Restituite all'Italia sette opere d'arte trafugate
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28/06/2012
Roma - Un dipinto rinascimentale dal titolo 'Leda e il cigno', opera del pittore manierista Lelio Orsi, esportato illegalmente negli Usa, due vasi, una pelike attica a figure rosse e una situla apula, sempre a figure rosse, una scultura in marmo di epoca romana e tre spartiti musicali miniati del XV e XVI secolo. Sono queste le sette opere restituite ieri, nel corso di una cerimonia all'Ambasciata Usa, alla presenza dell'ambasciatore David Thorne, del ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi e del generale Pasquale Muggeo, comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio culturale.
''Italia e Stati Uniti - ha ricordato l'ambasciatore Thorne - godono di un rapporto speciale, e in modo particolare nell'ambito delle attività di polizia''. Thorne ha sottolineato che l'Interpol stima che il mercato illecito dei beni culturali ''realizza profitti pari a circa otto miliardi di dollari all'anno, secondo solo al traffico illecito di stupefacenti e a quello di armi'', e ha elogiato i ''membri delle forze dell'ordine italiane e americane per questa loro eccezionale tenacia e dedizione al dovere''.
Tenacia che, secondo Ornaghi, ''trae alimento dal radicato convincimento dell'importanza di restituire agli italiani i propri riferimenti identitari. L'identità del nostro popolo - ha sottolineato il ministro - è infatti profondamente legata alla consapevolezza culturale dell'impareggiabile valore del patrimonio di storia e bellezza che ne contraddistingue la natura unica''.
Il ministro ha ribadito che grazie alla collaborazione tra le forze dell'ordine italiane e quelle americane, ''si è riusciti a restituire alla legittima fruizione elementi preziosi per la conoscenza di quanto costituisce espressione primaria della nostra memoria. E si è anche potuto fornire un modello per meglio calibrare e qualificare l'attività di prevenzione e di contrasto nei confronti di chi considera i beni culturali non per il loro intrinseco valore identitario, ma quali meri strumenti di guadagno illecito''.''Le splendide opere che oggi ammiriamo e che, con legittimo orgoglio, vengono oggi formalmente restituite allo Stato italiano ed alla fruizione pubblica - ha evidenziato Muggeo - rappresentano il frutto di un lungo ed articolato percorso intrapreso nel tempo da Italia e Stati Uniti, che ha visto, con la stipula del Memorandum of Understanding nel 2001, l'adozione di un fondamentale strumento preventivo di contrasto al commercio illecito dei beni d'arte ed in particolare archeologici, che si è affiancato ad una normativa interna statunitense già particolarmente attenta''. Un accordo, ha concluso il generale, che ''si configura come pietra miliare del concetto di diplomazia culturale e di collaborazione fra i nostri Paesi''.
(Fonte: Adnkronos)
''Italia e Stati Uniti - ha ricordato l'ambasciatore Thorne - godono di un rapporto speciale, e in modo particolare nell'ambito delle attività di polizia''. Thorne ha sottolineato che l'Interpol stima che il mercato illecito dei beni culturali ''realizza profitti pari a circa otto miliardi di dollari all'anno, secondo solo al traffico illecito di stupefacenti e a quello di armi'', e ha elogiato i ''membri delle forze dell'ordine italiane e americane per questa loro eccezionale tenacia e dedizione al dovere''.
Tenacia che, secondo Ornaghi, ''trae alimento dal radicato convincimento dell'importanza di restituire agli italiani i propri riferimenti identitari. L'identità del nostro popolo - ha sottolineato il ministro - è infatti profondamente legata alla consapevolezza culturale dell'impareggiabile valore del patrimonio di storia e bellezza che ne contraddistingue la natura unica''.
Il ministro ha ribadito che grazie alla collaborazione tra le forze dell'ordine italiane e quelle americane, ''si è riusciti a restituire alla legittima fruizione elementi preziosi per la conoscenza di quanto costituisce espressione primaria della nostra memoria. E si è anche potuto fornire un modello per meglio calibrare e qualificare l'attività di prevenzione e di contrasto nei confronti di chi considera i beni culturali non per il loro intrinseco valore identitario, ma quali meri strumenti di guadagno illecito''.''Le splendide opere che oggi ammiriamo e che, con legittimo orgoglio, vengono oggi formalmente restituite allo Stato italiano ed alla fruizione pubblica - ha evidenziato Muggeo - rappresentano il frutto di un lungo ed articolato percorso intrapreso nel tempo da Italia e Stati Uniti, che ha visto, con la stipula del Memorandum of Understanding nel 2001, l'adozione di un fondamentale strumento preventivo di contrasto al commercio illecito dei beni d'arte ed in particolare archeologici, che si è affiancato ad una normativa interna statunitense già particolarmente attenta''. Un accordo, ha concluso il generale, che ''si configura come pietra miliare del concetto di diplomazia culturale e di collaborazione fra i nostri Paesi''.
(Fonte: Adnkronos)
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