Per farsi un'idea
Per farsi un'idea, Centro Culturale Zerouno, Barletta (BA)
Dal 24 November 2014 al 9 December 2014
Barletta | Bari | Visualizza tutte le mostre a Barletta
Luogo: Centro Culturale Zerouno
Indirizzo: via Indipendenza 27
Orari: da lunedì a venerdì 17-20 e su appuntamento
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 0883 521891
E-Mail info: arte@zero-uno.org
Sito ufficiale: http://www.zero-uno.org
Una espressione di Cesare Pavese tratta dal libro ‘La luna e i falò’ ispira un’altra esposizione di arte contemporanea; da sempre l’arte è ritenuta una forma d’espressione grandiosa ed avvincente, punto di riferimento per l’artista che appunta in essa il proprio sentire ed i propri punti di vista con umiltà estrema.
Le opere d’arte sono espressioni in cui dire e far capire ‘come va questo mondo’ lontano dai curricula che le creano, vivide nella mene di chi le crea. Ogni opera d'arte è l'inizio di un lungo dialogo che bisogna sempre instaurare, in cui perdersi a ricordare, guardare, emozionarsi, come per le tante opere di un’esposizione avvincente e coinvolgente, intrigante e a volte misteriosa. Quattro i protagonisti che con grandezza maestosa si sono confrontati in forma esilarante tra tele di grandi dimensioni e piccoli accattivanti formati. Laura Ajutyte è istinto che si destreggia su grandi supporti di avvincente brio cromatico: entusiasmo, grinta, libertà e istinto dominano la scena artistica con determinazione grandiosa tra toni intensi sempre ben cadenzati in gestualità astratte indirizzata sempre ad emozionare.
Stefania Di Filippo lascia parlare la materia dai toni delicatissimi per ispirare a riflettere. La materia è percezione reale che nasce da una storia familiare legata ai tessuti ed ecco che storia, ricordi e presente si avvicendano tra grandi e piccoli formati in sublimi visioni dai toni raffinati e delicati. Attirata dalla materia lascia che il pubblico si ammali nell’iter tratteggiato così da ritrovarsi ed emozionarsi poiché lo stesso uomo è fatto di materia.
Laura Serafini imprime un’idea in forma imponente e maestosa avvalendosi di una figurazione inconsueta, alternativa e geniale: recuperando antiche mappe trovate inizialmente per caso in un’antica fiera antiquaria inserisce corpi umani segno di interiorizzazione tratteggiati con grazia e cura imparagonabili. Grandioso il paragone tra l’antico del fondo e la contemporaneità della sua arte in un binomio eclatante e per questo sensazionale. Alberto Sordi lascia segni indelebili con una figurazione inconsueta dai toni apparentemente cupi ma di singolare eleganza: parlando dei tempi odierni ispirato dalla quotidianità e anche dalle antiche tradizioni effettua trattazioni alternative apparentemente caotiche e poco organizzate e per questo originali. La spontaneità prende il sopravvento nello spaesamento di cui l’intera composizione gode identificando autentiche grandi creazioni.
[…] E quando aveva detto una cosa finiva: 'Se sbaglio, correggimi'. Fu così che cominciai a capire che non si parla solamente per parlare, per dire 'ho fatto questo' 'ho fatto quello' 'ho mangiato e bevuto', ma si parla per farsi un'idea, per capire come va questo mondo.
Cesare Pavese, ‘La luna e i falò’, (cap. XVII)
Le opere d’arte sono espressioni in cui dire e far capire ‘come va questo mondo’ lontano dai curricula che le creano, vivide nella mene di chi le crea. Ogni opera d'arte è l'inizio di un lungo dialogo che bisogna sempre instaurare, in cui perdersi a ricordare, guardare, emozionarsi, come per le tante opere di un’esposizione avvincente e coinvolgente, intrigante e a volte misteriosa. Quattro i protagonisti che con grandezza maestosa si sono confrontati in forma esilarante tra tele di grandi dimensioni e piccoli accattivanti formati. Laura Ajutyte è istinto che si destreggia su grandi supporti di avvincente brio cromatico: entusiasmo, grinta, libertà e istinto dominano la scena artistica con determinazione grandiosa tra toni intensi sempre ben cadenzati in gestualità astratte indirizzata sempre ad emozionare.
Stefania Di Filippo lascia parlare la materia dai toni delicatissimi per ispirare a riflettere. La materia è percezione reale che nasce da una storia familiare legata ai tessuti ed ecco che storia, ricordi e presente si avvicendano tra grandi e piccoli formati in sublimi visioni dai toni raffinati e delicati. Attirata dalla materia lascia che il pubblico si ammali nell’iter tratteggiato così da ritrovarsi ed emozionarsi poiché lo stesso uomo è fatto di materia.
Laura Serafini imprime un’idea in forma imponente e maestosa avvalendosi di una figurazione inconsueta, alternativa e geniale: recuperando antiche mappe trovate inizialmente per caso in un’antica fiera antiquaria inserisce corpi umani segno di interiorizzazione tratteggiati con grazia e cura imparagonabili. Grandioso il paragone tra l’antico del fondo e la contemporaneità della sua arte in un binomio eclatante e per questo sensazionale. Alberto Sordi lascia segni indelebili con una figurazione inconsueta dai toni apparentemente cupi ma di singolare eleganza: parlando dei tempi odierni ispirato dalla quotidianità e anche dalle antiche tradizioni effettua trattazioni alternative apparentemente caotiche e poco organizzate e per questo originali. La spontaneità prende il sopravvento nello spaesamento di cui l’intera composizione gode identificando autentiche grandi creazioni.
[…] E quando aveva detto una cosa finiva: 'Se sbaglio, correggimi'. Fu così che cominciai a capire che non si parla solamente per parlare, per dire 'ho fatto questo' 'ho fatto quello' 'ho mangiato e bevuto', ma si parla per farsi un'idea, per capire come va questo mondo.
Cesare Pavese, ‘La luna e i falò’, (cap. XVII)
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