Museo Nazionale di Ravenna | Dal 16 febbraio al 26 maggio 2019
Con Il mestiere delle arti. Seduzione e bellezza nella contemporaneità il Museo Nazionale di Ravenna esplora i confini tra arte e artigianato.
Una mostra sui generis quella ospitata nell’ex Monastero Benedettino di San Vitale, che si dipana sulle tracce dell'antico desiderio di riuscire a svelare come l'essenza dell'arte possa essere indipendente dalla tecnica o dai materiali impiegati.
Già Picasso e Matisse, con le loro opere in ceramica, gli arazzi, le stoffe e i gioielli, si avventurarono nei sentieri poco battuti dalle arti “maggiori” - quali la scultura e la pittura - per indagare le inattese potenzialità offerte da processi tecnici più semplici e tradizionali, talvolta addirittura arcaici. La stessa curiosità creativa, sottesa spesso da una spiccata versatilità, si evince dalle oltre cento opere in mostra, frutto di molteplici e diverse ricerche artistiche.
Da Igor Mitoraj a Mimmo Paladino, da Paolo Staccioli a Giacomo Manzù, da Luigi Ontani ad Angela De Nozza e molti altri, tutti gli artisti contemporanei selezionati per la rassegna ravennate sono accomunati dall'incondizionata attitudine alla creazione pura, capace di conferire alle loro opere un valore universale per stile e perizia tecnica, al di là del confine tra arti "maggiori" e arti "minori", in un'inattesa assonanza ontologica tra l'antico e il contemporaneo, che trascende la materia e attraversa i secoli.
Già Picasso e Matisse, con le loro opere in ceramica, gli arazzi, le stoffe e i gioielli, si avventurarono nei sentieri poco battuti dalle arti “maggiori” - quali la scultura e la pittura - per indagare le inattese potenzialità offerte da processi tecnici più semplici e tradizionali, talvolta addirittura arcaici. La stessa curiosità creativa, sottesa spesso da una spiccata versatilità, si evince dalle oltre cento opere in mostra, frutto di molteplici e diverse ricerche artistiche.
Da Igor Mitoraj a Mimmo Paladino, da Paolo Staccioli a Giacomo Manzù, da Luigi Ontani ad Angela De Nozza e molti altri, tutti gli artisti contemporanei selezionati per la rassegna ravennate sono accomunati dall'incondizionata attitudine alla creazione pura, capace di conferire alle loro opere un valore universale per stile e perizia tecnica, al di là del confine tra arti "maggiori" e arti "minori", in un'inattesa assonanza ontologica tra l'antico e il contemporaneo, che trascende la materia e attraversa i secoli.
FOTO
L'arte oltre i confini
Angela De Nozza, Circle, Tappeto annodato a mano con tecnica tibetana fatto realizzare dalla Galleria Boralevi di Firenze, 250 x 300 cm
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