La Trottola e il Robot. Tra Balla, Casorati e Capogrossi

© Ph. Anna Positano | La Trottola e il Robot. Tra Balla, Casorati e Capogrossi, PALP Palazzo Pretorio Pontedera

 

Dal 11 Novembre 2017 al 22 Aprile 2018

Pontedera | Pisa

Luogo: PALP Palazzo Pretorio Pontedera

Indirizzo: piazza Curtatone e Montanara

Curatori: Daniela Fonti, Filippo Bacci di Capaci

Enti promotori:

  • Fondazione per la Cultura Pontedera
  • Comune di Pontedera
  • Fondazione Pisa
  • In collaborazione con l’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa
  • Con il patrocinio della Regione Toscana e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

Costo del biglietto: intero € 7, ridotto € 5

Telefono per informazioni: +39 0587 468487

E-Mail info: info@pontederaperlacultura.it

Sito ufficiale: http://www.palp-pontedera.it


Comunicato Stampa:
L’11 novembre 2017, al PALP Palazzo Pretorio di Pontedera, si inaugura la grande mostra La trottola e il robot. Tra Balla, Casorati e Capogrossi, curata da Daniela Fonti e Filippo Bacci di Capaci e promossa dalla Fondazione per la Cultura Pontedera, dal Comune di Pontedera e dalla Fondazione Pisa, in collaborazione con l’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e con il patrocinio della Regione Toscana e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

La mostra, che proseguirà sino al 22 aprile 2018, nasce intorno ad una prestigiosa collezione di giocattoli d’epoca di proprietà del Comune di Roma, presentando insieme agli antichi balocchi circa 110 opere di artisti italiani attivi tra il 1860 e il 1980. La trottola e il robot mette a confronto due aspetti della creatività legati all’infanzia, quello che si traduce negli oggetti concreti, i giocattoli, creati un tempo dagli artigiani e poi dall’industria, e quello che rappresenta e interpreta il gioco infantile nelle arti figurative e plastiche italiane, dalla fine del XIX secolo alla seconda metà del XX. Si tratta di due universi separati, che solo di quando in quando hanno trovato modo di rispecchiarsi gli uni (i giocattoli) nelle altre (le opere d’arte) e il lungo racconto di figure ed oggetti che si snoda nelle sale espositive di Palazzo Pretorio, offre da differenti, dialettici o integrati punti di vista un osservatorio inedito e suggestivo sui mutamenti della società italiana nel corso dei decenni, sulle variazioni dei modelli pedagogici, di vita e di pensiero e sul rapporto spesso controverso fra il mondo degli adulti e quello – assai più misterioso – dei bambini.

Le opere degli artisti italiani che hanno prediletto il tema dell’infanzia, dialogheranno in mostra, intorno ad alcuni temi chiave, con nuclei di oggetti ludici, scelti di volta in volta per la loro valenza sociale, didattica, ma anche più latamente simbolica e onirica; di questi saranno messi in evidenza il mutamento formale, l’avvicendarsi dei materiali in uso, il loro attingere ai mutamenti tecnologici in atto.

Fra i temi significativi individuati nella sequenza espositiva, la casa coincide con la rappresentazione dello spazio interno, dell’intimità domestica nella quale si svolge la vita quotidiana dell’adulto e il gioco del bambino. Grandi modelli di casa di bambola, differenziati fra il modello alto borghese e quello più dimesso, bambole d’epoca, arredi in miniatura sono posti a confronto con le opere di Zandomeneghi, Balla, Casorati, Cambellotti, Francalancia, Campigli, Viani, Pirandello, Novelli con i giocattoli creati dagli artisti. Il rapporto del bambino con la vita degli adulti, oltreché nel gioco, si configura nei modelli dell’educazione infantile che per tradizione vi sono associati; gli artisti ritraggono volentieri i momenti di formazione del fanciullo, dall’apprendimento scolastico all’educazione al canto, alla musica, alla lettura. In sala opere di Mancini, Cambellotti, Lloyd, Levi, Capogrossi, Casorati, Mafai, Pirandello. Il gioco all’esterno predispone il bambino a una diversa percezione del mondo con una dilatazione degli orizzonti immaginativi nella quale rientrano la piena percezione di sé e del movimento, il tema del viaggio, dell’esotismo; alle pareti opere di Muzzioli, Corcos, Boccioni, Müller, Erba, Magri, Sartorio, Capogrossi, Gentilini. Il teatro e il circo protraggono lo stupore del gioco fino all’età adulta; le opere di Balla, Cambellotti, Depero, Casorati, Natali, Capogrossi, Levy s’ispirano a questo “doppio” fantastico del mondo che si rinnova sempre e si mettono a confronto con modellini teatrali, giostre per bambini e marionette. Giochi senza età richiama la valenza pedagogica del gioco, la capacità di sviluppare nel fanciullo, e più tardi nell’adulto, le sue doti di apprendimento, le facoltà critiche e tutte quelle attitudini all’organizzazione dell’azione nello spazio e nel tempo; i quadri e le sculture (di Boccioni, Pasquarosa, De Pisis, Raphael, Severini Novelli, Santoro, Novak) hanno per protagonisti i giochi, dal domino alle carte, dagli scacchi ai tarocchi. La sala degli automi, infine, rinvia allo sviluppo, illustrato attraverso i giocattoli presenti nella collezione, del tema dell’automazione, che dai primi ingenui elementi a molla arriva ai più sofisticati congegni moderni. Molti gli artisti che nel corso di un secolo hanno riflettuto sulla possibilità di creare delle copie di sé animate meccanicamente, sull’ambivalenza uomo/manichino, sulla sua trasformazione in robot meccanico: la Metafisica, il Futurismo, più tardi l’irridente Patafisica hanno a diverse riprese rilanciato il tema, con valenze espressioniste, giocose, tragiche o ironiche (in mostra opere di Grassi, Sironi, Pannaggi, Prampolini, Depero, Casorati e Baj). In questa sezione, si stabilisce un significativo collegamento con l’ambito di ricerche nella biorobotica condotte dall’Istituto Sant’Anna di Pisa, centro di eccellenza universitaria italiano e partner della mostra.

La mostra è corredata da un catalogo a cura di Daniela Fonti e Filippo Bacci di Capaci, con testi dei curatori, di Cristina Biagi, Giovanna Conti, Paolo Dario, Emma Marconcini, Gianfranco Staccioli e Claudia Terenzi (Bandecchi & Vivaldi).

Orario: da martedì a domenica 10-20, lunedì chiuso

In occasione della mostra da venerdì 26 gennaio parte un ciclo di incontri dedicati, come l’esposizione, al tema dell’infanzia e al modo in cui è stata rappresentata e interpretata nelle arti figurative e plastiche italiane, dalla fine del XIX secolo sino agli anni Ottanta del Novecento. Ad organizzarlo è la Fondazione per la Cultura Pontedera, che ha promosso la mostra insieme al Comune di Pontedera e alla Fondazione Pisa, in collaborazione conl’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisae con ilpatrocinio della Regione Toscana e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
 
Gli incontri saranno quattro, tutti ad ingresso gratuito, e si terranno ogni tre settimane nelle sale del museo (l’eventuale visita alla mostra, invece, sarà a pagamento).
 
Ad aprire la rassegna, venerdì 26 gennaio alle ore 21, sarà Matteo Fochessati, curatore della Wolfsoniana di Genova, con la conferenza La cameretta dei bambini. Giochi, arredi e letture per l’infanzia nella prima metà del Novecento che propone una lettura focalizzata sulle arti decorative e sulla grafica. Partendo dal confronto tra la stanza di Pinocchio, che apre il percorso espositivo di Pontedera, e una coeva cameretta concepita e decorata da Antonio Rubino, l’intervento intende inquadrare le principali linee di tendenza stilistica e di gusto presenti all’epoca nella raffigurazione del mondo dell’infanzia, ma anche le modalità espressive e progettuali con cui furono allora ideati gli ambienti nei quali si svolgeva, a casa e a scuola, la vita quotidiana dei bambini. Da Rubino a Balla, da Cambellotti ad Angoletta, la conferenza includerà anche casi significativi come l’uso dell’immagine del bambino nella propaganda politica o la creazione di ambienti destinati all’infanzia nei transatlantici.
 
Il secondo appuntamento, venerdì 16 febbraio, sempre alle ore 21, sarà con Daniela Fonti, curatrice della mostra insieme a Filippo Bacci di Capaci, e Claudia Terenzi, che ha redatto i testi introduttivi alle varie sezioni del catalogo. Il loro incontro, Gioco, infanzia e arte dal Futurismo agli anni Sessanta, sarà una carrellata a due voci, sul filo della narrazione realizzata nella mostra, sull’arte del XX secolo, attenta al racconto dell’infanzia, al gioco e alla creatività.

Ma i temi affrontati saranno tanti e nei modi più vari: mercoledì 7 marzo, stavolta alle 17.30, sarà la volta di Matteo Frasca, Presidente dell’Associazione Matura Infanzia, che terrà la conferenza Fare, pensare e inventare i giochi nell’educazione, dedicata ai genitori, agli insegnanti, ma anche ai bambini e alle bambine.

L'incontro si prefigge lo scopo di costruire oggi, nel 2018, un inventario e un almanacco di giochi e di attività ludiche tra genitori e figli, insegnanti e studenti, adulti, bambine e bambini insieme. Partendo da alcuni quadri e alcuni giocattoli esposti al Palp, i partecipanti verranno invitati a riflettere, a raccontare  e quindi a produrre un inventario di giochi intergenerazionale che vada bene oggi per la comunità. La domanda che verrà posta è: a casa, a scuola, in cortile, per la strada, nel parco, in viaggio, che cosa si può fare, cosa ci piacerebbe? Come aiuto per dare una risposta, ci saranno le grammatiche fantastiche di Gianni Rodari e il costruttivismo pedagogico dell'educazione attiva, sì da portare il gioco dentro ad un vero e proprio circolo culturale comunitario.
 
In chiusura, mercoledì 21 marzo, ancora alle 17.30, lo scrittore e pedagogista Gianfranco Staccioli, autore del bellissimo testo in catalogo “Il caleidoscopico mondo del giocattolo”, parlerà su Il gioco dell’esplorazione: una riflessione sull’atto del giocare - che sia al chiuso, all’aperto, con giocattoli o senza - che per i bambini è sempre un’avventura. Giocando esplorano mondi nuovi, cercano di comprendere come sia variegato l’universo delle cose e intrecciato quello delle persone, toccano con mano la fuggevolezza, ma anche la forza, della strada degli affetti e delle emozioni.
 
26 gennaio 2018, ore 21
La cameretta dei bambini. Giochi, arredi e letture per l’infanzia nella prima metà del novecento
Matteo Fochessati
Curatore Wolfsoniana Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura Genova
 
16 febbraio 2018, ore 21
Gioco, infanzia e arte dal Futurismo agli anni Sessanta
Daniela Fonti
Curatrice della mostra
Claudia Terenzi
Autrice di testi in catalogo
 
7 marzo 2018, ore 17.30
Fare, pensare e inventare i giochi nell’educazione
Matteo Frasca
Presidente Associazione Matura Infanzia
 
21 marzo 2018, ore 17.30
Il gioco dell’esplorazione
Gianfranco Staccioli
Pedagosista e scrittore


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