Centoventi opere dal Museo Chagall di Nizza illustrano il profondo legame tra poesia e spiritualità che ispira il lavoro dell’artista.
Francesca Grego
formato sconosciuto
Emozionante, poetico, visionario, Marc Chagall si prepara a incantare ancora una volta il pubblico italiano nella cornice del Museo Archeologico Regionale di Aosta. Sono ben 120 le opere in arrivo, tra dipinti, sculture, gouache, disegni, incisioni, libri e ceramiche, grazie alla collaborazione del Museo Nazionale Marc Chagall di Nizza, che conserva la più vasta collezione pubblica di lavori dell’artista.
Al cuore del progetto curato da Grégory Couderc, Anne Dopffer e Alberto Fiz c’è il legame tra arte e spiritualità, un tema centrale per il maestro novecentesco, che scrive: “La Bibbia è la più grande fonte di poesia di tutti i tempi. Fin dall’infanzia ho cercato di ritrovarne il riflesso nella vita e nell’arte. La Bibbia è come una risonanza della natura, e ho cercato di trasmetterne il segreto”. Nasce da qui la volontà di Chagall di riunire in un unico luogo - il museo di Nizza - i suoi più importanti lavori sull’Antico Testamento.
Ad Aosta lo scopriremo dal 20 giugno al 25 ottobre attraverso una significativa selezione focalizzata sulle tele del Messaggio Biblico e sul Cantico dei Cantici, in un racconto che coniuga la ricerca scientifica con la dimensione più spettacolare dell’opera dell’artista. Ma non finisce qui: Marc Chagall. Tra Poesia e Spiritualità promette di portare all’attenzione del pubblico anche aspetti meno conosciuti del lavoro del maestro, come il suo impegno nell’arte plastica - per esempio con le sculture in pietra di Mosé e Cristo in croce, del 1952-54 - o nell’arte delle vetrate, con maquette che presentano i monumentali lavori creati per la Cattedrale di Metz, il tempio del Fraumünster di Zurigo o la sinagoga del centro Hadassah a Gerusalemme.