dell’industrializzazione e alle tensioni politiche che attraversavano l’Europa a nord delle Alpi.
Tutte le opere — presentate per la prima volta al pubblico — provengono da un’importante collezione privata tedesca e restituiscono la varietà di stili e di soggetti di una generazione di autori che scelse di percorrere una strada autonoma, sospesa tra tradizione accademica e nuovi orizzonti figurativi.
Lontani dalle Accademie di belle arti dei loro paesi d’origine, infatti, questi trovarono durante il loro soggiorno in Italia un contesto più libero in cui sperimentare temi, linguaggi e tecniche inedite. Allo stesso tempo, poterono inserirsi attivamente nella scena creativa italiana, intrecciando relazioni con colleghi, mecenati e collezionisti e partecipando alle principali esposizioni locali.
La rassegna riunisce opere di maestri come i pittori e incisori Otto Greiner e Sigmund Lipinsky, insieme al pittore ungherese Adolf Hirémy-Hirschl, che rielaborarono in chiave moderna temi antichi e ideali classici.
Accanto a loro figurano anche Oswald Achenbach, tra i principali paesaggisti della scuola di Düsseldorf, e l’acquerellista austriaco Ludwig Passini, entrambi affascinati dai paesaggi e dalle città italiane — da Venezia a Roma fino al Golfo di Napoli.
Completano il percorso espositivo pittori quali Anton von Werner, Adolph von Menzel o lo scultore August Gaul, che testimoniano la profonda attrazione che l’Italia e la sua cultura esercitarono su di essi.
Accompagna la mostra un catalogo, pubblicato dalla casa editrice Wienand Verlag di Colonia, curato da Harald Fiebig e Ilse Ruch per conto della Fondazione per la cultura Kurt e Barbara Alten, con testi di Emanuele Bardazzi, Manuel Carrera, Sarah Kinzel, Alexander Kunkel, Susanne Scherrer e Julia Tietz.
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