Otto siti per raccontare i fasti della pittura trecentesca
Padova Urbs Picta verso l’UNESCO World Heritage
La Cappella degli Scrovegni a Padova
Francesca Grego
02/02/2018
Padova - Padova ci riprova: dopo la candidatura della Cappella degli Scrovegni a Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2006, la città veneta rinnova la proposta affiancando al capolavoro giottesco altri sette siti affrescati, le cui pareti raccontano lo splendore del Trecento patavino.
Tutti insieme costituiscono il circuito di “Padova Urbs Picta”, un itinerario tra edifici civili e religiosi diviso in quattro aree: Scrovegni ed Eremitani (comprendente la Cappella degli Scrovegni e la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo agli Eremitani, adiacente ai Musei Civici), Piazze (con Palazzo della Ragione, Reggia Carrarese e Battistero del Duomo), Cittadella Antoniana (Basilica del Santo, Oratorio di San Giorgio) e Castello Carrarese, con l’Oratorio di San Michele.
Lo stesso Castello, pur non rientrando ufficialmente nella candidatura, una volta riaperto al pubblico rappresenterà una sorta di appendice del percorso Urbs Picta: qui gli affreschi scoperti durante il recente restauro celebrano re Ludovico d’Ungheria, alleato di Padova contro Venezia nel XIV secolo.
Se l’operazione andasse in porto, i gioielli della pittura trecentesca potrebbero far compagnia all’Orto Botanico cittadino, fondato nel lontano 1545 ed entrato nella lista del World Heritage nel 1997 in qualità di culla delle scienze, nodo di antichi scambi internazionali e testimone di una illustre tradizione culturale.
Le premesse sono positive: il percorso “multisito” proposto dal Comune insieme alla Diocesi, all’Accademia Galileiana, dalla Veneranda Arca e dall’Università è risultato competitivo al punto da suggerire ad altri aspiranti candidati di ritirarsi in attesa di tempi migliori, lasciando a Padova il ruolo di unico sito italiano in lizza.
In attesa del verdetto finale, che sarà emanato nel luglio 2019 dall’Icomos (l’organismo tecnico di valutazione dell’UNESCO), in città si prepara il dossier definitivo della candidatura, mentre a breve la “Urbs Picta Card” permetterà ai visitatori di ammirare le meraviglie del circuito con un unico biglietto.
Leggi anche:
• A Malta per La Valletta Capitale Europea della Cultura 2018
Tutti insieme costituiscono il circuito di “Padova Urbs Picta”, un itinerario tra edifici civili e religiosi diviso in quattro aree: Scrovegni ed Eremitani (comprendente la Cappella degli Scrovegni e la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo agli Eremitani, adiacente ai Musei Civici), Piazze (con Palazzo della Ragione, Reggia Carrarese e Battistero del Duomo), Cittadella Antoniana (Basilica del Santo, Oratorio di San Giorgio) e Castello Carrarese, con l’Oratorio di San Michele.
Lo stesso Castello, pur non rientrando ufficialmente nella candidatura, una volta riaperto al pubblico rappresenterà una sorta di appendice del percorso Urbs Picta: qui gli affreschi scoperti durante il recente restauro celebrano re Ludovico d’Ungheria, alleato di Padova contro Venezia nel XIV secolo.
Se l’operazione andasse in porto, i gioielli della pittura trecentesca potrebbero far compagnia all’Orto Botanico cittadino, fondato nel lontano 1545 ed entrato nella lista del World Heritage nel 1997 in qualità di culla delle scienze, nodo di antichi scambi internazionali e testimone di una illustre tradizione culturale.
Le premesse sono positive: il percorso “multisito” proposto dal Comune insieme alla Diocesi, all’Accademia Galileiana, dalla Veneranda Arca e dall’Università è risultato competitivo al punto da suggerire ad altri aspiranti candidati di ritirarsi in attesa di tempi migliori, lasciando a Padova il ruolo di unico sito italiano in lizza.
In attesa del verdetto finale, che sarà emanato nel luglio 2019 dall’Icomos (l’organismo tecnico di valutazione dell’UNESCO), in città si prepara il dossier definitivo della candidatura, mentre a breve la “Urbs Picta Card” permetterà ai visitatori di ammirare le meraviglie del circuito con un unico biglietto.
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