Fino al 18 maggio al Castello Ursino
Da Giotto a de Chirico. A Catania un viaggio tra otto secoli di arte "nascosta"
Giotto da Bondone, Madonna, collezione privata
Samantha De Martin
27/10/2017
Catania - Un viaggio lungo oltre sette secoli di arte attraversa le stanze del maniero duecentesco voluto da Federico II, ai piedi dell’Etna, oggi sede del Museo Civico di Catania, svelando, da Giotto a de Chirico, i tesori nascosti di illustri viandanti della storia dell’arte italiana.
“Nascosti” perché provengono da un’accurata selezione di capolavori raramente visibili, parte di importanti raccolte private nazionali, che si svelano in tutto il loro fascino “proibito” ai visitatori del Castello Ursino, sede della mostra, dal 26 ottobre al 18 maggio.
Questa “galoppata” artistica tra oltre cento opere, che inizia a fine Duecento per concludersi a cavallo del XX secolo, sarà un viaggio tra l’evoluzione degli stili, delle correnti e degli snodi fondamentali della storia dell’arte italiana, ma anche tra i soggetti diversi che, nei secoli, hanno stuzzicato i pennelli degli artisti. Dalle rappresentazioni sacre alle raffigurazioni allegoriche e mitologiche, dal genere del ritratto al paesaggio e alla natura morta, c’è davvero tutto in questo poliedrico omaggio all’arte.
«La mostra si pone come naturale estensione della straordinaria esposizione Il Tesoro d’Italia svoltasi all’Esposizione Universale di Milano del 2015 - ha detto il curatore Vittorio Sgarbi - nella quale si è documentato, dal Piemonte alla Sicilia, la varietà genetica di grandi capolavori concepiti da intelligenze, stati d’animo, emozioni che rimandano ai luoghi, alle terre, alle acque, ai venti che li hanno generati. La grandezza dell’arte italiana è nel tessuto inestricabile, radicato in un territorio unico al mondo per cui le opere maggiori e i contesti minori si illuminano a vicenda».
Ad aprire la galleria che accoglie capolavori come la Vergine Maria di Paolo Veronese, la Maddalena addolorata di Caravaggio, Il ritorno del figliol prodigo di Mattia Preti, Allegoria della pittura di Guido Cagnacci, solo per citarne alcuni, la Madonna di Giotto e due teste muliebri marmoree, prime sculture “italiane” riferite a un maestro federiciano della metà del Duecento.
Tra i capolavori della pittura del Settecento e dell'Ottocento brillano Natività di Cristo di Ignaz Stern detto Ignazio Stella, Oro di Pompei di Domenico Morelli e Piccolo cantiere di Francesco Lojacono. Il Novecento sciorina invece i suoi potenti linguaggi attraverso lavori di Filippo de Pisis, come Interno con vaso di fiori, o ancora I Bagni misteriosi di Giorgio de Chirico, e Damigiana e bottacino (Natura morta nordica) di Renato Guttuso.
Da Giotto a De Chirico. I Tesori nascosti sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 19 e sabato e domenica dalle ore 9 alle ore 21.
Leggi anche:
• A Catania Vivian Maier. Una fotografa ritrovata
• Da Boccioni a de Chirico. Gli artisti del secolo breve in mostra a Viareggio
• Dalla Toscana a Venezia sulle orme di Giotto
“Nascosti” perché provengono da un’accurata selezione di capolavori raramente visibili, parte di importanti raccolte private nazionali, che si svelano in tutto il loro fascino “proibito” ai visitatori del Castello Ursino, sede della mostra, dal 26 ottobre al 18 maggio.
Questa “galoppata” artistica tra oltre cento opere, che inizia a fine Duecento per concludersi a cavallo del XX secolo, sarà un viaggio tra l’evoluzione degli stili, delle correnti e degli snodi fondamentali della storia dell’arte italiana, ma anche tra i soggetti diversi che, nei secoli, hanno stuzzicato i pennelli degli artisti. Dalle rappresentazioni sacre alle raffigurazioni allegoriche e mitologiche, dal genere del ritratto al paesaggio e alla natura morta, c’è davvero tutto in questo poliedrico omaggio all’arte.
«La mostra si pone come naturale estensione della straordinaria esposizione Il Tesoro d’Italia svoltasi all’Esposizione Universale di Milano del 2015 - ha detto il curatore Vittorio Sgarbi - nella quale si è documentato, dal Piemonte alla Sicilia, la varietà genetica di grandi capolavori concepiti da intelligenze, stati d’animo, emozioni che rimandano ai luoghi, alle terre, alle acque, ai venti che li hanno generati. La grandezza dell’arte italiana è nel tessuto inestricabile, radicato in un territorio unico al mondo per cui le opere maggiori e i contesti minori si illuminano a vicenda».
Ad aprire la galleria che accoglie capolavori come la Vergine Maria di Paolo Veronese, la Maddalena addolorata di Caravaggio, Il ritorno del figliol prodigo di Mattia Preti, Allegoria della pittura di Guido Cagnacci, solo per citarne alcuni, la Madonna di Giotto e due teste muliebri marmoree, prime sculture “italiane” riferite a un maestro federiciano della metà del Duecento.
Tra i capolavori della pittura del Settecento e dell'Ottocento brillano Natività di Cristo di Ignaz Stern detto Ignazio Stella, Oro di Pompei di Domenico Morelli e Piccolo cantiere di Francesco Lojacono. Il Novecento sciorina invece i suoi potenti linguaggi attraverso lavori di Filippo de Pisis, come Interno con vaso di fiori, o ancora I Bagni misteriosi di Giorgio de Chirico, e Damigiana e bottacino (Natura morta nordica) di Renato Guttuso.
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