I lavori dureranno 18 mesi e saranno finanziati grazie a Dondi del Comune e alla donazione di un mecenate.
Il Restauro della Resurrezione di Piero della Francesca

La Resurrezione di Cristo, Piero della Francesca
L.S.
21/11/2014
Arezzo - È stato presentato a Sansepolcro il piano del primo restauro della Resurrezione di Cristo, dipinto a tecnica mista di affresco e stesure a secco realizzato da Piero della Francesca intorno al 1450.
Nel corso dell’intervento che impegnerà una squadra dell’Opificio dell Pietre Dure per 18 mesi, l’opera manterrà la propria collocazione abituale nel Museo Civico e rimarrà visibile ai visitatori grazie ad un innovativo ponteggio.
Il dipinto definito “la più bella pittura del mondo” raffigura la vittoria di Cristo sulla morte, e con lui dell’umanità che aspetta di essere chiamata alla Resurrezione. Tra loro, in posizione frontale rispetto allo spettatore, l’artista partecipa all’attesa autoritraendosi.
La pellicola superficiale dell’opera, che appare velata da una patina opaca, conseguenza, dell’umidità, degli agenti inquinanti e del trascorrere del tempo, oltre a confondere la percezione del quadro, lo espone a deterioramento. L’intervento di pulitura, ritenuto perciò urgente, verrà finanziato in parte con Fondi del Comune (40mila euro) in parte con la donazione del mecenate Aldo Osti (100mila euro).
Consulta anche:
Sulle orme di Piero della Francesca
Nel corso dell’intervento che impegnerà una squadra dell’Opificio dell Pietre Dure per 18 mesi, l’opera manterrà la propria collocazione abituale nel Museo Civico e rimarrà visibile ai visitatori grazie ad un innovativo ponteggio.
Il dipinto definito “la più bella pittura del mondo” raffigura la vittoria di Cristo sulla morte, e con lui dell’umanità che aspetta di essere chiamata alla Resurrezione. Tra loro, in posizione frontale rispetto allo spettatore, l’artista partecipa all’attesa autoritraendosi.
La pellicola superficiale dell’opera, che appare velata da una patina opaca, conseguenza, dell’umidità, degli agenti inquinanti e del trascorrere del tempo, oltre a confondere la percezione del quadro, lo espone a deterioramento. L’intervento di pulitura, ritenuto perciò urgente, verrà finanziato in parte con Fondi del Comune (40mila euro) in parte con la donazione del mecenate Aldo Osti (100mila euro).
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