Dal 21 ottobre al 26 febbraio
30 anni senza Andy Warhol. L'omaggio di Palazzo Ducale
Andy Warhol, Autoritratto, 1986, acrilico e inchiostro serigrafico su tela, 101.6 x 101.6 x 3.5 cm, Collection of The Andy Warhol Museum, Pittsburgh, © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc.by SIAE 2016
Ludovica Sanfelice
19/10/2016
Genova - Il 22 febbraio 1987, trent'anni fa, moriva a New York Andy Warhol. Per ricordarlo (semmai ce ne fosse bisogno) Palazzo Ducale di Genova allestisce un'ampia retrospettiva - "Andy Warhol. Pop Society" - che si preoccupa di coprire tutta la curva dell'attività artistica del gigante del XX secolo disciplinando l'immensa produzione lungo sei conduttrici: il disegno, le icone, le polaroid, i ritratti, il rapporto con l'Italia, il cinema. E per concludere il discorso: un video in cui il curatore della mostra, Luca Beatrice, illustra vita e opere del padre della Pop Art.
Per l'occasione, da musei, collezioni private e fondazioni pubbliche e private, dall'Italia e dall'estero, giungeranno in città 170 opere che insieme a lui spalancarono gli occhi sul rapporto tra l'arte e una società dominata dai consumi e dai mass-media. Due universi che Warhol mise in costante relazione attraverso sperimentazioni sui diversi linguaggi, condotte in quel laboratorio di ricerca d'avanguardia che era la Factory.
Marilyn, Mao, Man Ray, Mick Jagger, gli scatti di amici e celebrities, le zuppe Campbell si riuniranno per testimoniare il profetico riflesso di un cambiamento cominciato negli anni Sessanta e ancora alla base della nostra società oggi giunta ad un'estremizzazione di quei concetti che forse metterebbe paura persino a Andy Warhol, oppure lo ispirerebbe in maniera febbrile. Chissà.
Dal 21 ottobre al 26 febbraio.
Consulta anche:
Guida d'arte di Genova
Per l'occasione, da musei, collezioni private e fondazioni pubbliche e private, dall'Italia e dall'estero, giungeranno in città 170 opere che insieme a lui spalancarono gli occhi sul rapporto tra l'arte e una società dominata dai consumi e dai mass-media. Due universi che Warhol mise in costante relazione attraverso sperimentazioni sui diversi linguaggi, condotte in quel laboratorio di ricerca d'avanguardia che era la Factory.
Marilyn, Mao, Man Ray, Mick Jagger, gli scatti di amici e celebrities, le zuppe Campbell si riuniranno per testimoniare il profetico riflesso di un cambiamento cominciato negli anni Sessanta e ancora alla base della nostra società oggi giunta ad un'estremizzazione di quei concetti che forse metterebbe paura persino a Andy Warhol, oppure lo ispirerebbe in maniera febbrile. Chissà.
Dal 21 ottobre al 26 febbraio.
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