Restauro, musica e realtà aumentata
Cortile del Museo Nazionale Archeologico di Venezia progettato da Vincenzo Scamozzi
06/05/2013
Venezia - Dopo la conclusione dei restauri del Ponte di Rialto e del Campanile di San Marco, arriva ora a compimento anche il lavoro che ha interessato il Cortile cinquecentesco del Museo Nazionale Archeologico di Venezia, una sede espositiva meta ogni anno di oltre 250 mila visitatori. Il recupero ha riguardato la messa in sicurezza e il restauro conservativo dei materiali lapidei e degli intonaci di due delle quattro facciate del raffinato spazio nato su progetto dell'architetto vicentino Vincenzo Scamozzi.
In parallelo, sono state inaugurate presso il Museo una serie di nuove attività. Tra queste, il “Percorso Museale di Ascolto di Primavera”, un progetto che lega la fruizione delle opere d'arte all'esecuzione di brani di musica classica, grazie alla collaborazione degli allievi del Conservatorio B. Marcello di Venezia, e l'applicazione della realtà aumentata al pezzo più importante del Museo, la “Capsella di Samagher” reliquiario del V secolo d.C.
Nicoletta Speltra
In parallelo, sono state inaugurate presso il Museo una serie di nuove attività. Tra queste, il “Percorso Museale di Ascolto di Primavera”, un progetto che lega la fruizione delle opere d'arte all'esecuzione di brani di musica classica, grazie alla collaborazione degli allievi del Conservatorio B. Marcello di Venezia, e l'applicazione della realtà aumentata al pezzo più importante del Museo, la “Capsella di Samagher” reliquiario del V secolo d.C.
Nicoletta Speltra
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