Le rassegne del 2016 e le anticipazioni del 2017
A Milano un'altra stagione di grandi mostre
Katsushika Hokusai, Vento del Sud, cielo limpido (Gaifū kaisei), Noto anche come Fuji rosso, Dalla serie Trentasei vedute del Monte Fuji, 1830-1833 | Courtesy © The National Museum of Western Art
Ludovica Sanfelice
20/01/2016
Milano - Umberto Boccioni, Escher, Hokusai, Hiroshige e Hutamaro, e in autunno Pietro Paolo Rubens a Palazzo Reale, polmone che scandisce il respiro dalla vita culturale meneghina; Joan Mirò e Jean-Michel Basquiat al MUDEC, il nuovo Museo dell'area ex Ansaldo che dopo una falsa partenza mostra i denti e la grinta nel volersi identificare come polo del dialogo interculturale e del suo riflesso nelle arti visive. E poi ancora Arnaldo Pomodoro ed Emilio Isgrò di nuovo a Palazzo Reale, Mimmo Paladino al Museo del Novecento, e Bruno Munari al centro di un ricco palinsesto che coinvolgerà i più piccoli avventori del Museo dei Bambini (MUBA). E per la fotografia giganti del calibro di Herb Ritts, William Klein, James Nachtwey e Giovanni Gastel, tutti graditi ospiti a Palazzo della Ragione.
Ma non è finita perchè affacciando lo sguardo sul 2017 già si intravedono i nomi di Caravaggio, Toulouse Lautrec, Dürer e Dalì.
Con un lampo negli occhi Milano annuncia il calendario di mostre che animeranno città nel corso del 2016 e cala anche qualche asso per il 2017.
Si profila "un altro anno straordinario con un’offerta che non solo conferma il livello eccezionale del 2015 ma segna un nuovo passo in avanti". A parlare è il Sindaco Giuliano Pisapia che, guardando i traguardi maturati da Expo in città, ribadisce l'intenzione di Milano di imporsi come capitale dell'arte e della cultura attraverso un intenso programma di attività espositive che coinvolgerà le diverse sedi di Palazzo Reale, Palazzo della Ragione, PAC e Palazzo Dugnani e gli spazi museali temporanei del Castello Sforzesco, del Museo del Novecento, della GAM, del MUDEC, del MUBA, del Museo Studio Francesco Messina e di Palazzo Morando.
L'importante crescita qualitativa e quantitativa dell'offerta milanese nel biennio 2014-2015, spiega l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno, è frutto della combinazione strategica di rigore scientifico, relazioni (con il MIBACT in primo luogo, e poi con i principali centri di studi e ricerca nazionali e i più prestigiosi musei del mondo), attenzione nel coniugare ricerca e divulgazione, realizzazione di campagne di comunicazione efficaci e di respiro internazionale, valorizzazione delle risorse umane e materiali dei musei civici attraverso la progettazione di proposte, approfondimenti sulle collezioni e palinsesti tematici trasversali, e infine identificazione chiara e riconoscibile delle funzioni assegnate ai diversi spazi espositivi come ad esempio la destinazione esclusiva e permanente del Palazzo della Ragione alla fotografia.
Tutti elementi alla base anche del programma per il 2016-2017 che vede dominare artisti italiani in tutti campi dalla pittura alla fotografia alla scultura, e si propone di richiamare il pubblico dei grandi numeri attorno ad avanguardie e mostri sacri del Novecento europeo e non solo grazie a percorsi espositivi raffinati che vedono curatori e istituzioni di prestigio coinvolti nella costruzione di eventi di irripetibile valore.
Per approfondimenti:
Brochure delle mostre
Guida d'arte di Milano
Ma non è finita perchè affacciando lo sguardo sul 2017 già si intravedono i nomi di Caravaggio, Toulouse Lautrec, Dürer e Dalì.
Con un lampo negli occhi Milano annuncia il calendario di mostre che animeranno città nel corso del 2016 e cala anche qualche asso per il 2017.
Si profila "un altro anno straordinario con un’offerta che non solo conferma il livello eccezionale del 2015 ma segna un nuovo passo in avanti". A parlare è il Sindaco Giuliano Pisapia che, guardando i traguardi maturati da Expo in città, ribadisce l'intenzione di Milano di imporsi come capitale dell'arte e della cultura attraverso un intenso programma di attività espositive che coinvolgerà le diverse sedi di Palazzo Reale, Palazzo della Ragione, PAC e Palazzo Dugnani e gli spazi museali temporanei del Castello Sforzesco, del Museo del Novecento, della GAM, del MUDEC, del MUBA, del Museo Studio Francesco Messina e di Palazzo Morando.
L'importante crescita qualitativa e quantitativa dell'offerta milanese nel biennio 2014-2015, spiega l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno, è frutto della combinazione strategica di rigore scientifico, relazioni (con il MIBACT in primo luogo, e poi con i principali centri di studi e ricerca nazionali e i più prestigiosi musei del mondo), attenzione nel coniugare ricerca e divulgazione, realizzazione di campagne di comunicazione efficaci e di respiro internazionale, valorizzazione delle risorse umane e materiali dei musei civici attraverso la progettazione di proposte, approfondimenti sulle collezioni e palinsesti tematici trasversali, e infine identificazione chiara e riconoscibile delle funzioni assegnate ai diversi spazi espositivi come ad esempio la destinazione esclusiva e permanente del Palazzo della Ragione alla fotografia.
Tutti elementi alla base anche del programma per il 2016-2017 che vede dominare artisti italiani in tutti campi dalla pittura alla fotografia alla scultura, e si propone di richiamare il pubblico dei grandi numeri attorno ad avanguardie e mostri sacri del Novecento europeo e non solo grazie a percorsi espositivi raffinati che vedono curatori e istituzioni di prestigio coinvolti nella costruzione di eventi di irripetibile valore.
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