DIECI, CENTO, MILLE HOKUSAI
31/08/2011
WEB: http://www.arcadja.com/artmagazine/it/2011/08/31/dieci-cento-mille-hokusai/
Berlino. Hokusai è senza dubbio il più conclamato artista giapponese fuori del Giappone, ma soprattutto in Occidente. Anche nel Sol Levante la sua fama è vastissima, ma egli viene talvolta considerato un pittore dalle radici troppo popolari; piuttosto legato alla tradizione del «mondo fluttuante», il celebrato ukiyoe degli impressionisti, che alla pittura di ambiente samuraico o religioso e perciò sottostimato da certi ambienti accademici. In realtà Katsushika Hokusai (1760-1849) è da considerare un artista fuori delle convenzioni e delle correnti, un gigante della pittura e della grafica ossessionato dal perseguimento di qualità eccelsa nella sua produzione. «Tra quello che ho raffigurato in questi settant’anni non c’è nulla che valga la pena di considerare», scriveva nel 1834 nel colofone di una delle sue opere più celebri, l’album delle «Cento vedute del monte Fuji», che è esposta, insieme ad altre 350, in una sua monografica in corso al Martin-Gropius-Bau dal 26 agosto fino al 24 ottobre. Le opere provengono quasi tutte dal Giappone e principalmente da due raccolte, il Katsushika Hokusai Museum a Tsuwano e il costituendo Sumida Museum a Tokyo, formate da Seiji Nagata, il curatore stesso della mostra, nonché da collezioni private di analoga costituzione. Nagata ha seguito il criterio tradizionale di dividere le opere seguendo le sei fasi principali di produzione del maestro a cui corrispondono nomi d’arte specifici (Shunro, Sori, Hokusai, Taito, Iitsu, Manji) e stili ciascuno a sé, quasi si trattasse di artisti diversi. Per quanto riguarda stampe e libri, soprattutto quelli della fase primitiva (Shunro), la selezione è interessante e contiene opere rare e difficili da vedersi. Non così per i dipinti in cui Hokusai eccelle, purtroppo, oltre che per la creatività e la qualità pittorica straordinarie anche per l’enorme numero di opere a lui riferite, ma certo a lui non ascrivibili. Come molte altre mostre più o meno recenti sul grande maestro anche questa testimonia la necessità sempre più imprescindibile di giungere all’identificazione di un corpus di opere attribuibili e generalmente accettabili. (Il Giornale dell'Arte)...
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