Traffic Festival 2023 - La quinta rotazione della terra
Loretello (PU)
Dal 21 Luglio 2023 al 23 Luglio 2023
San Lorenzo in Campo | Pesaro e Urbino | Visualizza tutte le mostre a Pesaro e Urbino
Luogo: San Lorenzo in Campo, Pergola, Castello di Loretello - Arcevia
Indirizzo: Sedi varie
Curatori: Matteo Binci, Bianca R. Schröder, Giacomo Pigliapoco, Pietro Consolandi, Giulia Angeloni
E-Mail info: marchearteviva@gmail.com
Sito ufficiale: http://www.trafficfestival.it
La quinta rotazione della terra è il titolo dell’edizione 2023 di Traffic Festival a cura di Matteo Binci, Bianca R. Schröder, Giacomo Pigliapoco, Pietro Consolandi e Giulia Angeloni che quest’anno estende la sua presenza nel territorio marchigiano, coinvolgendo artisti nazionali e internazionali, diversi attori della regione ed enti locali grazie al supporto dei Comuni di San Lorenzo in Campo e Pergola, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro Urbino, del Comune di Arcevia, del Consorzio Loretello, dell’Accademia di Belle Arti di Urbino e dell’Università Iuav di Venezia.
Il festival si svolgerà dal 21 al 23 luglio 2023 tra San Lorenzo in Campo, Pergola e il Castello di Loretello - Arcevia, tre luoghi suggestivi nelle province di Pesaro e Urbino e Ancona pronti ad accogliere mostre, performance, talk e workshop di arte contemporanea. Un’occasione per immergersi e scoprire le peculiarità e le bellezze del territorio locale e per portare avanti la riflessione, già avviata nelle precedenti quattro edizioni, attorno ai temi della ruralità e dell’ecologia e per sottolineare la necessità di lavorare in zone interne e marginali della Regione Marche.
La quinta rotazione della terra prende ispirazione dalla rotazione delle colture, tecnica agricola antica che consiste nell’avvicendamento di diverse coltivazioni del terreno a fasi di riposo. Il titolo di questa edizionefa riferimento nello specifico al Sistema Norfolk, ciclo di rotazione quadriennale sviluppato in Inghilterra nel XVII secolo che sfrutta il potere rigenerativo del trifoglio, pianta erbacea capace di migliorare la fertilità del terreno attraverso la fissazione di grandi quantità di azoto atmosferico. Il ciclo implementa anche la coesistenza tra agricoltura e allevamento, impiegando gli scarti delle produzioni in un’ottica di sinergia e miglioramento complessivo dell’ecosistema.
Sviluppando questa suggestione, il festival ha iniziato a immaginare e dare vita a una ideale e mai sperimentata quinta rotazione che vuole pensare la terra e il suolo non solo come fonti di nutrimento, bensì quali agenti vivi in dialogo con altri esseri, capaci di divenire luoghi di collaborazione planetaria. L’accesso al suolo, bene comune primigenio, è messo in discussione dai cambiamenti climatici che sempre più rapidamente modificano le condizioni di fertilità intorno a cui intere culture si sono sviluppate. L’estrattivismo inesauribile delle monocolture e la conseguente ricerca speculativa di terra fertile producono un’idea che appiattisce il pianeta a un singolo bioma, o zona climatica, negandone la diversità che lo tiene in vita.
“Pensiamo sia invece necessario assumere la terra e le creature terrestri non in quanto entità uniche e predeterminate, bensì quali agenti che esistono solo all’interno di relazioni mutevoli che li configurano ripetutamente. Terra, acqua e aria seguono cicli millenari fatti di sinergie e armonie, cercando alleanze tra microbi, lombrichi, spore, batteri, pollini e altri viventi. È un tessuto di connessioni sotterranee, oceaniche, atmosferiche che funziona come uno scambio incessante di informazioni tra organismi che ne escono rafforzati e mutati.” - Hanno dichiarato i curatori e le curatrici del festival.
La quinta rotazione della terra vuole essere un processo collettivo dedito al fare, disfare, cucire e ricucire pensieri, immagini e corpi che considerino la terra e il pianeta esseri a sé, dotati di regimi propri di attività e sensibilità insieme ai quali vogliamo iniziare a girare, danzare e roteare per perdere tutte le coordinate.
PROGRAMMA
https://www.trafficfestival.it/programma/
ARTISTI
Federico Antonini, Riccardo Baruzzi, George Bâzgu, Canva6, Eliza Collin, Gaia Ginevra Giorgi, Hardchitepture, Maria Laet, Teresa Noronha Feio, Edoardo Piermattei, Luna Pittau, GianMarco Porru, Davide Quadrucci, Massimo Ricciardo, Meynsense, Ana Maria Timofticiuc e Annalisa Zegna
Il festival si svolgerà dal 21 al 23 luglio 2023 tra San Lorenzo in Campo, Pergola e il Castello di Loretello - Arcevia, tre luoghi suggestivi nelle province di Pesaro e Urbino e Ancona pronti ad accogliere mostre, performance, talk e workshop di arte contemporanea. Un’occasione per immergersi e scoprire le peculiarità e le bellezze del territorio locale e per portare avanti la riflessione, già avviata nelle precedenti quattro edizioni, attorno ai temi della ruralità e dell’ecologia e per sottolineare la necessità di lavorare in zone interne e marginali della Regione Marche.
La quinta rotazione della terra prende ispirazione dalla rotazione delle colture, tecnica agricola antica che consiste nell’avvicendamento di diverse coltivazioni del terreno a fasi di riposo. Il titolo di questa edizionefa riferimento nello specifico al Sistema Norfolk, ciclo di rotazione quadriennale sviluppato in Inghilterra nel XVII secolo che sfrutta il potere rigenerativo del trifoglio, pianta erbacea capace di migliorare la fertilità del terreno attraverso la fissazione di grandi quantità di azoto atmosferico. Il ciclo implementa anche la coesistenza tra agricoltura e allevamento, impiegando gli scarti delle produzioni in un’ottica di sinergia e miglioramento complessivo dell’ecosistema.
Sviluppando questa suggestione, il festival ha iniziato a immaginare e dare vita a una ideale e mai sperimentata quinta rotazione che vuole pensare la terra e il suolo non solo come fonti di nutrimento, bensì quali agenti vivi in dialogo con altri esseri, capaci di divenire luoghi di collaborazione planetaria. L’accesso al suolo, bene comune primigenio, è messo in discussione dai cambiamenti climatici che sempre più rapidamente modificano le condizioni di fertilità intorno a cui intere culture si sono sviluppate. L’estrattivismo inesauribile delle monocolture e la conseguente ricerca speculativa di terra fertile producono un’idea che appiattisce il pianeta a un singolo bioma, o zona climatica, negandone la diversità che lo tiene in vita.
“Pensiamo sia invece necessario assumere la terra e le creature terrestri non in quanto entità uniche e predeterminate, bensì quali agenti che esistono solo all’interno di relazioni mutevoli che li configurano ripetutamente. Terra, acqua e aria seguono cicli millenari fatti di sinergie e armonie, cercando alleanze tra microbi, lombrichi, spore, batteri, pollini e altri viventi. È un tessuto di connessioni sotterranee, oceaniche, atmosferiche che funziona come uno scambio incessante di informazioni tra organismi che ne escono rafforzati e mutati.” - Hanno dichiarato i curatori e le curatrici del festival.
La quinta rotazione della terra vuole essere un processo collettivo dedito al fare, disfare, cucire e ricucire pensieri, immagini e corpi che considerino la terra e il pianeta esseri a sé, dotati di regimi propri di attività e sensibilità insieme ai quali vogliamo iniziare a girare, danzare e roteare per perdere tutte le coordinate.
PROGRAMMA
https://www.trafficfestival.it/programma/
ARTISTI
Federico Antonini, Riccardo Baruzzi, George Bâzgu, Canva6, Eliza Collin, Gaia Ginevra Giorgi, Hardchitepture, Maria Laet, Teresa Noronha Feio, Edoardo Piermattei, Luna Pittau, GianMarco Porru, Davide Quadrucci, Massimo Ricciardo, Meynsense, Ana Maria Timofticiuc e Annalisa Zegna
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