Nelle opere del maestro settecentesco la grande storia lascia spazio ai volti della gente comune, alla vita di strada, ai gesti quotidiani. Con ironia, inventiva e una libertà inedita.
Francesca Grego
formato sconosciuto
Per molto tempo è rimasto all’ombra del padre, il geniale Giambattista. Ma i secoli hanno dato ragione a Giandomenico Tiepolo, riconoscendolo come uno degli artisti più originali e moderni del Settecento europeo. A 300 anni dalla nascita, il 30 agosto 1727, due mostre ne celebrano il talento e invitano il pubblico a conoscerlo meglio. In evidenza, gli aspetti più innovativi del suo lavoro: lo sguardo ironico ed empatico sull'umanità, le fantasiose invenzioni, la curiosità, l’attitudine psicologica, il gusto per la narrazione del quotidiano e della vita collettiva. Accanto alla pittura c’è spazio anche per il disegno e l’incisione, arti in cui Giandomenico eccelse e si espresse con una libertà ancora maggiore. Si parte dal Veneto, la sua terra, e precisamente da Vicenza, dove la splendida Villa Valmarana ai Nani ne conserva ancora gli affreschi. In corso alle Gallerie d’Italia fino al prossimo 17 gennaio, Giandomenico Tiepolo (1727-1804). Un mondo nuovo riunisce circa 70 opere dell’artista da prestigiosi musei internazionali (il Prado di Madrid, il Louvre di Parigi, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, la Morgan Library di New York, Martin von Wagner Museum dell'Università di Würzburg, tra gli altri). L’obiettivo è rileggere l’opera del pittore veneziano in tutta la sua complessità e restituirgli piena automia, voltando finalmente pagina rispetto all’immagine di figlio d’arte, sia pure talentuoso. Si ripercorrono perciò le principali tappe di una carriera internazionale, che dal Veneto lo condusse in Germania e in Spagna per commissioni di altissimo livello, ricostruendo l’evoluzione di Giandomenico dagli anni trascorsi accanto al padre nei grandi cantieri decorativi fino alle opere della maturità. Il repertorio è piuttosto variegato, e spazia dalla pittura sacra, dove la luce e la naturalezza conferiscono alle figure un’intensa umanità, alle serie di incisioni Idee pittoresche e Divertimento per li regazzi, autentici capolavori dell'invenzione grafica, fino alle ricercate Teste di carattere che sembrano ispirarsi a Rembrandt. Tra i capolavori da osservare con attenzione c’è sicuramente il Mondo Novo (1765), in prestito dal Prado, che dà il titolo alla mostra: si tratta della prima versione su tela del celeberrimo affresco dipinto da Tiepolo su una parete della villa di famiglia a Zianigo di Mirano, nei dintorni di Venezia, dalla quale arrivano anche le suggestioni del singolare ciclo di Pulcinella, dove la maschera napoletana è protagonista di una riflessione personale sul tempo, sulla memoria e sulla condizione umana. Alle decorazioni della villa l’esposizione riserva un focus dedicato, evidenziando come esse abbiano rappresentato per Tiepolo un’occasione per esprimere liberamente il proprio universo poetico e la propria visione della realtà, oltre i limiti delle opere su commissione. E per chi desidera approfondire la conoscenza dell’artista in città, nei luoghi legati alla sua arte, è disponibile la Vicenza Tiepolo Card, con accesso alla Foresteria di Villa Valmarana ai Nani, al Museo di Palazzo Chiericati, al Palladio Museum e speciali visite guidate.
Giandomenico Tiepolo, Il cavadenti (o Il ciarlatano), 1754-1756 circa. Olio su tela. Musée du Louvre, Parigi. RMN Grand Palais / Gabriel de Carvalho / Dist. Foto Scala, FirenzeAi Musei Reali di Torino, invece, Di padre in figlio: l’universo grafico di Giambattista e Giandomenico Tiepolo mette a confronto due grandi protagonisti del Settecento su un terreno congeniale a entrambi, esplorando temi, scelte iconografiche e soluzioni compositive di ognuno. In programma fino al 17 gennaio 2027, la mostra presenta più di 60 preziosi fogli conservati nel fondo di grafica della Galleria Sabauda e nelle collezioni della Biblioteca Reale. Ad aprire il percorso sono due serie visionarie di Giambattista, i Capricci e gli Scherzi di fantasia: vecchi maghi orientali che reggono libri misteriosi, fanciulli, donne e soldati circondati da rovine, gufi e serpenti popolano scene che spiccano per il virtuosismo e la leggerezza del segno, in passato interpretate in chiave esoterica e tuttora dense di enigmi. Giandomenico risponde con le Idee pittoresche sopra la Fugga in Egitto di Giesu, Maria e Gioseppe, tra i vertici della sua arte incisoria. Dedicata al principe-vescovo Carl Philipp von Greiffenclau, per il quale i Tiepolo avevano appena concluso il grandioso ciclo di affreschi della Reggia di Würzburg in Germania, la suite è composta da 27 acqueforti che seguono il viaggio della Sacra Famiglia in un vivido racconto per immagini. Giandomenico interpreta il tema con una sensibilità molto personale, che si manifesta nell’interesse per i dettagli naturalistici, per la varietà degli effetti atmosferici e per i personaggi tratti dalla vita quotidiana. L’uso di punti di vista dinamici e ogni volta diversi invita a gustare da vicino una profusione di particolari, calando l’episodio evangelico in una dimensione concreta e profondamente umana che stimola la partecipazione dell’osservatore. E se le incisioni dedicate alla Gerusalemme liberata e all’Orlando furioso - tratte dai dipinti dei Tiepolo per Villa Valmarana ai Nani a Vicenza - reinventano criticamente i modelli paterni, la rara stampa Sfingi, pesci e mascheroni colpisce per il fascino surreale, posizionandosi tra i capolavori assoluti dell’incisione veneziana nel XVIII secolo.

Giandomenico Tiepolo (1727-1804). Un mondo nuovo, Gallerie d'Italia, Vicenza. Foto © Zorzanelli
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