Gipsoteca e Museo Antonio Canova

La Gipsoteca ottocentesca del Museo Antonio Canova, Possagno | Foto: © Sara Pitteri per ARTE.it 2017

 

INDIRIZZO: Possagno, Via Canova 74

EMAIL: posta@museocanova.it

TELEFONO: +39 042 3 544 323

APERTURA: Mar - Sab 9.30 - 18 | Dom e festivi 9.30 - 19 | Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

COSTO: Intero 10 €  | Ridotto 6 € Famiglia 22 €

SITO WEB: http://www.museocanova.it/index.php?option=com_content&view=article&id=49&Itemid=0&lang=it

DESCRIZIONE: La Gipsoteca di Possagno raccoglie i modelli originali in gesso delle sculture di Antonio Canova. Fu il vescovo Giovanni Battista Antonio Canova, fratello dell’artista, a volerla erigere per ospitare tutti i lavori presenti nello studio romano del maestro in via delle Colonnette.
A partire dal 1826, infatti, quattro anni dopo la morte dello scultore, tutte le opere furono trasferite dalla capitale a Possagno.
I lavori per la realizzazione dell’edificio - progettato dal professore di architettura all’Accademia di Belle Arti di Venezia, il veneziano Francesco Lazzari - iniziarono nel 1834 e furono completati due anni dopo.
L’allestimento, curato dallo scultore Pasino Tonin, primo conservatore della Gipsoteca, venne invece completato nel 1844.
L’attuale sistemazione è il frutto di un rispetto assoluto dello spirito museologico di Giovanni Battista Sartori, delle variazioni allestitive conseguenti ai danni e alle azioni preventive dei due conflitti mondiali e del contributo - attuato nel 1957 - dell’architetto veneziano Carlo Scarpa, che provvide ad ampliare la Gipsoteca con nuovo spazio espositivo capace di valorizzare i grandi modelli in gesso - tra questi le Tre Grazie, Amore e Psiche, due Danzatrici e George Washington - i bozzetti in argilla e in terracotta, espressione assoluta della genialità dell'artista.
Su indicazione di Sartori, i gessi vennero distribuiti tenendo conto di soggetti e dimensioni.
La Giposteca subì purtroppo i duri colpi della storia. Nel 1917, durante la Prima Guerra Mondiale, una granata colpì l’edificio: alcuni gessi furono completamente distrutti o lesionati. Ma una grandiosa opera di restauro di Stefano e Siro Serafin consentì di far rinascere la struttura e di riaprirla ai visitatori nel 1922.
Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, invece, per prevenire nuovi bombardamenti, la Gipsoteca fu in parte svuotata e le statue trasferite nel Tempio di Possagno, dove rimasero fino al 1946, quando fecero ritorno nella loro originale collocazione.


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