Rodolfo Lacquaniti. The Garbage Revolution
Rodolfo Lacquaniti. The Garbage Revolution, Stazione Leopolda, Firenze
Dal 22 Gennaio 2014 al 26 Gennaio 2014
Firenze | Visualizza tutte le mostre a Firenze
Luogo: Stazione Leopolda
Indirizzo: viale Fratelli Rosselli 5
Orari: tutti i giorni 10-21
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 055 212622
E-Mail info: info@stazione-leopolda.com
Sito ufficiale: http://www.stazione-leopolda.com
Rodolfo Lacquaniti è l’ideatore e realizzatore del Giardino Viaggio di Ritorno, uno dei piu’ rilevanti Giardini d’Arte Ambientale d’Europa, immerso nel verde della Maremma ha fatto da scenario del film “La Storia di Sonia” di Lorenzo Guarnieri, per il quale l’artista è stato recentemente premiato ai Los Angeles Movie Awards nella categoria Best Production Design.
Parte quindi dalla significativa realtà del Giardino Viaggio di Ritorno il progetto The Garbage Revolution per approdare a Firenze alla Stazione Leopolda all’interno della manifestazione di moda Vintage Selection. La mostra sarà inaugurata il 22 gennaio 2014 dalle ore 18 alle 21 e proseguirà fino al 26 gennaio 2014.
Con The Garbage Revolution Rodolfo Lacquaniti si presenta al pubblico internazionale con i linguaggi dell’arte totale: istallazioni, video-art, pittura,performance, musica, fotografia, parola, gesto, live art, poesia. Il momento di riflessione parte dall’impoverimento energetico che affligge l’uomo contemporaneo: “ Il pacchetto energetico regalatoci alla nostra nascita si assottiglia sempre di più riducendo l’uomo contemporaneo a vivere nelle “piccole stanze”.
La visione creativa di Rodolfo Lacquaniti si muove nel riutilizzo di oggetti, scarti, rifiuti che assemblati tra di loro diventano arte universale. L’artista presenta così The Garbage Revolution: “Mutanti H202 di ultima generazione si sono assemblati tra i rifiuti della “montagna”. Sono la cicatrice metropolitana, la ruga urbana della discarica ribelle. Registrano emozioni, esplorano mondi inesplorati e imprevedibili confronti. Registrano lo stato di guerra tra umani e il loro mondo, il collasso delle risorse, la crescita senza fine, l’inquinamento, la scatenante rivoluzione-tecno, l’indispensabile dipendenza dal mondo naturale, l’insaziabile cupidigia, le accelerazioni continue. Cercano: connessioni con individui umani, interscambi d’energia, esplorazioni della forma, luce, la silenziosa veggenza, la metamorfosi, le costellazioni, il suono della pioggia. Hanno appena iniziato il Viaggio di Ritorno, un viaggio verso l’energia.”
The garbage revolution è un progetto che vuole intensificare il percorso già intrapreso tra discipline artistiche e forme di espressione contemporanee. L’obiettivo è il rafforzamento di un dialogo tra l’arte e il pubblico di diversa provenienza, tramite molteplici modalità di condivisione di uno spazio culturale. L’arte interagisce con il territorio, con la comunità producendo modelli per cambiamenti sociali. Oltre a promuovere una produzione artistica lontana dalle strategie di mercato, l’intento è quello di supportare una fonte d’ispirazione calata su una comunità. Questo serve per stimolare riflessioni e dibattiti, promuovere diverse forme di collaborazione, accogliere nuove visioni,trovare originali ideazioni.
The “Garbage revolution” è la rivoluzione di un “popolo” costituito da quasi cento mutanti H202 con ognuno un codice personale all’interno del quale sono descritte circostanze, incontri, relazioni, influenze che ogni singolo scarto ha avuto con l’artista e con il mondo che lo ha generato.
Il barattolo grigio e nudo sulla collina del Tennessee che Stevens Wallace descriveva nel 1919 ora è diventata un immensa montagna che ogni giorno si ricompone minacciandoci come nella descrizione epocale che ci ha regalato Italo Calvino nella città di Leonia nel libro le Città Invisibili.
Scrive Paolo Campiglio storico dell’arte contemporanea: “Sono affascinato da The Garbage Revolution e da questi personaggi perché sono antichi e moderni insieme. Inoltre sono parte di noi, nel senso che contengono la nostra storia: ripropongono quegli oggetti che abbiamo posseduto per un certo periodo della nostra vita e poi abbiamo rifiutato come scarti, migliaia di oggetti che tutti i giorni rifiutiamo che non vediamo più. Poi ritornano e ci sommergono. I personaggi sono parte della nostra storia personale ma al tempo stesso ricordano il Barocco, hanno dentro tutta la storia dell’arte del Novecento: c’è Picasso, c’e tutto un mondo che ci sembrava dimenticato e che invece si ripresenta con una forza veramente magica.
Parte quindi dalla significativa realtà del Giardino Viaggio di Ritorno il progetto The Garbage Revolution per approdare a Firenze alla Stazione Leopolda all’interno della manifestazione di moda Vintage Selection. La mostra sarà inaugurata il 22 gennaio 2014 dalle ore 18 alle 21 e proseguirà fino al 26 gennaio 2014.
Con The Garbage Revolution Rodolfo Lacquaniti si presenta al pubblico internazionale con i linguaggi dell’arte totale: istallazioni, video-art, pittura,performance, musica, fotografia, parola, gesto, live art, poesia. Il momento di riflessione parte dall’impoverimento energetico che affligge l’uomo contemporaneo: “ Il pacchetto energetico regalatoci alla nostra nascita si assottiglia sempre di più riducendo l’uomo contemporaneo a vivere nelle “piccole stanze”.
La visione creativa di Rodolfo Lacquaniti si muove nel riutilizzo di oggetti, scarti, rifiuti che assemblati tra di loro diventano arte universale. L’artista presenta così The Garbage Revolution: “Mutanti H202 di ultima generazione si sono assemblati tra i rifiuti della “montagna”. Sono la cicatrice metropolitana, la ruga urbana della discarica ribelle. Registrano emozioni, esplorano mondi inesplorati e imprevedibili confronti. Registrano lo stato di guerra tra umani e il loro mondo, il collasso delle risorse, la crescita senza fine, l’inquinamento, la scatenante rivoluzione-tecno, l’indispensabile dipendenza dal mondo naturale, l’insaziabile cupidigia, le accelerazioni continue. Cercano: connessioni con individui umani, interscambi d’energia, esplorazioni della forma, luce, la silenziosa veggenza, la metamorfosi, le costellazioni, il suono della pioggia. Hanno appena iniziato il Viaggio di Ritorno, un viaggio verso l’energia.”
The garbage revolution è un progetto che vuole intensificare il percorso già intrapreso tra discipline artistiche e forme di espressione contemporanee. L’obiettivo è il rafforzamento di un dialogo tra l’arte e il pubblico di diversa provenienza, tramite molteplici modalità di condivisione di uno spazio culturale. L’arte interagisce con il territorio, con la comunità producendo modelli per cambiamenti sociali. Oltre a promuovere una produzione artistica lontana dalle strategie di mercato, l’intento è quello di supportare una fonte d’ispirazione calata su una comunità. Questo serve per stimolare riflessioni e dibattiti, promuovere diverse forme di collaborazione, accogliere nuove visioni,trovare originali ideazioni.
The “Garbage revolution” è la rivoluzione di un “popolo” costituito da quasi cento mutanti H202 con ognuno un codice personale all’interno del quale sono descritte circostanze, incontri, relazioni, influenze che ogni singolo scarto ha avuto con l’artista e con il mondo che lo ha generato.
Il barattolo grigio e nudo sulla collina del Tennessee che Stevens Wallace descriveva nel 1919 ora è diventata un immensa montagna che ogni giorno si ricompone minacciandoci come nella descrizione epocale che ci ha regalato Italo Calvino nella città di Leonia nel libro le Città Invisibili.
Scrive Paolo Campiglio storico dell’arte contemporanea: “Sono affascinato da The Garbage Revolution e da questi personaggi perché sono antichi e moderni insieme. Inoltre sono parte di noi, nel senso che contengono la nostra storia: ripropongono quegli oggetti che abbiamo posseduto per un certo periodo della nostra vita e poi abbiamo rifiutato come scarti, migliaia di oggetti che tutti i giorni rifiutiamo che non vediamo più. Poi ritornano e ci sommergono. I personaggi sono parte della nostra storia personale ma al tempo stesso ricordano il Barocco, hanno dentro tutta la storia dell’arte del Novecento: c’è Picasso, c’e tutto un mondo che ci sembrava dimenticato e che invece si ripresenta con una forza veramente magica.
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