Dal 21 aprile

Un percorso "super" per il Parco del Colosseo: sette gioielli inediti con un unico biglietto

Dettaglio di un affresco presso la Casa di Livia sul Palatino
 

Samantha De Martin

24/04/2018

Roma - Un acronimo che suona come una promessa, un invito alla bellezza rivolto ai visitatori, protagonisti di una nuova esperienza immersiva tra sette gioielli del Parco Archeologico del Colosseo che vanno ad aggiungersi all’Anfiteatro Flavio, al Palatino, al Foro Romano. 

S.U.P.E.R. - Seven Unique Places to Experience in Rome - è un biglietto in sperimentazione dal 21 aprile e del valore di 18 euro che si affianca a quello ordinario di 12 euro. Per utilizzarlo - esplorando il percorso messo a punto dal Parco archeologico del Colosseo nell’intento di perseguire la valorizzazione culturale dell’area archeologica centrale - il visitatore avrà due giorni di tempo.
Un itinerario attraverso la pittura dell’antica Roma, alla scoperta degli interventi bizantini, medievali e rinascimentali, tra le architetture delle domus e dei palazzi imperiali con le trasformazioni subite nei secoli, farà scivolare romani e turisti lungo un percorso arricchito da videoproiezioni, lightmapping, voci narranti e nuovi supporti divulgativi finalizzati all’approfondimento.

Se il Museo Palatino e il Criptoportico neroniano accoglieranno tutti i possessori del biglietto S.U.P.E.R., per gli altri siti l’accesso sarà possibile fino ad esaurimento dei posti disponibili.
«Anche questo percorso, che a distanza di solo un mese si aggiunge all’apertura della mostra Il Palatino e il suo giardino segreto. Nel fascino degli Horti Farnesiani - spiega Alfonsina Russo, direttore del Parco archeologico del Colosseo - concorre alla volontà di proporre un’offerta diversificata. Inoltre vogliamo rendere sempre più coinvolgenti le esperienze di visita, affinché il Palatino e il Foro Romano ritornino a essere luoghi di affezione anche per i cittadini romani».

Grazie al progetto - organizzato e promosso da Electa - sarà così possibile esplorare luoghi rimasti fino al momento accessibili esclusivamente con visita guidata o in occasione di mostre temporanee.
Ed ecco svelarsi, per la prima volta al pubblico, la Loggia Mattei - dipinta negli anni Venti del Cinquecento dalla bottega di Baldassarre Peruzzi - e l’Aula Isiaca - con le sue pitture, risalenti al 30 a.C., i numerosi richiami all’Egitto e alla dea Iside - riaperte dopo decenni di chiusura.
Anche le case di Augusto e di Livia riaprono i cancelli, arricchite di nuovi apparati multimediali che svelano tutti i segreti delle straordinarie decorazioni e degli schemi pittorici.
All’interno della dimora del primo imperatore di Roma sarà una voce narrante ad accompagnare il visitatore tra gli ambienti privati di Augusto, descrivendo gli affreschi delle stanze delle maschere e dei festoni di pino e svelando i significati dei motivi decorativi. Tra fastosi affreschi policromi e scenografie teatrali, circondato da fregi di tritoni e cavalli marini, il visitatore raggiungerà lo studiolo dell’imperatore, incantato da un trionfo di cigni, calici, grifi alati, candelabri, fiori di loto.

E poi c’è la ricca domus privata di I secolo a. C., riportata alla luce da scavi ottocenteschi e attribuita a Livia, moglie di Augusto, in base al nome Iulia Augusta inciso su una tubatura di piombo esposta nel tablino. L’intervento multimediale accoglie il pubblico nella semioscurità. In un’alternanza di tenebre e luce che facilita la lettura, tra atrio, tablino e triclinio, le storie mitologiche raffigurate sembrano prendere vita.

Nel Criptoportico neroniano, poi, attraverso una proiezione immersiva e pannelli esplicativi, si verrà introdotti alla pittura e alla decorazione architettonica antica, motivi che ritornano nei sette luoghi del percorso. Questo spazio, lungo 130 m, posto al di sotto dell’area che, nel Cinquecento, venne ricoperta dagli Horti Farnesiani, si estende lungo quello che doveva essere uno dei lati della Domus Tiberiana.

Per apprezzare, invece, alcune delle più straordinarie testimonianze degli apparati decorativi e delle sculture dell’epoca augustea rinvenute sul colle, basta visitare il Museo Palatino, riallestito in occasione del bimillenario augusteo nel 2014, e riaperto adesso dopo i recenti lavori che ne hanno rinnovato i servizi. L’edificio illustra al visitatore la storia della trasformazione del colle sul quale ebbe origine Roma e dove si insediò il potere imperiale.
Dalla storia della fondazione - attraverso reperti preistorici e un plastico del 1950 - al periodo del Principato - l’itinerario che accompagna il pubblico si snoda tra ricostruzioni architettoniche in 3D e una proiezione di immagini e giochi di luci.

Il viaggio nella storia tra i luoghi del Foro Romano consente, infine, di scoprire come edifici pagani siano stati adattati al culto del cristianesimo attraverso trasformazioni architettoniche e straordinari cicli pittorici.
Grazie all’utilizzo di videomapping e lightmapping, la chiesa di Santa Maria Antiqua - scoperta nel 1900 alle pendici del Palatino, con, alle pareti, un patrimonio di pitture unico databile dal VI al IX secolo - torna a mostrare il suo fascino senza tempo.
Dall’Oratorio dei Quaranta - al Tempio di Romolo, il percorso si preannuncia di grande interesse.
Nei vari luoghi le visite guidate sono a tempo - si va dai 15 ai 40 minuti - e rivolte a piccoli gruppi di visitatori.

Per conoscere nel dettaglio gli orari di visita e per acquistare il biglietto S.U.P.E.R. basta consultare il sito www.coopculture.it

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