It rests to the bones - Biennale Arte Venezia 2026

 

Dal 9 Maggio 2026 al 22 Novembre 2026

Luogo: Associazione Culturale Spiazzi - Padiglione Cipro

Indirizzo: Castello 3865

Curatori: Joanna Hadjicosti (commissioner), Kyle Dancewicz (curator)


Marina Xenofontos rappresenta la Repubblica di Cipro alla 61ª Biennale di Venezia con una mostra personale di nuovi lavori intitolata It rests to the bones, a cura di Kyle Dancewicz. La mostra riunisce i diversi approcci alla pratica artistica sviluppati dall'artista nel corso degli ultimi quindici anni: macchine motorizzate, sculture che replicano fisicamente luoghi o eventi desunti da fonti archivistiche, e forme audiovisive documentarie.

Il progetto ruota attorno a ciò che Xenofontos stessa definisce un "archivio incondizionato": un'accumulazione di idee, luoghi, oggetti e condizioni politiche e sociali interconnesse che sorreggono il presente. Un'ansia legata alla perdita storica motiva questo lavoro, riflettendo le preoccupazioni di un'artista nata una generazione dopo l'inizio dell'occupazione turca dell'isola, in un contesto in cui le tracce di un passato considerato come età dell'oro per Cipro possono essere colte solo in modo frammentario e di seconda mano.

Tra le opere in mostra figura Interior of a Nightclub, replica del soffitto del Perroquet — un locale notturno emblema della promessa postcoloniale cipriota, sigillato nella "città fantasma" di Varosha, nei pressi di Famagosta, dall'invasione turca del 1974. La mostra è inoltre sonorizzata con canti popolari delle sorelle Ayisilaou, donne anziane della famiglia dell'artista, registrati per la prima volta nel loro villaggio nel 2020 e rimixati dal musicista Panagiotis Mina: una intensa protesta contro il conservatorismo quotidiano, che colloca l'alterità all'interno di forme tradizionali.

Attraverso i suoi aspetti cinetici e archivistici, il lavoro di Xenofontos interroga quali forme sapranno traghettare nel futuro un'esperienza quasi vissuta — quella della propria famiglia, di un promettente milieu storico, di un'intera generazione perduta — trasformando la storia recente in urgenza del presente.

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