Il progetto ASBA studia come musei e arte possano ridurre ansia e stress, con metodi scientifici e nuove sperimentazioni dedicate agli adolescenti.
Eleonora Zamparutti
formato sconosciuto
Da anni in prima fila nell’uso dell’arte come terapia, il Canada non è secondo a nessuno. Per alleviare le sofferenze causate da particolari patologie, soprattutto legate ad ansia e stress, i medici canadesi arrivano a prescrivere ai loro pazienti una visita al museo.
Ancora fantascienza per l’Italia. Tuttavia, nel nostro Paese dal 2022 il Progetto ASBA (Anxiety, Stress, Brain-friendly museum Approach), fondato dalla ricercatrice Annalisa Banzi e promosso dall’Università Milano-Bicocca in collaborazione con l’Università Statale, prosegue il suo percorso di ricerca nel campo del welfare culturale e annuncia una nuova fase di intervento, incentrata sul benessere degli adolescenti.
In tre anni di attività ASBA ha coinvolto oltre 400 partecipanti e alcune importanti istituzioni museali di Milano (GAM e Museo di Storia Naturale) e di Torino (MAO, Palazzo Madama, GAM Torino). Secondo Paola Zatti, conservatore responsabile della Galleria di via Palestro, emerge sempre più chiaramente da parte del pubblico una domanda diffusa di servizi dedicati al benessere psicofisico nei luoghi della cultura, una richiesta alla quale alcuni musei – e l’ICOM in primis (Consiglio Internazionale dei Musei) – si stanno progressivamente attrezzando per dare risposta.
Siamo tuttavia ancora agli albori di una letteratura scientifica in grado di dimostrare, con dati certi alla mano, che la visita a un luogo della cultura possa costituire una vera e propria cura, con una misurabile riduzione dello stress e dell’ansia. Su questo fronte, i due atenei milanesi stanno collaborando per raccogliere dati secondo un metodo rigoroso, finalizzato alla definizione di metodologie di studio condivise a livello internazionale.
«Il binomio cultura e salute», afferma Domenico Piraina, direttore del Dipartimento Cultura del Comune di Milano, «finirà per cambiare il modo di gestire, promuovere e lavorare nei musei». Non è escluso, inoltre, che il laboratorio sperimentale che oggi coinvolge due musei milanesi molto diversi tra loro – la Galleria d’Arte Moderna e il Museo di Storia Naturale – possa ampliarsi in futuro includendo altri musei civici della città.
Dopo una prima fase dedicata allo studio dell’impatto della museoterapia sui cittadini maggiorenni (18–82 anni), svolta tra il 2022 e il 2023, e una seconda fase incentrata sul personale museale nel 2024, l’iniziativa ASBA punta ora sugli under 18, con l’obiettivo di offrire risposte concrete a problematiche contemporanee quali ansia, stress e isolamento sociale. Secondo studi e dati recentemente pubblicati, il target giovanile risulta particolarmente sensibile e ha sofferto in modo significativo durante la pandemia di COVID-19, con conseguenze che continuano a manifestarsi ancora oggi.
Il 49,4% dei giovani italiani tra i 18 e i 25 anni ha dichiarato di aver sofferto di ansia e depressione negli anni successivi all’emergenza sanitaria (Censis, Agenzia Nazionale per i Giovani & Consiglio Nazionale dei Giovani, 2022). Oltre 700.000 giovani italiani under 25 convivono con problemi di salute mentale, con ansia e depressione tra i disturbi più diffusi, secondo il rapporto OCSE Promoting good mental health in children and young adults (2024). Fattori come l’isolamento sociale e la perdita di relazioni autentiche, l’uso prolungato del telefono e dei social network, le crisi globali, la precarietà lavorativa unita all’incertezza economica, la pressione scolastica e l’eccessiva competitività contribuiscono ad alimentare un diffuso clima di stress. Cultura e creatività possono offrire un antidoto a questo malessere, ma l’obiettivo di ASBA è riuscire a misurare in modo scientifico l’effettivo beneficio delle terapie.
«La terza fase della sperimentazione portata avanti da ASBA coinvolgerà gruppi di giovani tra i 14 e i 17 anni in percorsi guidati da ricercatori e terapeuti certificati», afferma Annalisa Banzi. Gli adolescenti rappresentano un target particolarmente duttile: secondo la pediatra Antonella Mezzopane, presentano una plasticità neurale e connessioni sinaptiche capaci di rimodellare il tessuto nervoso con una flessibilità paragonabile a quella dei bambini nei primi tre anni di vita. In un cervello “artistico”, la creatività stimola un aumento delle connessioni neurali, rivelandosi particolarmente utile nell’affrontare problematiche complesse e articolate e favorendo la crescita personale dell’adolescente. È inoltre dimostrato che l’interazione dei giovani con l’arte creata da artisti contribuisce ad aumentare la fiducia in sé e l’autostima.
Le attività previste si avvarranno di metodologie come la Mindfulness, l’Arteterapia e il metodo Nature+Art, strutturate per favorire l’immersione profonda e la riduzione di ansia e stress attraverso il contatto diretto con il patrimonio culturale. Ogni incontro sarà articolato in quattro momenti: una fase informativa, un’esperienza pratica davanti agli oggetti del museo, la spiegazione degli stessi e un dibattito finale volto a favorire l’incontro tra persone e culture. Per garantire la solidità scientifica dei risultati, i livelli di ansia e stress dei partecipanti saranno monitorati all’inizio e al termine di ogni sessione mediante test standardizzati e dispositivi dedicati come il BCI (brain-computer interface), uno strumento wireless, completamente innocuo, in grado di misurare l’attività cerebrale durante le attività.
Lo psicologo Claudio Lucchiari dell’Università Statale di Milano descrive nel dettaglio le diverse esperienze accessibili al pubblico. Le Visual Thinking Strategies, ad esempio, propongono un intenso mix di emozioni e processi cognitivi, stimolando il visitatore a riflettere sulle opere d’arte e su se stesso in modo originale, sviluppando curiosità e autoconsapevolezza. ArtUp è invece un’esperienza di inclusione profonda, in cui l’arte diventa veicolo di relazione tra le persone, un viaggio tra differenze che convergono. Le Visite Guidate favoriscono la condivisione delle conoscenze, alleggerendo il carico emotivo e consentendo alla mente di spostare il proprio focus.
In attesa dell’avvio della terza fase del progetto ASBA, si fa strada l’ipotesi che attorno ai due musei milanesi pionieri dell’iniziativa possa nascere, in un prossimo futuro, un vero e proprio polo museale dedicato al wellness.