L'archeologia si racconta al pubblico: viaggio nel backstage di scavi e restauri tra nuove scoperte, cantieri e laboratori aperti, incontri con i protagonisti.
Francesca Grego
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Al via le Giornate Europee dell’Archeologia: sono 100 i siti da scoprire in tutta Italia da venerdì 12 a domenica 14 giugno, spaziando dalle testimonianze della Magna Grecia agli Etruschi, dall’Impero romano al Medioevo, in viaggio attraverso il ricchissimo patrimonio storico della Penisola. Tema dell’edizione 2026 è “Archeologia in corso - Democrazia e dialogo”: un invito a curiosare dietro le quinte del lavoro degli archeologi mentre è ancora in progress, a seguire piccole e grandi scoperte proprio nel momento in cui vengono alla luce, a visitare luoghi affascinanti normalmente chiusi al pubblico, come cantieri, depositi, laboratori di restauro, ed entrare in contatto con l’archeologia attraverso la viva voce di chi, ogni giorno, la fa. “Qualcuno pensa che gli archeologi lavorino per anni in un cantiere senza che nessuno, fuori dalla cerchia ristretta degli addetti ai lavori, sappia cosa emerga da quel terreno. Eppure quel patrimonio appartiene a tutti”, osserva il Direttore generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del MiC Fabrizio Magani: “Le Giornate Europee dell'Archeologia sono la risposta a ciò che potrebbe essere percepito come distanza: aprire i cantieri, i depositi, i laboratori non è un gesto comunicativo; è un atto di democrazia. L'archeologia non è solo ciò che si trova: è soprattutto ciò che si fa ogni giorno per conservarlo e trasmetterlo. È quell'insieme di diritti e beni che chiamiamo eredità collettiva”. Cuore di GEA 2026 è il Complesso monumentale di San Michele a Roma, sede della Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio del MiC: qui venerdì 12 e sabato 13 giugno sarà possibile ascoltare il racconto delle principali scoperte degli ultimi due anni, partecipare a tavole rotonde aperte al pubblico, visitare i laboratori dell’Istituto Centrale per il Restauro (ICR), apprendere la storia dello straordinario complesso che ospita l’iniziativa attraverso un nuovo documentario di Rai Cultura e godersi la festa finale nel Cortile degli Aranci. Tutto questo nell’anno in cui Roma ha accolto presso il Museo Ninfeo agli Horti Lamiani il Forum europeo degli organizzatori delle Giornate, promosse dall’Institut National de Recherche Archéologiques Préventives con il patrocinio del Consiglio d’Europa. “Le Giornate Europee dell’Archeologia costituiscono un’importante occasione per mettere a confronto le pratiche di tutela, le metodologie di ricerca e i percorsi di comunicazione e di diffusione delle conoscenze del patrimonio archeologico nei diversi Paesi europei”, ha affermato Luigi La Rocca, Capo Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale del MiC: “In coerenza con il principio ispiratore dell’iniziativa, ovvero creare un contatto diretto tra i ricercatori e i cittadini, si è scelto quest’anno di collegare agli incontri e i dibattiti che si svolgeranno presso il complesso monumentale di San Michele a Ripa, l’apertura di cantieri di scavo, depositi, laboratori di restauro normalmente interdetti al pubblico, con lo scopo, di accendere i riflettori sul lavoro di professionisti e tecnici che ogni giorno garantiscono la salvaguardia delle nostre radici storiche. Numerosi i siti da visitare nella Capitale, da un nuovo settore aperto al pubblico nell’area archeologica del Circo Massimo, protagonista di recenti lavori di scavo e restauro, alla Chiesa di Sant’Urbano alla Caffarella, esempio di tempio pagano trasformato in luogo di culto cristiano e impreziosito da straordinari affreschi. E poi le ville romane di Tor de’ Cenci e di Prima Porta, gli Horti di Domitilla (la tenuta agricola della madre dell’imperatore Marco Aurelio oggi all’interno del complesso ospedaliero di San Giovanni), mentre le Terme di Caracalla e l’Arco di Costantino si preparano ad accogliere bambini e famiglie in speciali visite guidate. Depositi aperti, infine, al Museo Etrusco di Villa Giulia, dove si racconterà anche il restauro che ha restituito all’antico splendore il Ninfeo cinquecentesco, mentre il percorso Etruschi Pop invita i visitatori di ogni età a guardare da una prospettiva inedita e creativa i capolavori della collezione. E se a Firenze il pubblico del Museo Archeologico Nazionale potrà ammirare fresco di restauro il Torso di Livorno (celebre bronzo antico appartenuto alle collezioni medicee e probabilmente emerso dal fondo del mare), a Venezia il weekend sarà un’occasione per scoprire che cosa succede ai reperti archeologici dopo il ritrovamento. Al Museo di Palazzo Grimani i tesori della collezione racconteranno come per molti secoli il restauro sia stato un atto creativo: l’antico reinterpretato secondo il gusto e la sensibilità del tempo. Al Museo Archeologico, invece, apprenderemo come si sia passati all’approccio contemporaneo, secondo cui restaurare significa intervenire sul reperto per conservarlo. I depositi del Parco Archeologico di Altino, infine, sveleranno un impianto termale romano, esempio concreto di come gli scavi possano diventare occasione di ricerca. Aperture straordinarie e percorsi speciali invitano a conoscere la storia del Friuli Venezia Giulia. Tra gli appuntamenti da non perdere, la visita alla Grotta del Mitreo di Duino Aurisina, a pochi chilometri da Trieste, e le visite con l’archeologo ai cantieri di scavo di Aquileia, dove un convegno racconterà il restauro e la valorizzazione della Domus di Tito Macro, una delle più grandi dimore di epoca romana nell’Italia settentrionale. È un lungo viaggio attraverso i secoli la proposta dei siti del Piemonte, che parte dalle testimonianze romane negli antiche città di Augusta Bagiennorum (Cuneo) e Libarna (Alessandria), per arrivare alla splendida Abbazia di Fruttuaria, nei dintorni di Torino, e al Castello di Agliè, nell’Ottocento residenza prediletta della regina Maria Cristina. Anche in Campania l’offerta è ampia e variegata: si va dalla visita con l’archeologa alle Tombe di Virgilio e Leopardi, tra i luoghi suggestivi e densi di storia a Napoli, al focus sul restauro dei rilievi del Teatro romano di Caserta o alla storia del perduto santuario della dea Iside a Benevento. A Pompei cantieri aperti alla Necropoli di Porta Stabia, all’Insula occidentalis e meridionalis, nonché alla Casa di Giulio Polibio, tra le dimore più significative della colonia vesuviana, mentre il Parco Archeologico di Ercolano invita a scoprire in una giornata di studi le importanti scoperte di Villa Sora, nei pressi di Torre del Greco. Itinerari, laboratori e letture animate sul tema dell’alimentazione nel mondo romano animeranno il weekend nell’antica città, accanto a visite guidate dedicate ai tre principali complessi termali di Ercolano. In Basilicata la Magna Grecia non smette di sorprendere: lo dimostra il Teatro dell’antica Herakleia scoperto di recente a Policoro (Matera), che nel prossimo weekend si svela in speciali speciali visite guidate, incontri con gli archeologi, giochi e laboratori dedicati ai più piccoli presso il Museo della Siritide. I Musei Nazionali di Matera, infine, invitano i visitatori a curiosare nel backstage dell’allestimento museale, esplorando il rapporto tra pubblico e museo negli storici scenari di Palazzo Lanfranchi e dell’ex Ospedale di San Rocco.
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