Il Panda siamo noi

Il Panda siamo noi, Acquario Romano, Roma

 

Dal 13 Marzo 2024 al 17 Marzo 2024

Roma

Luogo: Acquario Romano

Indirizzo: Piazza Manfredo Fanti 47

Orari: ore 10-19

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Sito ufficiale: http://www.wwf.it/cosa-facciamo/eventi/mostra-fotografica-il-panda-siamo-noi/


12 grandi artisti, che hanno accolto l’invito del WWF a farsi ritrarre in simbiosi con le specie animali minacciate di estinzione, sono i protagonisti della mostra fotografica “Il Panda siamo noi”, nata da un’idea dei fotografi Alessandro Dobici, Alberto Cambone e Roberto Isotti e dedicata all’omonima campagna del WWF.
 
Alan Cappelli Goetz, Maria Grazia Cucinotta, Sabrina Ferilli, Stefano Fresi, Caterina Guzzanti, Vinicio Marchioni, Caterina Murino, Lillo Petrolo, Virginia Raffaele, Maya Sansa e Luca Ward si sono “specchiati” nello sguardo di chi, attraverso i loro volti, potrà in qualche modo parlare, ed essere finalmente rappresentato: leonessa, lupo, orso, leopardo e altri iconici rappresentanti della vita selvaggia sono i soggetti il cui sguardo è riflesso da un immaginario specchio.
 
La nostra specie condivide con la natura le stesse sembianze, l’origine, la casa, il futuro. Dove vivono bene gli animali viviamo bene anche noi. Da qui inizia l’ispirazione che ha fatto nascere il progetto fotografico “Il Panda Siamo Noi”, realizzato per il WWF Italia dai fotografi Alessandro Dobici, Alberto Cambone e Roberto Isotti, che invita il pubblico a riconoscersi nella Natura per imparare a proteggerla, perché ​solo in questo modo sarà possibile proteggere anche noi stessi. 
 
La mostra ospiterà due sezioni. Quella centrale, intitolata “Il Panda siamo Noi” ha come protagonisti i 12 dittici composti dal ritratto di un artista, realizzato da Alessandro Dobici, accostato al ritratto di un animale, appartenente ad una specie a rischio, realizzato da Alberto Cambone e da Roberto Isotti. I dittici fotografici di esseri umani ed individui a rischio estinzione mostrano la profonda connessione tra specie umana e specie animali. La seconda sezione della mostra è intitolata Vanishing Beauty​ ed è dedicata alla biodiversità a rischio estinzione. Questa parte ospita 32 ritratti di animali tratti dal progetto Homo Ambiens di Alberto Cambone e Roberto Isotti. Queste due sezioni condividono la scelta del formato e del bianco e nero, per mettere in evidenza la simmetria tra il destino umano e quello degli altri animali.​  
 
La perdita di Natura e il rischio di sopravvivenza, per molte specie, avviene  ogni giorno in modo inesorabile. Ma noi siamo Natura. Ciò che accade non è distante da noi, non è altro da noi. Quando gli habitat si impoveriscono, quando le specie animali e vegetali scompaiono, scompare anche parte di noi. Vedere sparire il riflesso della natura è come non vedere più il nostro riflesso allo specchio.
 
La missione del WWF è costruire un futuro in cui le persone possano vivere in armonia con la natura e per farlo porta avanti i tre principali obiettivi di: arrestare la perdita di habitat naturali, conservando gli ecosistemi esistenti e rigenerando quelli degradati, garantendo forme di utilizzo sostenibili e la resilienza al cambiamento climatico; fermare le estinzioni innescate dall’uomo, stabilizzando o incrementando le popolazioni naturali;dimezzare l’impronta ecologica dei nostri sistemi di produzione e consumo, e le emissioni di gas serra.
 
I progetti di conservazione delle specie sono localizzati in tutti i continenti e riguardano prioritariamente: orsi (panda e orso polare), grandi felini (giaguaro, leopardo, leopardo delle nevi, tigre), elefanti, rinoceronti, grandi scimmie, cetacei, tartarughe marine, squali e razze, avvoltoi e storioni. Anche in Italia il WWF è da sempre impegnato nella tutela delle specie terrestri e marine con specifici progetti su grandi carnivori, uccelli rapaci, anfibi, rettili ed invertebrati.
 
Con la campagna #IlPandaSiamoNoi e con questa mostra, il WWF vuole ribadire un messaggio provocatorio, ma reale: difendere la Natura è azione imprescindibile per la tutela di noi stessi, della specie umana. Tutti noi condividiamo con la Natura le stesse sembianze, la stessa casa, lo stesso destino. 

Alessandro Dobici vive e lavora a Roma. Inizia la sua carriera di fotografo a 23 anni, pubblicando su alcune tra le più importanti testate di gruppi editoriali come Mondadori, Rcs e Condé Nast, e imponendosi in poco tempo come uno dei migliori ritrattisti italiani. Si è affermato nel campo della fotografia pubblicitaria con uno stile unico e originale, contribuendo al successo di importanti campagne pubblicitarie per conto delle maggiori agenzie.  
Il talento di Dobici si è espresso anche attraverso diverse collaborazioni nell’ambito musicale con le case discografiche leader nel settore, come storyteller visivo del percorso di artisti tra i quali Claudio Baglioni, che segue da più di venticinque anni.  
Dal 2004 al 2006 insegna fotografia alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma.   
La mostra “Alessandro Dobici, vent’anni di fotografia” è stata esposta a L’Avana, Cuba, presso l’Instituto Cubano de Amistad. Il Chiostro del Bramante a Roma e il Real Albergo dei Poveri a Palermo, hanno ospitato le sue opere.   
La RAI ha realizzato un documentario biografico sulla sua vita e il suo lavoro, trasmesso in prima serata su RAI5.   

Naturalisti, fotografi e fondatori di Homo ambiens, Alberto Cambone e Roberto Isotti si dedicano da oltre 25 anni alla Conservation Photography, il settore della fotografia naturalistica che concentra la propria attenzione sulla salvaguardia della natura. La fotografia porta Alberto e Roberto a viaggiare in tutto il mondo, documentando la bellezza e la fragilità degli ultimi paradisi rimasti sul nostro pianeta.   
La formazione scientifica permette loro di partecipare a progetti di ricerca internazionali, utilizzando tecniche fotografiche innovative. Da questi progetti nascono reportage, libri, mostre, lecture e collaborazioni con organizzazioni ambientaliste. Tra gli ultimi lavori: SIMBAMANGU (un volume monografico sul caracal, frutto della collaborazione con l’Università Sudafricana del Free State), i reportage pubblicati sulle riviste francesi Terre Sauvage (Qual Ours) e Nat’Images (Visions du Grand Nord), sulla rivista Tedesca NaturFoto (Ein Goldenes Blitzen) e su National Geographic Italia (Speciale Foreste, tesoro Mediterraneo). La collaborazione con Touring Editore ha dato loro l’opportunità di raccontare l’incredibile bellezza del patrimonio artistico italiano: le loro immagini dei 53 siti UNESCO Italiani sono esposte nelle aree di sosta autostradali e pubblicate in un volume che è giunto alla sua terza edizione.  

   

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