8 albe - The Time of The Moon

8 albe - The Time of The Moon, Dimora delle Balze, Noto

 

Dal 30 Luglio 2026 al 27 Agosto 2026

Luogo: Dimora delle Balze

Indirizzo: SS287, km 6/3

Curatori: Lucia Pietroiusti

Costo del biglietto: ingresso gratuito su prenotazione

E-Mail info: info@8albe.com

Sito ufficiale: http://www.8albe.com


Il 30 luglio, Noto, prende il via la quarta edizione di 8 albe, rassegna di arte contemporanea organizzata da Dimora delle Balze.Il programma, a cura di Lucia Pietroiusti - con l'assistenza di Danai Giannoglou -, si intitola The Time Of The Moon. Il ciclo di videoarte si struttura in cinque incontri, tra il 30 luglio e il 27 agosto prossimi, nei quali l'arte ancora una volta – e questa è la cifra della rassegna – si misura, e a reagisce, a tempi di profonda trasformazione. Se le opere che componevano il programma dello scorso anno, Tramonti: cosmogonie e fine dei mondi, ci accompagnavano a scoprire come nuove vite e conoscenze potevano emergere proprio dai momenti di fine e di collasso, questa edizione indaga una rinnovata e diffusa ricerca di intensità, di sublime e di nuove possibilità di connessione. Ancora una volta la partenza coincide con una disamina lucida, radicale dei tempi presenti, caratterizzati da instabilità politica e sempre più chiari rischi climatici che non trovano né saggezza di governo, né lungimiranza nella soluzione dei problemi. La reazione individuale, e sempre più spesso collettiva, è quella di volgere lo sguardo oltre il vissuto presente e di guardare alle forze che eccedono, che superano ciascuno di noi: spiriti, paesaggi, antenati. Di ricorrere a forme di conoscenza che spesso vengono considerate marginali come i rituali di preghiera, fino alle visioni estatiche. Se il mondo si apre sotto i nostri piedi, una voragine dopo l’altra, il desiderio e il bisogno di sublime, di intensità, di possibilità di connessione aumenta e contagia.

È in questo contesto che la luna riemerge come forza fisica, metafisica e simbolica, che ci suggerisce una visione ciclica e non lineare del tempo, e così una possibilità di interpretare il presente, e i suoi accadimenti, in un modo che resiste all’instabilità, alla fragilità e alla volatilità. Guardare alla luna non come fuga ma come atto di volontà per recuperare forze ed energie utili a una nuova forma di ascolto e di relazione. In questo senso, le opere che compongono questa edizione di 8 albe suggeriscono e indicano un cambio di prospettiva: privilegiare la percezione rispetto al controllo, la dimensione della comunità rispetto all’individualità, e riscoprire e tornare in sintonia con sistemi di conoscenza ancestrali che continuano ad essere attivi nel presente.

Le opere 
di sedici artiste e artisti internazionali, alcuni anche collettivi,sono la struttura delle cinque serate di The Time Of The Moon a proposito dei quali afferma la curatrice: «Quest’anno, il programma riunisce una selezione di film che attivano registri percettivi alterati come strumenti per interpretare il tempo presente. Le opere – sottolinea Petroiusti - mettono in relazione il collasso ecologico e l’intensità spirituale come condizioni intrecciate dell’abitare un mondo che si trasforma più rapidamente di quanto il linguaggio riesca a descrivere. La dimensione spirituale emerge come esperienza diretta, incarnata - nei corpi, nei movimenti, nelle trasformazioni, nei paesaggi e nei gesti collettivi, piuttosto che come costruzione ideologica. In continuità con una ricerca sulla geo mitologia, i lavori interrogano le profonde interconnessioni tra mito, narrazione e cambiamento ambientale».

ll venir meno delle certezze può così rivelarsi non come perdita, ma come apertura a nuove possibilità di ascolto e relazione. Nicole L'Huillier, Patricia Dominguez, Colectivo Los Ingrávidos, Jeremy Shaw, Himali Singh Soin, Cao Shu, Metahaven, Hylozoic/Desires, Jeremy Shaw, Sammy Lee, Tabita Rezaire, Fredj Moussa, Floris Schönfeld, Monica Ursina Jäger, Jeremy Shaw e Ique Langa, con le loro opere, si situano in una dimensione di limite tra interiorità ed esteriorità, e attivano stati di coscienza in cui il confine tra umano e più-che-umano si fa permeabile.  LIQUID TIME - An Earthly Archive of Weathering Thoughts (2022) di Monica Ursina Jäger, per esempio, è una riflessione artistica sulle forme naturali e antropiche di sedimentazione, sui processi di erosione, sulla geologia e sul tempo profondo. L’esito è un collage di documentazione, narrazione e animazione protagonista un granello di sabbia – la materia, dopo l’acqua, essenziale per la costruzione di ogni cosa al mondo – che seguiamo dalla cima della montagna fino alle profondità dei letti dei fiumi, ai sistemi di grotte e alle dimensioni del tempo profondo. Un viaggio negli spazi reali e immaginari che inventiamo e abitiamo. Ispirandosi all’antico concetto nahuatl (lingua indigena parlata dagli Atzechi) dell’anima animatrice o forza vitale, l’opera Tonalli del Colectivo Los Ingrávidos attinge ai poteri rituali del cinema, evocando fuoco, fiori e numerose lune in un frenetico e ipnotico collage realizzato direttamente in camera. Qui, tra immagini che turbinano fitte e astrazioni ricche di texture, si manifestano gli dèi della creazione e della fertilità, dissolvendosi in colori iridescenti e ritmi densi e corporei.

Dimora delle Balze
, con questa nuova edizione di 8 albe, ribadisce l’impegno e la passione nell’indagare il territorio della videoarte e della sua peculiare ricerca creativa attorno al presente: «Nel 2023, prima edizione di 8 albe, abbiamo approfondito i concetti di ‘parentela’ e ‘convivenza’ tra specie diverse – sottolineano gli organizzatori -. Nel 2024 abbiamo esplorato il tema dell’acqua e dell’oceano, l’anno successivo l'emergere di vite e conoscenze attraverso fini e nuovi inizi. Con questa edizione, la quarta, 8 albe intende proseguire la sua ricerca radicale e interdisciplinare partendo dalla consapevolezza che attraverso l’arte sia possibile attivare – soprattutto in momenti storici di estrema instabilità, insicurezza e tensione – una nuova consapevolezza che leghi gli individui in percorsi e storie collettivi.  Nel 2025 abbiamo dato voce alla Natura e alla sua capacità di rigenerare, di innescare nuovi inizi anche dalle fini più profonde, in questa edizione di 8 albe 2026 indaghiamo ulteriormente questa suggestione di rinascita attraverso le molte manifestazioni della spiritualità nelle sue forme più dirette: dalla preghiera, al mito, all’estasi».

«Il tempo lunare si sottrae alla logica dell’accelerazione e della soluzione, manifestandosi in cicli di intensità e continuità – Conclude Lucia Pietroiusti -. Esso suggerisce modalità di accettazione e incarnazione del cambiamento, nella sua natura infinita e inevitabile. In questo senso, l’edizione propone un cambio di prospettiva: privilegiare la percezione rispetto al controllo, la dimensione comunitaria rispetto all’individualità, e riconnettersi a sistemi di conoscenza ancestrali che continuano ad agire nel presente. Ricordandoci, infine, che anche noi possiamo essere soggetti in trasformazione».
 
Lucia Pietroiusti (attiva tra Londra e i Paesi Bassi) promuove la ricerca e la sperimentazione all'intersezione tra arte, ecologia e sistemi. È Head of Research & Emergence del futuro Hartwig Museum di Amsterdam, la cui apertura è prevista nel 2028. Nel 2027 sarà curatrice della 6ª Autostrada Biennale (Prizren, Kosovo) e co-convenor, insieme a Filipa Ramos, della Bergen Assembly 2028.
Fino al 2025 è stata Head of Ecologies presso la Serpentine di Londra, dove ha fondato il progetto General Ecology (2018–2025). Tra le sue pubblicazioni più recenti figurano The Shape of a Circle in the Mind of a Fish (2025, con Filipa Ramos) e More-than-Human (a cura di Andrés Jaque, Marina Otero Verzier e Lucia Pietroiusti, 2020).
È stata curatrice dell'opera-performance Sun & Sea di Rugilė Barzdžiukaitė, Vaiva Grainytė e Lina Lapelytė, vincitrice del Leone d'Oro alla 58ª Biennale di Venezia (e in tournée internazionale dal 2019 al 2025), oltre che di Songs for the Changing Seasons per la 1ª Vienna Klima Biennale (2024), Persones Persons per l'8ª Biennale Gherdëina (2022, entrambe con Filipa Ramos) e Bodies of Water per la 13ª Biennale di Shanghai (2020–2021, con Andrés Jaque, Marina Otero Verzier, Filipa Ramos e You Mi).
È Presidente del Consiglio di Amministrazione di Forma (Londra) e membro del consiglio direttivo della Gallery Climate Coalition.
 

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