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Dopo un intervento di riallestimento riapre al pubblico il MNEMA – Museo Nazionale Etrusco “Pompeo Aria" con un modello di musealizzazione completamente rinnovato, capace di far dialogare le testimonianze del passato con la sensibilità contemporanea

Samantha De Martin
formato sconosciuto

Il Museo Nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto riapre con un nuovo allestimento che rafforza il ruolo del museo come spazio capace di creare connessioni tra ricerca, paesaggio, comunità e visitatori, puntando sull’accessibilità e sul dialogo con il contemporaneo.
Reperti ripensati attraverso nuove letture faranno parlare la storia anche attraverso riproduzioni tattili e “sonografie” che ricostruiscono i paesaggi sonori dell’epoca etrusca.
Grazie a un finanziamento di 800.000 euro inserito nella programmazione della legge 190/2014, il MNEMA è stato oggetto di una rilettura a cura di un team multidisciplinare che ha trasformato il museo e il parco in strumenti attivi di mediazione del patrimonio. L’intervento proseguirà nell’area archeologica che si estende per una superficie di ben 25 ettari.
Il nuovo allestimento, progettato dall’architetto Fabio Fornasari abbraccia oggetti e manufatti presentati a tu per tu con il loro contesto e ne traccia il percorso nel tempo, dal ritrovamento al significato per la collettività, presentando il museo come una realtà dinamica. Il percorso è arricchito da nuovi reperti rinvenuti durante le campagne di scavo in concessione condotte dall’Università di Bologna – Dipartimento di Storia Culture e Civiltà. È stato così possibile valorizzare ulteriori aspetti della vita della città di Kainua. L’eliminazione della barriera che separava fisicamente l’interno e l’esterno, costituita dalla vecchia scalinata, migliorerà l’accoglienza e la fruibilità degli spazi anche attraverso la realizzazione di una nuova biglietteria.


Allestimento MNEMA 2026 | Foto: © ODeCarlo

«Il progetto di riallestimento e rilettura dell’area archeologica nasce da una riflessione profonda sul ruolo che un museo deve avere oggi: non soltanto luogo di conservazione, ma uno spazio capace di creare connessioni tra ricerca, paesaggio, comunità e visitatori - ha detto Denise Tamborrino, direttrice del Museo Nazionale Etrusco -. Uno degli obiettivi principali è stato proprio quello di ricucire il rapporto tra il museo e il parco archeologico, concependoli come parti di un unico racconto: da un lato gli oggetti e le testimonianze materiali, dall’altro il paesaggio e il tracciato urbano dell’antica Kainua».

Luigi Gallo, direttore dei Musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna ha ribadito come la riapertura del MNEMA segni un passaggio importante nel percorso di valorizzazione di Kainua e del patrimonio etrusco nazionale. Con il nuovo allestimento “Vivere Kainua”, il MNEMA vuole essere un luogo, accessibile e in continua evoluzione, che fa dell’apertura e dell’inclusività alcuni dei suoi principi guida.

Cuore del rinnovamento è il concept “Kainua. Manuale d’uso”, una sorta di manifesto del nuovo museo, elaborato in collaborazione con Roberto Zancan del HEAD di Ginevra, che trae ispirazione da una riflessione più ampia sul significato delle città, intese come luoghi in cui architettura, natura e socialità sono connesse. L’obiettivo è restituire leggibilità all’unica città etrusca ancora percorribile nel suo impianto originario, trasformando la visita in un’esperienza collettiva per riflettere sul nostro modo di abitare il mondo.


Allestimento MNEMA 2026 | Foto: © ODeCarlo

Nella cornice di “Kainua. Manuale d’uso”, si inserisce il progetto "Under the Same Sky" di Eva Marisaldi. L’artista bolognese indaga l’archeologia come un ponte che unisce tempi diversi in un momento unico. Tre interventi vengono presentati per la prima volta e fungono da elementi di mediazione tra il visitatore e il patrimonio archeologico. Attraverso il suo sguardo immaginativo, Marisaldi invita a esplorare aspetti ancora poco noti della società etrusca, stimolando una visione personale e nuova della vita quotidiana nell’antica Kainua. Si tratta del primo di una serie di interventi commissionati ad artisti contemporanei che continueranno anche in futuro, con l’obiettivo di rinnovare e ampliare la comprensione e la narrazione intorno a Kainua.
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