Post Fata Resurgo - Antonella Sarnico. Reportage Umano Covid 19
© Antonella Sarnico
Dal 20 Giugno 2021 al 1 Agosto 2021
Suzzara | Mantova | Visualizza tutte le mostre a Mantova
Luogo: Museo Galleria del Premio Suzzara
Indirizzo: Via Don G. Bosco 2/A
Orari: Sabato e Domenica pomeriggio dalle 16 alle 19
Enti promotori:
- Comune di Suzzara
Telefono per informazioni: +39 0376 513513
E-Mail info: galleriapremio@comune.suzzara.mn.it
Sito ufficiale: http://www.premiosuzzara.it
Post Fata Resurgo è il motto che accompagna il mito dell’araba fenice che rinasce delle ceneri ed è anche la frase che campeggia sullo stemma araldico di Suzzara. Si narra che la cittadina fosse stata distrutta da un incendio ed è così che è stata scelta la fenice come stemma.
Da qui al parallelismo della rinascita post pandemia il passo è stato breve e il Museo Galleria del Premio Suzzara ha deciso di racchiudere sotto lo slogan Post fata resurgo una nuova progettualità di ampio respiro che comprenderà una serie di iniziative artistiche e culturali e che prenderà il via il 20 giugno con la mostra fotografica Reportage Umano Covid 19 di Antonella Sarnico. In occasione dell’opening ci sarà anche una performance musicale.
Al Museo Galleria del Premio Suzzara sarà esposto il progetto fotografico nato durante il lockdown che vuole porre l’attenzione sull’aspetto psicologico di quello che è stata ed ancora è la pandemia e portare alla luce quello che le persone hanno provato, come si sono sentite e cosa hanno cercato di fare per andare avanti, per superare il dolore, la paura e la perdita. Pur indossando la mascherina, è possibile esprimersi in tanti modi diversi e per questo l’artista ha chiesto ai soggetti ritratti di scegliere una parola e di scriverla su un nastro di carta riciclata, applicarla sulla mascherina e indossarla.
Mostri, depressione, consapevolezza, futuro, riscoperta, solidarietà, tristezza, tempo, angoscia sono solo alcune delle parole che accompagnano la mostra.
E proprio altre parole legate al tema del lavoro sono state il fondamento su cui si è basato il rilancio del Premio Suzzara, uno dei più longevi premi d’arte. Nel 2018 ha ripreso il via sotto una nuova forma, coinvolgendo le aziende del territorio e la città chiedendo ad artisti e aziende di riflettere su una serie di parole chiave.
Dal rinnovato Premio Suzzara e dalla situazione pandemica è partita la nuova progettualità del Museo Galleria del Premio Suzzara che punta su azioni di carattere pubblico ed educativo, seguendo l’esempio e la tradizione avviata da Dino Villani nel 1948. Il Museo è uscito dai suoi confini deputati per andare “dapartöt”, parola che dà il titolo ad un altro progetto artistico diffuso, dove appunto le opere d’arte possono essere fruite camminando per la città.
“L è dapartöt cme la cunsèrva”: è dappertutto come la conserva, modo di dire suzzarese che è stato preso ad esempio per coinvolgere esercizi commerciali, negozi sfitti, bar e ristoranti - tra cui il celebre Cavallino Bianco frequentato assiduamente da Villani – che espongono sulle proprie vetrine delle vetrofanie con opere conservate al Museo Galleria del Premio Suzzara o in alcuni casi dettagli di queste. Con un semplice QR code è possibile scoprire la storia dell’opera e così adulti e bambini possono godere dell’arte a portata di mano, letteralmente “dappertutto”.
Il progetto Post fata resurgo, grazie alla collaborazione con l’artista Giancarlo Norese, ha anche una sua immagine coordinata: al logo del nuovo Premio Suzzara con il vitello alato è stata aggiunta la scritta Post fata resurgo che lo fa diventare quasi un nuovo stemma araldico, simbolo della rinascita dopo la pandemia.
Da qui al parallelismo della rinascita post pandemia il passo è stato breve e il Museo Galleria del Premio Suzzara ha deciso di racchiudere sotto lo slogan Post fata resurgo una nuova progettualità di ampio respiro che comprenderà una serie di iniziative artistiche e culturali e che prenderà il via il 20 giugno con la mostra fotografica Reportage Umano Covid 19 di Antonella Sarnico. In occasione dell’opening ci sarà anche una performance musicale.
Al Museo Galleria del Premio Suzzara sarà esposto il progetto fotografico nato durante il lockdown che vuole porre l’attenzione sull’aspetto psicologico di quello che è stata ed ancora è la pandemia e portare alla luce quello che le persone hanno provato, come si sono sentite e cosa hanno cercato di fare per andare avanti, per superare il dolore, la paura e la perdita. Pur indossando la mascherina, è possibile esprimersi in tanti modi diversi e per questo l’artista ha chiesto ai soggetti ritratti di scegliere una parola e di scriverla su un nastro di carta riciclata, applicarla sulla mascherina e indossarla.
Mostri, depressione, consapevolezza, futuro, riscoperta, solidarietà, tristezza, tempo, angoscia sono solo alcune delle parole che accompagnano la mostra.
E proprio altre parole legate al tema del lavoro sono state il fondamento su cui si è basato il rilancio del Premio Suzzara, uno dei più longevi premi d’arte. Nel 2018 ha ripreso il via sotto una nuova forma, coinvolgendo le aziende del territorio e la città chiedendo ad artisti e aziende di riflettere su una serie di parole chiave.
Dal rinnovato Premio Suzzara e dalla situazione pandemica è partita la nuova progettualità del Museo Galleria del Premio Suzzara che punta su azioni di carattere pubblico ed educativo, seguendo l’esempio e la tradizione avviata da Dino Villani nel 1948. Il Museo è uscito dai suoi confini deputati per andare “dapartöt”, parola che dà il titolo ad un altro progetto artistico diffuso, dove appunto le opere d’arte possono essere fruite camminando per la città.
“L è dapartöt cme la cunsèrva”: è dappertutto come la conserva, modo di dire suzzarese che è stato preso ad esempio per coinvolgere esercizi commerciali, negozi sfitti, bar e ristoranti - tra cui il celebre Cavallino Bianco frequentato assiduamente da Villani – che espongono sulle proprie vetrine delle vetrofanie con opere conservate al Museo Galleria del Premio Suzzara o in alcuni casi dettagli di queste. Con un semplice QR code è possibile scoprire la storia dell’opera e così adulti e bambini possono godere dell’arte a portata di mano, letteralmente “dappertutto”.
Il progetto Post fata resurgo, grazie alla collaborazione con l’artista Giancarlo Norese, ha anche una sua immagine coordinata: al logo del nuovo Premio Suzzara con il vitello alato è stata aggiunta la scritta Post fata resurgo che lo fa diventare quasi un nuovo stemma araldico, simbolo della rinascita dopo la pandemia.
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