Dal 14 marzo 2026
Rothko a Firenze, la grande mostra di Palazzo Strozzi
Mark Rothko, No.3/No. 13, 1949, New York, MoMA - The Museum of Modern Art, Bequest of Mrs. Mark Rothko through The Mark Rothko Foundation, Inc. 428.1981 © Digital Image, The Museum of Modern Art, New York/Scala, Florence © 1998 by Kate Rothko Prizel and Christopher Rothko / Artists Rights Society (ARS), New York
Francesca Grego
01/12/2025
Firenze - Il 2025 volge al termine e cresce l’attesa per le mostre che animeranno l’anno in arrivo. Tra i primi annunci c’è quello di Palazzo Strozzi, che a marzo inaugurerà la nuova stagione con un ambizioso progetto su Mark Rothko. “Sarà una delle più grandi mostre mai dedicate al maestro dell’arte moderna americana”, promettono dal museo fiorentino, che per l’occasione riunirà opere dal MoMa e dal MET di New York, dalla Tate di Londra, dal Centre Pompidou di Parigi, dalla National Gallery di Washington.
Curata da Christopher Rothko, figlio dell’artista e pittore a sua volta, con Elena Geuna, Rothko a Firenze sarà un’esposizione unica, concepita appositamente per Palazzo Strozzi. L’architettura rinascimentale dell’edificio diverrà così “lo scenario ideale per esplorare come Rothko traduca in pittura la tensione tra misura classica e libertà espressiva, dando vita attraverso il colore a una nuova percezione dello spazio che oltrepassa la bidimensionalità della tela”, si legge nella presentazione. Ma c’è di più. La mostra celebrerà il legame speciale dell’artista americano con la città di Firenze: Rothko la visitò tre volte nel ‘50, nel ‘59 e nel ‘66, innamorandosi della pittura di Giotto e tornando puntualmente al Museo di San Marco per studiare gli affreschi del Beato Angelico - guarda caso, protagonista della mostra attualmente in corso a Palazzo Strozzi - dai quali restò profondamente affascinato con significative conseguenze per la sua arte.
Per questo motivo l’esposizione, in programma dal 14 marzo al 23 agosto 2026, sarà arricchita da una sezione speciale allestita proprio al Museo di San Marco (e un’altra presso la Biblioteca Medicea Laurenziana). Il percorso abbraccerà l’intera carriera di Rothko, dagli anni Trenta e Quaranta, caratterizzati da opere figurative e in dialogo con i linguaggi dell’Espressionismo e del Surrealismo, fino agli anni Cinquanta e Sessanta, che si distinguono per le celebri tele astratte con vaste campiture cromatiche capaci di coinvolgere lo spettatore attraverso un vocabolario intriso di spiritualità e poesia.
Curata da Christopher Rothko, figlio dell’artista e pittore a sua volta, con Elena Geuna, Rothko a Firenze sarà un’esposizione unica, concepita appositamente per Palazzo Strozzi. L’architettura rinascimentale dell’edificio diverrà così “lo scenario ideale per esplorare come Rothko traduca in pittura la tensione tra misura classica e libertà espressiva, dando vita attraverso il colore a una nuova percezione dello spazio che oltrepassa la bidimensionalità della tela”, si legge nella presentazione. Ma c’è di più. La mostra celebrerà il legame speciale dell’artista americano con la città di Firenze: Rothko la visitò tre volte nel ‘50, nel ‘59 e nel ‘66, innamorandosi della pittura di Giotto e tornando puntualmente al Museo di San Marco per studiare gli affreschi del Beato Angelico - guarda caso, protagonista della mostra attualmente in corso a Palazzo Strozzi - dai quali restò profondamente affascinato con significative conseguenze per la sua arte.
Per questo motivo l’esposizione, in programma dal 14 marzo al 23 agosto 2026, sarà arricchita da una sezione speciale allestita proprio al Museo di San Marco (e un’altra presso la Biblioteca Medicea Laurenziana). Il percorso abbraccerà l’intera carriera di Rothko, dagli anni Trenta e Quaranta, caratterizzati da opere figurative e in dialogo con i linguaggi dell’Espressionismo e del Surrealismo, fino agli anni Cinquanta e Sessanta, che si distinguono per le celebri tele astratte con vaste campiture cromatiche capaci di coinvolgere lo spettatore attraverso un vocabolario intriso di spiritualità e poesia.
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