Roy Lichtenstein: the Sixties and the history of international Pop art

Opera di Roy Lichtenstein

 

Dal 29 Aprile 2023 al 16 Luglio 2023

Desenzano del Garda | Brescia

Luogo: Castello

Indirizzo: Via Castello 63

Orari: lunedì chiuso - martedì/domenica 10.00-18.00. Dal 1 giugno: lunedì chiuso - martedì/domenica 10.00-18.30

Curatori: Matteo Vanzan

Costo del biglietto: Intero: € 10,00 Ridotto € 8,00 (bambini e ragazzi di età compresa tra 11 e 18 anni, over 65 anni; gruppi di almeno 15 persone) Ridotto € 5,00 (scolaresche alunni + insegnanti; 1 ingresso gratuito per gli insegnanti ogni 15 alunni; gruppi di visite guidate di almeno 15 persone (+ € 3.00 per la visita guidata) Ingresso gratuito: bambini fino a 10 anni, portatori di handicap e loro accompagnatori, accompagnatori di gruppi (n. 1 gratuità ogni 15 visitatori paganti). Visita guidata su prenotazione


La Città di Desenzano del Garda (Bs), in occasione del centenario della sua nascita, celebra uno dei più importanti artisti americani della Pop Art internazionale: Roy Lichtenstein. Organizzata dall'Assessorato alla Cultura e prodotta da MV Eventi, la mostra “Roy Lichtenstein: the Sixties and the history of international Pop art” sarà ospitata al Castello dal 29 aprile al 16 luglio 2023 e presenterà 60 opere di Roy Lichtenstein e di alcuni dei principali protagonisti del rinnovamento artistico degli anni Sessanta.    “La cultura Pop” afferma l'Assessore alla Cultura Pietro Avanzi “torna a riempire coi suoi colori e i suoi valori le mura del nostro castello Medievale andando a valorizzarlo ancora una volta: le opere di Roy Lichtenstein rappresentano un salto nel passato degli anni Sessanta che ci proietta all’interno della storia internazionale della Pop Art. Sono convinto che anche stavolta il pubblico risponderà alla grande nei quasi tre mesi di esposizione della mostra: non a caso abbiamo scelto un’artista globale e conosciuto in tutto il mondo, visto che stiamo entrando nel pieno della stagione turistica con tante persone provenienti da tutta Europa. Ringrazio il prezioso contributo di Matteo Vanzan, curatore e organizzatore della mostra, senza il quale tutto questo non sarebbe stato possibile”.    Roy Lichtenstein, uno dei più importanti artisti della Pop americana, è stato protagonista indiscusso, assieme ad Andy Warhol, del ritorno alla figurazione negli anni Sessanta dopo la stagione Informale. Le sue opere, ormai entrate nel mito, si rifanno ad un immaginario collettivo fatto di fumetti, pubblicità, personaggi della Walt Disney, piloti dell'areonautica militare rispondendo alla necessità di spersonalizzare l'opera d'arte dai sui più intimi significati non essendo, come dichiarò lui stesso, “interessato a divulgare tematiche che insegnino qualcosa alla gente, o che cerchino, in qualche modo, di migliorare la società”.    “Il percorso espositivo” spiega il curatore della mostra Matteo Vanzan “è strutturato per offrire una panoramica sull'opera di Lichtenstein e della sua celebre tecnica pittorica che, in linea con le ricerche warholiane, mira ad associare la creazione artistica ad un vero e proprio prodotto industriale partendo però sempre dal disegno, di cui abbiamo un esemplare esposto in mostra. La tecnica dei punti Ben Day, il cui nome deriva dall'illustratore e stampatore del XIX secolo Benjamin Henry Day che li ha introdotti per la prima volta, ha portato Lichtenstein ad una riconoscibilità immediata all'interno del sistema dell'arte contemporanea facendolo diventare uno degli artisti più amati del secondo Novecento”.    In mostra saranno presenti alcuni dei suoi lavori più conosciuti come Crack! del 1963 usato come manifesto pubblicitario per annunciare la mostra di Lichtenstein alla Leo Castelli Gallery, As I open fire del 1967, Drowing Girl del 1987 edito dal MoMA di New York e tratto dal racconto Run for Love! della DC Comic, oltre ai suoi celebri omaggi agli artisti del passato Pablo Picasso e Carlo Carrà con The red horsemen del 1975. Di grande importanza sarà anche l'aspetto emozionale della mostra, il cui obiettivo sarà quello di trasportare il visitatore all'interno di un'epoca intramontabile attraverso la proiezione di film, documentari come Woodstock e una ricca colonna sonora fatta di brani di Beatles, Rolling Stones, Jimi Hendrix, The Who, Janis Joplin e molti altri ancora. “A completamento dell'esposizione” conclude Vanzan “abbiamo voluto rendere omaggio ad alcune delle personalità più importanti dell'arte degli anni Sessanta come il vincitore del Gran Premio della Biennale di Venezia del 1964 Robert Rauschenberg, Andy Warhol, l'inglese Joe Tilson, Jim Dine oltre ad una parentesi dovuta sia al Nouveau Réalisme con Arman, Yves Klein e Mimmo Rotella”.  

SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
COMMENTI