Sainte Chapelle
Sainte Chapelle, Laboratorio Urbano The Factory, Palagiano (TA)
Dal 12 Settembre 2014 al 23 Settembre 2014
Palagiano | Taranto | Visualizza tutte le mostre a Taranto
Luogo: Laboratorio Urbano The Factory
Indirizzo: via Oronzo Massa 25
Telefono per informazioni: +39 099 8841756
E-Mail info: urbanlab.thefactory@gmail.com
Sito ufficiale: http://www.thefactoryurbanlab.it
Proseguono gli appuntamenti per l'Arte con ThULab. Veberdì 12 settembre ore 18 in collaborazione con la rassegna d’arte Gesto Segno Disegno, presentazione di Sainte Chapelle | mostra opera d'arte collettiva, progetto di Federico Cozzucoli, ore 20 sonorizzazione live di Remigio Furlanut del video "Pandora", opere pittoriche di Paolo Potì.
“Sainte Chapelle” è una “esperienza”. Una esperienza caratterizzata essenzialmente dal concetto di network. Un “sistema, un gruppo di individui interconnessi e cooperanti” in una comunicazione diretta, senza filtri nè censure. La totale apertura; l’orizzontalità; la non competitività richiamano alla mente l’Arte Postale e la sua sostanziale peculiarità: la raccolta di contaminazioni e contributi inviati e ripresi a creare un nuovo gioco. L’arte evolve e lo fa seguendo i tempi e le teorizzazioni e così possiamo parlare di Web Art, Net Art e Arte relazionale (Nicolas Bourriaud) in cui l’artista si adopera per creare dispositivi in grado di attivare la creatività del fruitore trasformando l'oggetto d'arte in un luogo di dialogo, confronto e, appunto, di relazione in cui perde importanza l'opera finale e assume centralità il processo, la scoperta dell'altro, l'incontro.
L’essenza della rappresentazione del mondo reale offerta dall’artista dialoga con il video “Pandora” anche’esso frutto di contributi, modificazioni e contaminazioni a interpretare coralmente il mondo attuale dopo l’11 settembre.
Paolo Potì espone la lenta dissoluzione dei corpi, frutto del tempo che si impone sull'essere umano modificandone l'aspetto. Indaga i volti e i corpi dei soggetti alla ricerca di una particolare espressività che va oltre la mera riproduzione fisica, soffermandosi sui caratteri "intimi" dell'individuo, sulla sua interiorità e psicologia, che interpreta in maniera creativa donando ai suoi ritratti connotati quasi fantastici.
La mostra è un invito alla riflessione, al pensiero, al dialogo. Non ci resta che “vivere” questa esperienza e lasciare che alimenti ulteriori e infinite riflessioni sul nostro “essere” oggi.
“Sainte Chapelle” è una “esperienza”. Una esperienza caratterizzata essenzialmente dal concetto di network. Un “sistema, un gruppo di individui interconnessi e cooperanti” in una comunicazione diretta, senza filtri nè censure. La totale apertura; l’orizzontalità; la non competitività richiamano alla mente l’Arte Postale e la sua sostanziale peculiarità: la raccolta di contaminazioni e contributi inviati e ripresi a creare un nuovo gioco. L’arte evolve e lo fa seguendo i tempi e le teorizzazioni e così possiamo parlare di Web Art, Net Art e Arte relazionale (Nicolas Bourriaud) in cui l’artista si adopera per creare dispositivi in grado di attivare la creatività del fruitore trasformando l'oggetto d'arte in un luogo di dialogo, confronto e, appunto, di relazione in cui perde importanza l'opera finale e assume centralità il processo, la scoperta dell'altro, l'incontro.
L’essenza della rappresentazione del mondo reale offerta dall’artista dialoga con il video “Pandora” anche’esso frutto di contributi, modificazioni e contaminazioni a interpretare coralmente il mondo attuale dopo l’11 settembre.
Paolo Potì espone la lenta dissoluzione dei corpi, frutto del tempo che si impone sull'essere umano modificandone l'aspetto. Indaga i volti e i corpi dei soggetti alla ricerca di una particolare espressività che va oltre la mera riproduzione fisica, soffermandosi sui caratteri "intimi" dell'individuo, sulla sua interiorità e psicologia, che interpreta in maniera creativa donando ai suoi ritratti connotati quasi fantastici.
La mostra è un invito alla riflessione, al pensiero, al dialogo. Non ci resta che “vivere” questa esperienza e lasciare che alimenti ulteriori e infinite riflessioni sul nostro “essere” oggi.
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