Antonio Papasso. Il nulla è grandissimo
Antonio Papasso, Senza titolo, 2006
Dal 17 Agosto 2021 al 17 Settembre 2021
Luogo: Centro d'arte e cultura Leonardo da Vinci
Indirizzo: Via di S. Spirito Giuseppe Verdi, Santo Spirito
Orari: h 24
Curatori: Nietta Vessia e Leonardo Basile
Telefono per informazioni: +39 3312585103
E-Mail info: associazioneleonardodavinci@gmail.com
Sito ufficiale: http://centrodarteleonardodavinci.blogspot.com/
Dal 17 agosto al 17 settembre presso il Centro d'arte e cultura Leonardo da Vinci di Bari-S.Spirito per la rassegna Arte in vetrina si terrà la mostra 'Il nulla è grandissimo' in omaggio all'artista Antonio Papasso. Curata da Nietta Vessia e Leonardo Basile la mostra presenta 4 opere dell'artista: tre papiers froissés 'Senza titolo' del 2006 ( di cui due da cm 50 x 70, e 1 da cm 60 x 30); e un' acquaforte/acquatinta/puntasecca, 'Cavalli al lago' del 1997, da cm 40 x 30 .
Antonio Papasso (Firenze, 11 luglio 1932 – Anguillara Sabazia, 8 febbraio 2014) iniziò a dedicarsi all’arte nel 1970, dopo aver coltivato il suo interesse nella tradizione delle opere dei grandi pittori. Attentissimo osservatore, frequentò in maniera assidua i musei degli Uffizi e del Pitti. La voglia di libertà e la necessità di cambiare lo spinsero a concludere il primo periodo con il quale si era presentato al pubblico: quello informale che sintetizza nella raccolta incisoria "Genealogia", pubblicata nel 1976 con la presentazione di Aldo Cairola.
L'occulta esperienza di Antigone, con le prime prove incisorie e di stampa, gli rivelarono finalmente, attraverso l'uso di soffici veline, un nuovo linguaggio, una sua personale espressione. Nacquero i primi 'papiers froissés', a firma Papasso, che nel 1979 espose a Milano, alla galleria Zarathustra, presentati da Roberto Sanesi.
Parallelamente all'attività incisoria, egli continuò la sperimentazione di quest'originale tecnica e, due anni dopo, nel 1981, li espose nuovamente alla Zarathustra. Si tratta di opere più impegnative, che in quella occasione furono presentate da Gillo Dorfles, insieme alla raccolta incisoria "Canta"; seguirono le esposizioni personali di Como, Genova, Trento e Bologna.
La storia di Antonio Papasso è ricca di testimonianze che ne riconoscono un operare creativo abbondante di qualità e di novità: quelle di Elio Filippo Accrocca, Giulio Carlo Argan, Riccardo Barletta, Germano Beringheli, Gillo Dorfles, Luigi Ferrarino, Carlo A. Madrignani, Giorgio Ruggeri, Roberto Sanesi, Edoardo Sanguineti, Miklos N. Varga, e di tanti altri tra critici, scrittori e poeti che hanno disseminato il suo cammino artistico.
Antonio Papasso (Firenze, 11 luglio 1932 – Anguillara Sabazia, 8 febbraio 2014) iniziò a dedicarsi all’arte nel 1970, dopo aver coltivato il suo interesse nella tradizione delle opere dei grandi pittori. Attentissimo osservatore, frequentò in maniera assidua i musei degli Uffizi e del Pitti. La voglia di libertà e la necessità di cambiare lo spinsero a concludere il primo periodo con il quale si era presentato al pubblico: quello informale che sintetizza nella raccolta incisoria "Genealogia", pubblicata nel 1976 con la presentazione di Aldo Cairola.
L'occulta esperienza di Antigone, con le prime prove incisorie e di stampa, gli rivelarono finalmente, attraverso l'uso di soffici veline, un nuovo linguaggio, una sua personale espressione. Nacquero i primi 'papiers froissés', a firma Papasso, che nel 1979 espose a Milano, alla galleria Zarathustra, presentati da Roberto Sanesi.
Parallelamente all'attività incisoria, egli continuò la sperimentazione di quest'originale tecnica e, due anni dopo, nel 1981, li espose nuovamente alla Zarathustra. Si tratta di opere più impegnative, che in quella occasione furono presentate da Gillo Dorfles, insieme alla raccolta incisoria "Canta"; seguirono le esposizioni personali di Como, Genova, Trento e Bologna.
La storia di Antonio Papasso è ricca di testimonianze che ne riconoscono un operare creativo abbondante di qualità e di novità: quelle di Elio Filippo Accrocca, Giulio Carlo Argan, Riccardo Barletta, Germano Beringheli, Gillo Dorfles, Luigi Ferrarino, Carlo A. Madrignani, Giorgio Ruggeri, Roberto Sanesi, Edoardo Sanguineti, Miklos N. Varga, e di tanti altri tra critici, scrittori e poeti che hanno disseminato il suo cammino artistico.
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