Dal 23 marzo al 10 luglio

Cento anni di Boccioni

Umberto Boccioni, Romanzo di una cucitrice, 1908 olio su tela, 150 x 170 cm Parma, Collezioni Barilla di Arte Moderna
 

Ludovica Sanfelice

23/03/2016

Milano - Ricorre il primo centenario della morte di Umberto Boccioni (1882-1916) e il Comune di Milano gli rende il proprio tributo con un'ampia retrospettiva che abbraccia l'intera carriera dell'artista mostrando particolare riguardo per l'attività milanese e che si inserisce nel palinsesto di primavera dove sotto il nome di Ritorni al futuro si raggruppano centinaia di eventi volti a stabilire un confronto tra la nostra idea di futuro e l'idea di futuro creativamente elaborata in altre stagioni della storia. 

La sacra alleanza tra il Castello Sforzesco, il Museo del Novecento e Palazzo Reale
Il progetto di ricerca che ha dato vita alla mostra "Umberto Boccioni. Genio e Memoria" è stato curato dal Gabinetto dei Disegni della Soprintendenza del Castello Sforzesco, ed è germogliato grazie all'alleanza stretta dal Castello Sforzesco, il Museo del Novecento e Palazzo Reale. Una trinità che ha saputo riunire 280 opere tra disegni, dipinti, sculture, incisioni, fotografie e documenti anche inediti realizzando un percorso critico originale che ha voluto cogliere l'opportunità presentata dal centenario per rilanciare gli studi relativi all'opera del maestro futurista selezionando le fonti visive che hanno esercitato un'influenza sulla sua formazione artistica e sulle evoluzioni del suo stile. 

I prestiti dal mondo e il patrimonio milanese
Nulla però sarebbe stato possibile senza i prestiti di istituzioni museali e collezioni private di tutto il mondo che da Vienna a Los Angeles, da Osaka a New York, da Parigi a Venezia hanno contribuito al successo di un allestimento su cui Milano ha investito personalmente tantissimo riunendo il ricco patrimonio dell'artista disseminato tra i suoi musei. A partire dal nucleo integrale di 60 disegni custoditi dal Castello Sforzesco che per qualità e completezza hanno creato l'ossatura su cui costruire gran parte del percorso espositivo regolato cronologicamente e per sezioni tematiche e basato anche su scritti e documenti recentemente catalogati dalla Biblioteca Civica di Verona. 
Prima di questa occasione, i disegni erano stati esposti al completo una sola volta, nel 1979 al PAC: una ragione in più per recarsi a Palazzo Reale.
Un ruolo fondamentale è stato poi giocato dal Museo del Novecento, guardiano del nucleo pittorico e scultoreo di Boccioni più consistente al mondo in una collezione pubblica. Da qui provengono ben 11 opere insieme ad un coinvolgimento diretto nelle celebrazioni che si compie in un ulteriore percorso temporaneo dedicato alla stagione “prefuturista”, che con le opere esposte nell'adiacente Palazzo Reale, offrirà ai visitatori un'occasione di approfondimento e comprensione della rivoluzione messa in moto da Boccioni al prezzo di un unico biglietto di ingresso.

Altri eventi
In occasione della mostra, Orticola di Lombardia, associazione botanica senza scopo di lucro, ha creato un giardino su progetto dell’architetto e paesaggista Marco Bay che sarà ospitato nello spazio all’aperto retrostante il Palazzo Reale. L'installazione intitolata “La primavera futurista a Palazzo Reale”, trae ispirazione dal gesto futurista e attraverso l’utilizzo delle piante, del colore e della luce genera una "sensazione dinamica".

Per approfondimenti:
Milano: tutte le mostre in programma nel 2016 

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