Paul Wiedmer. Ferro. Forme. Energia

Paul Wiedmer, Freiburg. Metallo, 66x54x45cm. Collezione dell'artista

 

Dal 15 Aprile 2017 al 28 Maggio 2017

Cecina | Livorno

Luogo: Fondazione Culturale Hermann Geiger

Costo del biglietto: ingresso gratuito


Comunicato Stampa:
Gli «Objets boudlés» nascono dall’assemblaggio di rottami in ferro rinvenuti con l’ausilio di un metal detector e dissotterrati nei cantoni svizzeri. Sono queste le creazioni al centro della mostra personale «Paul Wiedmer. Ferro. Forme. Energia», dal 15 aprile al 28 maggio nelle sale della Fondazione Culturale Hermann Geiger, in piazza Guerrazzi 32 a Cecina (Livorno). L’esposizione, a ingresso gratuito, presenta la serie di 26 lavori realizzati da Paul Wiedmer tra il 1974 e il 1976 con detriti metallici assemblati in base al luogo del loro recupero, ognuno dei quali accompagnato da una litografia.

La ricerca di Wiedmer si basa sulla sintesi tra i prodotti dell’industria pesante e la natura. Tutto è sottoposto alla legge costante del mutamento e mosso da un’armonia profonda che l’artista esplora attraverso le forme organiche del metallo. Sono presenti in queste opere i concetti essenziali della ricerca, dello scavo, dell’estrazione dalla terra di oggetti legati intimamente ad essa, poiché spesso frammenti di attrezzi agricoli. C’è inoltre l’idea dell’inventariare, del catalogare in modo sistematico, separando e riunendo i reperti secondo la provenienza.

A completare il percorso espositivo, due opere recenti: «Lava», realizzata nel 2015 e dedicata alle forze che scaturiscono dalle profondità della terra, e l’installazione «Stützen der Gesellschaft», realizzata tra il 2011 e il 2016, composta da 13 puntelli a croce da edilizia ricoperti da colori brillanti e da forme metalliche saldate, ispirata al dramma «I pilastri della società» di Henrik Ibsen. Nell’ammirare le opere di Wiedmer si nota subito la profonda sintonia con il Nouveau Réalisme e la poetica del recupero di oggetti della società industriale, opportunamente rivitalizzati tramite l’accumulo e l’assemblaggio, a cui si aggiunge però una componente concettuale che si avvicina a quelli che sono stati gli sviluppi successivi dell’arte del Novecento.

Paul Wiedmer è stato assistente di Bernard Luginbühl, Jean Tinguely e Niki de Saint Phalle, con i quali ha collaborato alla creazione di molte grandi opere, come il «Golem» a Gerusalemme, «Chaos» a Columbus, nell’Indiana, il «Cyclop» a Milly-la-Forêt, il «Crocrodrome» a Parigi e il «Giardino dei Tarocchi» a Capalbio, in Toscana. Sviluppato nel frattempo uno stile personale, Wiedmer trova nel fuoco e nel ferro le cifre della sua poetica; tutta la sua produzione indaga le forze generative della natura, i meccanismi del cosmo, le energie che scaturiscono dalla terra. Dal 1997 l’arte di Paul Wiedmer ha trovato il suo spazio naturale a Civitella d’Agliano, nel viterbese, dove ha realizzato il parco d’artista «La Serpara». Qui, in perfetta armonia con la natura, vivono i lavori dello scultore e di molti artisti che condividono la sua stessa sensibilità.

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