Art Meets Red Shoes
Tara, Je suis Muslim
Dal 25 November 2015 al 25 November 2015
Roma
Luogo: Villa Laetitia
Indirizzo: Lungotevere delle Armi 22
Orari: 18-21
L'arte per reagire a ogni forma di violenza, terrore e paura... Per dare voce alle donne che lottano e che danno la vita per la pace e la libertà...
Era il 2009 quando Elina Chauvet, artista messicana, raccontò al mondo i rapimenti, gli stupri e gli omicidi di donne messicane che dal 1993 rimanevano impuniti nella cittadina di Ciudad Juàrez. Come lo fece? Attraverso l’arte, il linguaggio che conosceva meglio. Raccolse scarpe di colore rosso, simbolo di sangue e violenza, e iniziò ad esporle nelle piazze. Il suo progetto “Zapatos Rojos” fece, così, il giro del mondo. L’arte aveva acceso i riflettori su una situazione dove i media e la legge non erano arrivati.
A questa storia di arte e cronaca si ispira il nuovo “Progetto Fondazione Scarpe Rosse”, un’associazione “not for profit” che attraverso l’arte opera per il perseguimento di fini di solidarietà e di utilità sociale, con l’obiettivo di attirare l’opinione pubblica sulle problematiche della società che toccano la sfera femminile e dare un contributo concreto per la loro soluzione.
“Il nostro linguaggio è quello dell’arte, perché l’arte è il codice universale che può parlare a tutti, senza barriere di lingue o confini” afferma Tiziana dell’Orto, presidente del “Progetto Fondazione Scarpe Rosse”.
Il lancio ufficiale sarà il 25 novembre , Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, con l’evento Art Meets Red Shoes dalle 18,00 alle 21,00 a Villa Laetitia, Lungotevere delle Armi 22 a Roma, dove si potranno ammirare e acquistare opere di Tara: vere e proprie campagne di solidarietà contro la guerra, la violenza sulle donne e le disparità sociali.
Sarà anche l'occasione per ricordare le vittime degli attentati di Parigi e per ribadire la chiara volontà di reagire alla violenza e alla strategia del terrore. A questi temi sono dedicati in particolare le opere “Je suis muslim” e “A che serve lo strepitio della voce se il cuore tace” che l'artista ha realizzato in occasione degli attentati di Charlie Hebdo e contro la violenza dell'Isis.
Tara, pseudonimo di Cristina Silvestri, da anni opera con la sua arte nel sociale. I suoi quadri sono realizzati esclusivamente con materiali di riciclo e ogni sua opera racconta una storia. “Attraverso le cose che la gente non usa più faccio rivivere le storie delle persone” dichiara l’artista.
Continua Tiziana dell’Orto: “Vogliamo che il nostro messaggio arrivi dentro tutte le casa e vi rimanga, per questo il Progetto offrirà al pubblico la possibilità, ma solo per una sera, di ‘portare a casa’ le opere dei nostri artisti, con un contributo inferiore rispetto al loro valore effettivo.”
Il 25 novembre sarà il primo di una serie di appuntamenti già fissati in occasioni particolari come il 14 febbraio e l’8 marzo. Il “Progetto Fondazione Scarpe Rosse” con i proventi delle serate premierà di volta in volta un’associazione che già opera da anni nel sociale e sulle problematiche femminili.
Il nuovo progetto si pone, quindi, come trait-d’union tra istituzioni, società civile, artisti e associazioni: “Non vogliamo sostituirci a nessuno, ma aiutare chi già opera nel settore amplificandone il messaggio”.
Un ringraziamento particolare va a Cattleya e Burzacchi grazie ai quali l'iniziativa è stata resa possibile.
Era il 2009 quando Elina Chauvet, artista messicana, raccontò al mondo i rapimenti, gli stupri e gli omicidi di donne messicane che dal 1993 rimanevano impuniti nella cittadina di Ciudad Juàrez. Come lo fece? Attraverso l’arte, il linguaggio che conosceva meglio. Raccolse scarpe di colore rosso, simbolo di sangue e violenza, e iniziò ad esporle nelle piazze. Il suo progetto “Zapatos Rojos” fece, così, il giro del mondo. L’arte aveva acceso i riflettori su una situazione dove i media e la legge non erano arrivati.
A questa storia di arte e cronaca si ispira il nuovo “Progetto Fondazione Scarpe Rosse”, un’associazione “not for profit” che attraverso l’arte opera per il perseguimento di fini di solidarietà e di utilità sociale, con l’obiettivo di attirare l’opinione pubblica sulle problematiche della società che toccano la sfera femminile e dare un contributo concreto per la loro soluzione.
“Il nostro linguaggio è quello dell’arte, perché l’arte è il codice universale che può parlare a tutti, senza barriere di lingue o confini” afferma Tiziana dell’Orto, presidente del “Progetto Fondazione Scarpe Rosse”.
Il lancio ufficiale sarà il 25 novembre , Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, con l’evento Art Meets Red Shoes dalle 18,00 alle 21,00 a Villa Laetitia, Lungotevere delle Armi 22 a Roma, dove si potranno ammirare e acquistare opere di Tara: vere e proprie campagne di solidarietà contro la guerra, la violenza sulle donne e le disparità sociali.
Sarà anche l'occasione per ricordare le vittime degli attentati di Parigi e per ribadire la chiara volontà di reagire alla violenza e alla strategia del terrore. A questi temi sono dedicati in particolare le opere “Je suis muslim” e “A che serve lo strepitio della voce se il cuore tace” che l'artista ha realizzato in occasione degli attentati di Charlie Hebdo e contro la violenza dell'Isis.
Tara, pseudonimo di Cristina Silvestri, da anni opera con la sua arte nel sociale. I suoi quadri sono realizzati esclusivamente con materiali di riciclo e ogni sua opera racconta una storia. “Attraverso le cose che la gente non usa più faccio rivivere le storie delle persone” dichiara l’artista.
Continua Tiziana dell’Orto: “Vogliamo che il nostro messaggio arrivi dentro tutte le casa e vi rimanga, per questo il Progetto offrirà al pubblico la possibilità, ma solo per una sera, di ‘portare a casa’ le opere dei nostri artisti, con un contributo inferiore rispetto al loro valore effettivo.”
Il 25 novembre sarà il primo di una serie di appuntamenti già fissati in occasioni particolari come il 14 febbraio e l’8 marzo. Il “Progetto Fondazione Scarpe Rosse” con i proventi delle serate premierà di volta in volta un’associazione che già opera da anni nel sociale e sulle problematiche femminili.
Il nuovo progetto si pone, quindi, come trait-d’union tra istituzioni, società civile, artisti e associazioni: “Non vogliamo sostituirci a nessuno, ma aiutare chi già opera nel settore amplificandone il messaggio”.
Un ringraziamento particolare va a Cattleya e Burzacchi grazie ai quali l'iniziativa è stata resa possibile.
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