Pablo Betti. Temperantia

© Pablo Betti

 

Dal 27 Aprile 2017 al 27 Maggio 2017

Cagliari

Luogo: The AB Factory

Telefono per informazioni: +39.070.657665

E-Mail info: info@theabfactory.it

Sito ufficiale: http://www.TheABFactory.it


Comunicato Stampa:
The AB Factory è lieta di presentare una grande personale con le opere di Pablo Betti, artista internazionale della “TEMPERANTIA”, nato a San Fernando, in Argentina, nel 1955, dove a lungo ha lavorato a Buenos Aires, per poi trasferirsi a Ginevra, e da alcuni anni, a Cagliari dove soggiorna per alcuni mesi all’anno.

La produzione più recente e inedita di Pablo Betti troverà la sua cornice negli spazi di The AB Factory che si lascia alle spalle gli echi, ancora risonanti, della mostra #MultiStreetArt, per affacciarsi nella pittura e nel racconto raffinato dell'artista contemporaneo Pablo Betti.

Le sue opere non sono paesaggi, sono orizzonti e visioni aeree della mente, del pensiero astratto che trova forma nelle regole della sezione aurea, mentre il colore e la composizione sono come intime memorie, direttamente estratte dalle steppe della Pampa argentina.

Sono oltre trenta opere da osservare in modo rilassato, per poter meglio leggere tra le righe del “racconto”, per farsi trasportare dall’emozione, dalla luce dei cromatismi e dai percorsi delle forme disegnate, colorate e texturizzate, quasi a rilievo, su una superficie piana come la tela e la carta pregiata.

“Felici di supportare un artista di caratura internazionale per la sua prima personale a Cagliari, un’occasione unica per conoscere la Temperanza di Pablo Betti, con oltre trenta opere inedite realizzate appositamente per la mostra” dichiara il fondatore di The AB Factory Andrea Concas.

Caratterizzeranno il VERNISSAGE, a Cagliari in Via Alagon 29, previsto per il 27 Aprile 2017 dalle ore 18,30 alle 22,00, l’allestimento suggestivo della gallery e l’accompagnamento musicale e dei ballerini di tango Argentino con welcome drinks a tema.

Pablo Betti, artista, San Fernando – Argentina - 1955.
Pablo Betti artista argentino della “Temperantia”, l’arte e la virtù della pratica della moderazione, la condizione ascetica citata nell’antico testamento,  indicata da Tomaso d’Acquino  come “virtù cardinale” insieme a prudenza, giustizia e fortezza, ricompresa , nei cinque “precetti” di Gautama Buddha.
Pablo Betti, più spontaneamente Pablo, come Pablo Picasso, Pablo Neruda, Pablo Betti artista contemporaneo, argentino e internazionale, che fa della “Temperanza” una chiara, ma non facile, regola di vita.
È straordinario conoscere Pablo, è illuminante, sereno, ma per lui, e forse più di lui, “parlano” e raccontano le sue opere, in modo lacerante “strappate”, come intime memorie, direttamente dalle steppe argentine.
Le forme e i colori delle sue opere, diventate universali, risentono, infatti, dello stesso clima della Pampa, un luogo dove le temperature  oscillano, nell’anno, tra i meno  e i  più trenta gradi centigradi, dove la vegetazione si compatta irrigidita per sopravvivere agli eventi, non solo del tempo.
L’arte di Pablo è diventata uno strumento, ormai “quieto”, di rappresentazione della drammaticità e della catarsi di un popolo e di uno Stato, l’Argentina, che non teme di descriversi come: “un posto in (fondo) al mondo”.
Nelle opere di Pablo prevale un pensiero collettivo di cui lui si fa interprete raffinato, “temperato”, talvolta  monocromatico, come l’opera di Giotto che, nella Cappella degli Scrovegni  a Padova, ritrae la virtù della “temperanza” in una donna con una spada strettamente annodata tra le vesti, per non essere usata, per non offendere nessuno.
L’arte di Pablo non “offende” mai nessuno, neppure l’insegnamento e “l’etica” di quell’accademismo argentino  al quale si è ribellato con sforzi “sovraumani” riconoscendone le radici e sostituendole con simboliche e sottili tracce di strade, tratturi, percorsi tortuosi, reticoli viari, segnati intorno ad arbusti bruciati dal vento, dal freddo e dal sole.
Non sono paesaggi le sue opere, sono orizzonti e visioni aeree della mente, del pensiero astratto che trova forma, colore e composizione con le stesse regole della sezione aurea, della Divina Proporzione, dell’arte espressione viva  e permeante della cristianità approdata e radicata nelle Americhe dopo il 1492.
Anche i colori sono espressioni continue di un pensare e ricercare infinito, impegnativo quasi allo stremo, sino a ritrovare nell’opera compiuta una “pace interiore”, sapendo che, tuttavia, saranno gli spettatori e gli acquirenti dell’opera, i veri fruitori di questa pace visiva e materica, perché Pablo riprenderà a lavorare, a ricercare, a scoprire, è la sua “missione”.
Pablo interviene nelle sue opere con tutti  i quattro elementi naturali “terra, acqua, aria e fuoco” sublimati nella quinta essenza dello “spirito” dove si raccolgono i suoi riferimenti, le sue radici e memorie, come quelle dell’acqua del Rio la Plata a Buenos Aires, del lago di Lemano a Ginevra, dove ha lavorato ed esposto in molte gallerie, il mare blu del Golfo degli Angeli a Cagliari dove lavora per sette mesi all’anno.
Pablo insegue una propria “ via della luce”, una strada già percorsa  nel 1796 dal fotografo  francese J.N. Niépce  che impressionò, proprio a Cagliari, la prima lastra fotosensibile chiamando la tecnica “Eliografia”, grafia del sole, della luce, come i dipinti di Pablo Betti.   
È necessario stare comodi mentre si osservano i dipinti di Pablo, non bisogna avere fretta ma essere rilassati, lasciare spazio all’osservazione, alla riflessione, al piacere unico e personale di apprezzare, di capire tra le righe, scoprire quel filo sottile della memoria, tracciato con un pennello zero, che nella realtà è robusto, lungo, capace di attraversare l’oceano atlantico, il mare Mediterraneo per approdare in una terra antica come la Sardegna.
Oltre 30 opere inedite esposte, su carta e su tela.
Sarà disponibile il catalogo della Mostra.




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