Antonio Ievolella. Sculture

Antonio Ievolella. Sculture, Galleria Cavour, Padova

 

Dal 25 Ottobre 2014 al 11 Gennaio 2015

Padova

Luogo: Galleria Cavour

Indirizzo: piazza Cavour

Orari: 10-13 / 15-19; chiuso lunedì non festivi, Natale, Santo Stefano e Capodanno

Enti promotori:

  • Assessorato Cultura e Turismo - Comune di Padova

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 049 8204528-29

E-Mail info: infocultura@comune.padova.it

Sito ufficiale: http://padovacultura.padovanet.it


Dal 25 ottobre 2014 all'11 gennaio 2015, avrà luogo a Padova la più grande antologica sin qui realizzata, che l'Assessorato Cultura e Turismo del Comune di Padova dedica allo scultore Antonio Ievolella. Due i percorsi espositivi: quello allestito nella Galleria Cavour, nell'omonima piazza, che ospiterà piccole sculture, maquettes per le grandi installazioni, disegni e carte con tecniche miste; e quello open air, che si snoderà nello spazio urbano, dove verranno installate dove verranno installate dodici sculture monumentali del maestro Ievolella (Loggia della Gran Guardia, piazzale San Giovanni, piazzale Stazione, piazzetta Valentini Terrani, piazzetta Pedrocchi, Porta Santa Croce, via Giotto, via Gozzi, via Gualchiere, riviera Ponti Romani, via San Fermo). Beneventano di nascita e padovano d’adozione, Antonio Ievolella ha sempre concepito la scultura come forma plastica simbolica, carica di evocazioni e di indizi narrativi capaci di riportare alla luce oggetti di una memoria soggettiva ma, allo stesso tempo, arcaica e collettiva. L'artista lavora con materiali che ostentano peso e gravità: all’inizio della sua carriera fu il tufo, poi legno e piombo e, dagli anni Novanta, l’acciaio corten. Le grandi dimensioni fanno parte della sua ispirazione creativa. Il fare imponente, monumentale a partire da forme non figurative ma intensamente allusive, lo hanno condotto alla misura urbana non solo dialogante con gli spazi intorno, ma generatrice essa stessa di senso, in grado di rinominare la realtà pre-esistente. 
Dopo alcune esperienze di grande valore anche riflessivo, come la collettiva site specific a Villa Domenica nel 1987 (con Mattiacci, Nagasawa, Nunzio, Icaro etc..), viene notato e apprezzato da Giovanni Carandente che lo vuole nella sua Biennale del 1988, nella indimenticabile sezione Sculture ai giardini. Da allora si susseguono mostre collettive e personali. Héléne de Franchis, dello Studio La Città di Verona, lo porta alle Fiere internazionali d’arte e inizia un collezionismo di alto profilo, soprattutto italiano e tedesco. Rimarchevoli e di grande potenza espressiva sono le sue fontane o “sculture per acqua” come quella in parco privato a Battaglia Terme titolata Campo di grano (ma conosciuta anche come Buon vento) e formata da una foresta di tubi in acciaio corten e rame di diversa lunghezza (per un totale di circa 2.700 metri), a guisa di canne sospinte e piegate dal vento, che entra e risuona nei piccoli coni di rame che fioriscono tra i tubi, e quella pubblica di Voltabarozzo chiamata Fontana. 
L’installazione I Guardiani della dormiente, che trasforma in una piazza monumentale l’ingresso al cimitero di Rio, è la sua opera più organica e complessa, una specie di paradigma della sua poetica. 
Da ultimo la grande installazione di due ghirbe giganti nella chiesa dell’Incoronata a Napoli, riproposte ora a Padova, fanno di Ievolella uno dei massimi scultori della nostra età, in grado di rappresentare con autorevolezza il polo della resistenza e della potenza della materia nel dominio incontrastato della realtà immateriale. 
Nel catalogo Skira che accompagna l'esposizione, con un regesto generale delle opere dello scultore, testi della curatrice, Virginia Baradel, e di Enrico Crispolti, Andrea Del Guercio, Marina Bakos, Franco Biscossa e una nota poetico-visiva di stima e amicizia di Mimmo Paladino.

Giovedì 13 novembre, ore 17.30 Auditorium del Centro culturale Altinate San Gaetano Incontro dal titolo Cos'è più la scultura? con interventi di Virginia Baradel, Andrea Del Guercio, Riccardo Caldura, Marina Bakos.

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