L'appuntamento milanese mette in luce la capacità dell’artista di trasformare le pratiche sportive in metafore di cambiamenti culturali e sociali del proprio tempo
Fondatore nel 1946 dell’omonima agenzia, Armando Testa ha sviluppato negli anni un linguaggio inconfondibile, capace di coniugare essenzialità formale, ironia e sperimentazione.
La sua opera, che ha attraversato trasversalmente pubblicità, arte, cinema, design, televisione, dialogando con le avanguardie artistiche del suo tempo, è adesso al centro di una mostra. Ad accoglierla, in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina, è dal 22 gennaio il Museo del Novecento di Milano, in collaborazione con Testa per Testa.
Cervinia , anni Sessanta, stampa tipografica su carta montata su tela e telaio, 70 x 100 cm | Courtesy Gemma De Angelis Testa e TestaperTesta Credito fotografico: Fabio Mantegna “Urrà la neve! Armando Testa e lo sport” è il titolo del percorso dedicato dal maestro indiscusso della comunicazione visiva italiana alla produzione grafica sul tema sportivo. Gemma De Angelis Testa e Gianfranco Maraniello, i curatori del percorso, propongono una selezione di opere che attraversano oltre trent’anni di attività dell’artista capace di trasformare le pratiche sportive in metafore di cambiamenti culturali e sociali del proprio tempo. Se i primi manifesti degli anni Cinquanta, come
Moto Guzzi Lodola Sport 175 (1954), restituiscono il mito moderno del movimento, lavori come
Azzurra (1987) e
Torino ’90 elevano l’immaginario sportivo a icona culturale del suo tempo.
Diverse per epoca, stile e supporto, le opere in mostra testimoniano la straordinaria versatilità dell’artista e la sua capacità di trasformare lo sport in un linguaggio universale, fatto di segni, colori e intuizioni visive.