A Perugia dal 14 marzo

Giotto e San Francesco, il racconto di una rivoluzione

Giotto di Bondone, Madonna col Bambino, 1315-1320 circa. Tempera e oro su tavola. The Ashmolean Museum - The University of Oxford, presented by Mrs James Reddie Anderson 1913
 

Francesca Grego

22/12/2025

Perugia - Fu una rivoluzione religiosa, sociale, politica, ma anche una svolta epocale per l’arte. Cielo e terra, corpo e spirito dialogano in modo nuovo nella predicazione di San Francesco così come nella pittura di Giotto, e l’incontro tra queste due eccezionali figure è alle origini dell’arte così come la conosciamo oggi. Lo racconterà dal prossimo 14 marzo la mostra Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento, organizzata dai Musei Nazionali di Perugia - Direzione regionale Musei nazionali Umbria per l’ottavo centenario della morte del santo di Assisi. 

A cura di Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, l’esposizione riunirà oltre 60 opere di artisti che animarono il vivace fermento artistico di Assisi e dell’Umbria del XIV secolo, da Gubbio a Perugia, da Montefalco a Orvieto, da Spoleto a Foligno. Giotto, Simone Martini, Pietro Lorenzetti sono solo alcuni dei protagonisti di questa indimenticabile stagione. Nelle sale della Galleria Nazionale dell’Umbria li conosceremo meglio attraverso eccezionali prestiti da importanti musei europei, opere ricomposte dopo secoli di smembramento, lavori mai esposti al pubblico, dipinti restaurati per l’occasione, in un progetto costruito grazie a una vasta rete di collaborazioni e realizzato con il contributo scientifico di studiosi internazionali altamente specializzati.  


Giotto, Pentecoste, 1310-1318. Tempera su tavola. The National Gallery, London

Riflettori puntati dunque sull’ultima parte del Duecento, quando nel cantiere della Basilica superiore di San Francesco ad Assisi si consuma un passaggio cruciale per l’arte europea: dalle immagini forbite e stilizzate di matrice bizantina al linguaggio concreto e “terreno” di Giotto, capace di catturare la realtà e i sentimenti umani con un’aderenza e un’immediatezza mai viste prima. "Rimutò l’arte del dipingere di greco in latino e ridusse al moderno e ebe l’arte più compiute ch’avessi mai più nessuno", scriverà di lui Cennino Cennini alla fine del XIV secolo. 

Prima nelle Storie di Isacco e poi nella Legenda francescana il maestro fiorentino introduce un codice completamente nuovo, che modificherà profondamente la pittura del Trecento a partire dagli artisti attivi in Umbria. Accanto ai lavori di celebri pittori, perciò, la mostra coglierà l’occasione per far emergere pionieri rimasti a lungo nell’ombra, di cui in molti casi non conosciamo neanche il nome di battesimo, ma che ci hanno lasciato opere meravigliose: il Maestro della Croce di Gubbio, il Maestro di Cesi o il Maestro della Croce di Trevi, per esempio. 


Puccio Capanna, Madonna col Bambino e San Francesco. Affresco staccato. Pinacoteca Comunale di Assisi


Il percorso sulle tracce di Giotto, San Francesco e i pittori del Trecento troverà il suo naturale completamento negli affreschi dipinti dagli artisti in mostra nella Basilica di San Francesco ad Assisi e nel Museo del Tesoro del Sacro Convento, per poi proseguire lungo speciali itinerari tematici in Umbria, tra i luoghi legati al santo di Assisi: l’eremo di Portaria a Cesi, lo speco di san Francesco e la chiesa di san Francesco a Narni, il Sacro speco francescano di Sant’Urbano, il convento e bosco di Stroncone, la chiesa di san Cristoforo e il convento e chiesa di Santa Maria delle Grazie a Terni, la chiesa e convento di San Francesco a Lugnano in Teverina, il borgo di Alviano sono tra i centri coinvolti nel palinsesto Il Cantico e il creato. San Francesco tra arte, natura e spiritualità, da scoprire tra ottobre e giugno 2026 con visite guidate, passeggiate, incontri ed eventi.

 
Pietro Lorenzetti, Madonna col Bambino (Madonna di Monticchiello), 1310-1315 circa. Tempera e oro su tavola. Palazzo Borgia - Museo Diocesano di Pienza