Pierluigi Isola. In umbra et luce
Pierluigi Isola, Lungo la strada del Sasso III, 2026, olio su tela, 110x130 cm.
Dal 1 Aprile 2026 al 3 Maggio 2026
Luogo: Palazzo Esposizioni Roma
Indirizzo: Via Milano 13
Orari: da martedì a domenica 10-20. L'ingresso è consentito fino a un'ora prima della chiusura
Curatori: Barbara Jatta
Enti promotori:
- Assessorato alla Cultura di Roma Capitale
- Azienda Speciale Palaexpo
Costo del biglietto: Ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 06 696271
Sito ufficiale: http://palazzoesposizioniroma.it
Palazzo Esposizioni Roma è lieto di presentare "In umbra et luce” dal 2 aprile al 3 maggio 2026, un’ampia mostra dedicata all’universo pittorico di Pierluigi Isola. L’esposizione, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall’Azienda Speciale Palaexpo, si avvale della prestigiosa curatela di Barbara Jatta, Direttrice dei Musei Vaticani.
La pittura di Pierluigi Isola si muove in quel territorio liminale dove la precisione del dettaglio convive con una rara intensità emotiva. È una ricerca che evoca le riflessioni di James Hillman, che presentò l'artista alla 54ª Biennale di Venezia: nelle opere di Isola, Hillman rintracciava quella "melanconica bellezza" capace di trattenere la "lenta gravità del tempo", rivelando una luce interiore che brilla proprio oltre i confini della condizione umana.
Il percorso espositivo si articola in diverse sezioni che illustrano i principali soggetti che Pierluigi Isola ha esplorato con la sua pittura: dai paesaggi ancestrali della Maremma a quelli riarsi e quasi desertici della Basilicata, fino alle nature morte dal sapore metafisico, in bilico tra l’ossessione quasi fiamminga del particolare e il magistero di Morandi.
Protagonisti assoluti sono inoltre gli alberi monumentali — immensi eucalipti o filari di pini che si ergono come maestosi propilei vegetali — e le iconiche vedute di Roma. In queste ultime, l’artista cattura una luce meridiana e tagliente che scontorna edifici e cupole, restituendo alla Città Eterna una fisionomia inedita, quasi come se venisse nominata per la prima volta attraverso luce e ombra. Una sezione della mostra è interamente dedicata alle opere su carta, tra cui spicca l’ultima essenziale ricerca della serie a tecnica mista "Deserti". Arricchiscono l’esposizione i disegni preparatori e le stampe concepite per le importanti commissioni della Biblioteca Apostolica Vaticana e per i Musei Vaticani. Questa parte del percorso permette di approfondire il processo creativo dell’opera grafica in tutte le sue fasi: dall’ideazione al "ripensamento", fino alla tiratura finale. L’artista, nato nel 1958, torna al Palazzo delle Esposizioni a distanza di trent’anni dalla sua partecipazione alla XII Quadriennale d’Arte del 1996. "In umbra et luce" rappresenta non solo una celebrazione della sua maturità artistica, ma anche un dialogo profondo tra la tradizione della grande pittura italiana e una sensibilità contemporanea capace di scavare nel silenzio e nella luce dei luoghi. Accompagna la mostra un catalogo che documenta l'intero percorso espositivo con testi critici e un apparato iconografico completo.
La pittura di Pierluigi Isola si muove in quel territorio liminale dove la precisione del dettaglio convive con una rara intensità emotiva. È una ricerca che evoca le riflessioni di James Hillman, che presentò l'artista alla 54ª Biennale di Venezia: nelle opere di Isola, Hillman rintracciava quella "melanconica bellezza" capace di trattenere la "lenta gravità del tempo", rivelando una luce interiore che brilla proprio oltre i confini della condizione umana.
Il percorso espositivo si articola in diverse sezioni che illustrano i principali soggetti che Pierluigi Isola ha esplorato con la sua pittura: dai paesaggi ancestrali della Maremma a quelli riarsi e quasi desertici della Basilicata, fino alle nature morte dal sapore metafisico, in bilico tra l’ossessione quasi fiamminga del particolare e il magistero di Morandi.
Protagonisti assoluti sono inoltre gli alberi monumentali — immensi eucalipti o filari di pini che si ergono come maestosi propilei vegetali — e le iconiche vedute di Roma. In queste ultime, l’artista cattura una luce meridiana e tagliente che scontorna edifici e cupole, restituendo alla Città Eterna una fisionomia inedita, quasi come se venisse nominata per la prima volta attraverso luce e ombra. Una sezione della mostra è interamente dedicata alle opere su carta, tra cui spicca l’ultima essenziale ricerca della serie a tecnica mista "Deserti". Arricchiscono l’esposizione i disegni preparatori e le stampe concepite per le importanti commissioni della Biblioteca Apostolica Vaticana e per i Musei Vaticani. Questa parte del percorso permette di approfondire il processo creativo dell’opera grafica in tutte le sue fasi: dall’ideazione al "ripensamento", fino alla tiratura finale. L’artista, nato nel 1958, torna al Palazzo delle Esposizioni a distanza di trent’anni dalla sua partecipazione alla XII Quadriennale d’Arte del 1996. "In umbra et luce" rappresenta non solo una celebrazione della sua maturità artistica, ma anche un dialogo profondo tra la tradizione della grande pittura italiana e una sensibilità contemporanea capace di scavare nel silenzio e nella luce dei luoghi. Accompagna la mostra un catalogo che documenta l'intero percorso espositivo con testi critici e un apparato iconografico completo.
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