Guida alla Biennale Arte Venezia 2026
Venezia diffusa: i padiglioni della Biennale nella città
Lavar Munroe, A City of Gold (Panel no. 2), 2025 | Courtesy © Lavar Munroe
Laura Bellucci
17/04/2026
Venezia - Se i Giardini funzionano come un sistema chiuso, leggibile, quasi teatrale, i padiglioni diffusi a Venezia operano in modo opposto. Non c’è un ingresso, non c’è un ordine. Si incontrano per caso, si cercano, si perdono.
Qui la Biennale si mescola alla città, e il contesto non è mai neutro. Anzi, diventa parte integrante del lavoro. Alcuni padiglioni lavorano proprio su questa idea di attraversamento. Non a caso è questo "l'angolo" scelto dal padiglione del paradiso caraibico delle Bahamas, più sogno che nazione nell'immaginario comune, che porta a Venezia In Another Man’s Yard. Le Bahamas aprono questo percorso con un’impostazione che chiarisce subito una cosa: qui la rappresentanza nazionale non passa per un’identità fissa, ma per una pratica condivisa. Il padiglione costruisce il proprio centro attorno al concetto di collaborazione, ma non nel senso più immediato del termine. Non si tratta solo di lavorare insieme, ma di mettere in relazione tempi diversi, generazioni differenti e persino dimensioni spirituali. Il dialogo tra gli artisti Beadle e Munroe si sviluppa attraverso materiali, gesti e riferimenti comuni, ma soprattutto attraverso Junkanoo, il festival processionale che da secoli attraversa la cultura bahamiana. Non è un semplice elemento folklorico o decorativo. Junkanoo funziona come una struttura profonda, un sistema che tiene insieme estetica, comunità e dimensione rituale. È qui che il padiglione trova la sua forza. Non rappresenta una cultura, ma la attiva. La memoria non viene esposta, ma performata. Il gesto artistico si intreccia con pratiche collettive che esistono da molto prima della Biennale e che continueranno dopo. In questo senso, il padiglione delle Bahamas introduce una chiave di lettura fondamentale per tutta la Venezia diffusa: l’arte non come oggetto isolato, ma come processo che attraversa tempo, corpi e comunità. Da qui in poi, il percorso si frammenta.
Domus Diasporica sposta il discorso sulla casa, ma la casa non è mai stabile. Quella proposta a Palazzo Malipiero dal Padiglione della Bosnia Erzegovina una costruzione mobile,"a pezzi", attraversata da storie di migrazione, di perdita e di ricostruzione. Non c’è un centro, ma una serie di nuclei che si aggregano e si disperdono, proprio come accade nella città.

The Federation of Minor Practices, Padiglione Bulgaria, Biennale Arte Venezia 2026
Più strutturato, ma altrettanto aperto, è The Federation of Minor Practices, il progetto scelto dal Padiglione Bulgaria - che ha trovato ospitalità al Centro Don Orione alle Zattere - per la Biennale d'Arte 2026 a Venezia e che lavora su una dimensione collettiva e politica. Non un’unica voce, ma una costellazione di pratiche minori, marginali, che insieme costruiscono un discorso alternativo. Qui la questione non è rappresentare una nazione, ma mettere in discussione il concetto stesso di rappresentanza.
L'esposizione NZNDA che dà il titolo al Padiglione del Camerun a Palazzo Canal a Dorsoduro introduce un’altra traiettoria ancora. Il progetto si muove tra architettura, spazio e identità, lavorando su una relazione diretta con il contesto veneziano. Non è un padiglione che si impone, ma che si inserisce, quasi mimetizzandosi, e proprio per questo chiede uno sguardo più attento.
Simba Moto: Seize the Fire è invece uno dei progetti più esplicitamente performativi. Qui siamo in Congo e il luogo d'elezione è Palazzo Canal a Dorsoduro. Il fuoco non è solo un elemento simbolico, ma una forza attiva, trasformativa. Il lavoro si muove tra energia, corpo e gesto, costruendo un’esperienza che non si esaurisce nella visione ma si sviluppa nel tempo.
Il Padiglione di Cuba, Hombres libres / Free Men, è uno di quelli che più chiaramente si prestano a una lettura in chiave arte e propaganda. Contenuti blindati, comunicato stampa ancora da venire. Il titolo stesso introduce una tensione immediata "guevariana": libertà come condizione dichiarata o come costruzione? Il progetto si muove su questa ambiguità, interrogando le forme attraverso cui l’identità viene rappresentata, narrata, esposta. Non è mai completamente chiaro se si tratti di affermazione o di messa in discussione, e proprio questa ambivalenza lo rende interessante.

Li Yi-Fan, Screen Melancholy (screenshot), 2026, 60min, video installation | Courtesy © Li Yi-Fan, TFAM of Taiwan Collateral Event 2026
Accanto ai padiglioni nazionali, alcuni eventi collaterali funzionano come veri e propri punti di attrazione. È il caso di Taiwan, che appunto per opportunità geopolitiche non è presente tra i padiglioni nazionali, e che è a Venezia ospite del Palazzo delle Prigioni dove il Taipei Fine Arts Museum presenta Screen Melancholy di Li Yi-Fan.
Qui il discorso si sposta su un terreno diverso, quello del rapporto tra immagine e tecnologia. Il progetto nasce da una riflessione sulla “malinconia dello schermo”, una condizione legata al sovraccarico visivo e all’ansia prodotta dall’ambiente digitale contemporaneo. Il lavoro si costruisce come un ambiente immersivo in cui video, sculture e spazio architettonico si intrecciano.
Il Palazzo delle Prigioni non è solo una sede, ma un elemento attivo. Il passato del luogo, legato alla detenzione e alla reclusione, entra in dialogo con un presente in cui la prigionia assume forme diverse, meno visibili ma altrettanto pervasive. Il video principale, lungo un’ora, costruisce una narrazione frammentata, quasi un flusso di coscienza digitale, in cui l’immagine non è più finestra sul mondo ma superficie che ci trattiene. Le grandi sculture stampate in 3D - arti, mani, frammenti di corpo - trasformano lo spazio in una sorta di teatro anatomico contemporaneo, dove il confine tra reale e digitale si dissolve progressivamente. Lo spettatore non guarda semplicemente, ma è immerso in un sistema in cui guardare significa anche essere guardati.
Rispetto ai Giardini, qui la Biennale cambia natura. Non è più una sequenza, ma una dispersione. Non si costruisce una mappa unica, ma molte mappe possibili. Ed è forse proprio in questa dispersione che emerge una delle dimensioni più interessanti: Venezia non è solo lo sfondo della Biennale, ma il suo vero campo di tensione. I padiglioni diffusi non si limitano a occupare spazi, ma li mettono in relazione, li attraversano, li riscrivono. Un viaggio a volo d’uccello non basta ad esaurirli. Ma serve a capire dove tornare.
Tutte le mostre di Venezia nei giorni della Biennale Arte Venezia 2026
Eventi Collaterali:
As Above, So Below
One Ocean Foundation
Fabbrica H3, Ex Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, Giudecca 624
9 maggio - 9 giugno
www.1ocean.org | www.zeitgeist19.com | www.asabovesobelow.space
BAILE, BOTELLA Y BARAJA.
Josè Ruìz entre la Botella y el Lienzo y su Narración Naïf de Puerto Rico.
Consolato REM Brega
Magma Gallery, Castello 1735
9 maggio - 22 novembre
www.consolatorem.org
Catalonia in Venice: Claudia Pagès Rabal, Paper Tears
Institut Ramon Llull
Docks Cantieri Cucchini, Castello 40/A
9 maggio - 22 novembre
www.papertears.llull.cat
Cymru yn Fenis / Wales in Venice presents Sownd: Manon Awst and Dylan Huw
Arts Council of Wales
Istituto Santa Maria della Pietà, Calle della Pietà, Castello 3703
9 maggio - 22 novembre
www.venice.arts.wales | www.fenis.celf.cymru
Fermata: Hong Kong in Venice
Hong Kong Arts Development Council e Hong Kong Museum of Art, Leisure and Cultural Services Department
Campo della Tana, Castello 2126
9 maggio - 22 novembre
www.2026.vbexhibitions.hk | www.hk.art.museum | www.hkadc.org.hk
Fissures of Light
Diaspora : dissonances in Fa minor
Association Tissali Arts & Culture
Palazzo Donà dalle Rose, Cannaregio 5038
9 maggio - 22 novembre
www.unyk-art.ch | www.wafrica.art | www.fondazionedonadallerose.org | www.donadallerosefoundation.org
Hybrids
Associazione Arte Continua
Negozio Olivetti, Piazza San Marco 101
9 maggio - 22 novembre
www.artecontinua.org | www.negozio-olivetti.it
If All Time Is Eternally Present: Kandis Williams, Meriem Bennani & Orian Barki, Tai Shani
Pier Luigi Nervi Foundation
Palazzo Nervi Scattolin, Campo Manin, San Marco 4866
9 maggio - 7 giugno
Infinito Cabinet. Maria Cristina Crespo
Eclettica Cultura dell’Arte
Riva San Biasio, Castello 2145
9 maggio - 22 novembre
www.ecletticaweb.it; www.circuitodelcontemporaneo.it
Iván Tovar: Le Retour
Fundación Iván Tovar
Ex Istituto Idrografico, Museo Storico Navale, Riva San Biasio, Castello 2148
9 maggio - 22 novembre
www.ivantovar.org
Jacone’s Polyphony
Exhibition from Macao, China
Cultural Affairs Bureau of the Government of the Macao Special Administrative Region, Macao Museum of Art
Arsenale, Campo della Tana, Castello 2126/A
9 maggio - 22 novembre | www.mam.gov.mo
Kan Yasuda - Isole del Silenzio
Fondation d’Entreprise Wilmotte
Corte Nuova, Fondamenta dell'Abbazia, Cannaregio 3560
9 maggio - 22 novembre
www.fondationwilmotte.com | www.kan-yasuda.co.jp
Lee Ufan
Dia Art Foundation
SMAC – San Marco Art Centre, Piazza San Marco 105
9 maggio - 22 novembre
www.smacvenice.org/whats-on/lee-ufan
Fondazione Bvlgari presents in Biblioteca Nazionale Marciana
Lara Favaretto, Momentary Monument – The Library
Monia Ben Hamouda, Fragments of Fire Worship
Fondazione Bvlgari
Biblioteca Nazionale Marciana, Piazza San Marco 7
9 maggio - 22 novembre
www.bibliotecanazionalemarciana.cultura.gov.it | www.bulgari.com/it-ch/fondazione.html
Nabatele
Montreal Jewish Museum
Isola di San Giorgio Maggiore
9 maggio - 9 luglio
www.nabatele.world
Nalini Malani – Of Woman Born
Kiran Nadar Museum of Art
Magazzini del Sale n. 5, Fondamenta Zattere Ai Saloni, Dorsoduro 262
9 maggio - 22 novembre
www.knma.in
Official. Unofficial. Belarus.
Belarus Free Theatre
Chiesa di San Giovanni Evangelista, San Polo 2454
9 maggio - 22 novembre
www.belarusfreetheatre.com
Pedagogy of Hope
GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
Radio Vanessa, 1923 Castello, (FM 101.8 MHz)
7 maggio - 10 maggio (online fino al 22 novembre)
www.radio.gamec.it
Ronald Ventura: Luna
MUSE – Museo delle Scienze e Castel Belasi – Contemporary Art Center for Eco Thought
Docks Cantieri Cucchini, Castello 1/A
9 maggio - 22 novembre
Scotland + Venice: Bugarin + Castle
Scotland + Venice
Olivolo, Castello 59/C
9 maggio - 22 novembre
www.scotlandandvenice.com
Screen Melancholy: Li Yi-Fan
Taipei Fine Arts Museum of Taiwan
Palazzo delle Prigioni, Castello 4209
9 maggio - 22 novembre
www.taiwaninvenice.org/2026
Shifting Waters ERES Foundation
ERES Foundation
Fondazione ERES, Ca’ Sarasina, Castello 1228
9 maggio - 1 novembre
www.eres-foundation.com
Song E Yoon: Songs Across Time
The Foundation of ART NYC
Spazio 996/A, Fondamenta Sant’Anna, Castello 996/A
9 maggio - 22 novembre
www.artnycnewyork.com
Still Joy – from Ukraine into the World
Victor Pinchuk Foundation
Palazzo Contarini-Polignac, Dorsoduro 874
9 maggio - 1 agosto
www.pinchukartcentre.org
Su Xiaobai’s Alchemical Universe
Los Angeles County Museum of Art e Su Xiaobai Foundation
Palazzo Soranzo Van Axel, Cannaregio 6099, 6071, 6072
9 maggio - 22 novembre
www.suxiaobai-foundation.org/foundation
Tadeusz Kantor (1915-1990). Emballage, Cricotage and Madame Jarema
Starak Family Foundation
Procuratie Vecchie, Piazza San Marco 139 – 153/A
9 maggio - 22 novembre
www.starakfoundation.org
The Spirits of Maritime Crossing 2026
Bangkok Art Biennale Foundation
Palazzo Rocca Contarini Corfù, Dorsoduro 1057/D
9 maggio - 2 agosto
www.smc.bkkartbiennale.com
TURANDOT: To the Daughters of the East
Parasol Unit Foundation for Contemporary Art
Palazzo Franchetti, San Marco 2847
9 maggio - 31 ottobre
www.parasolunit.org
Vyacheslav Akhunov: Instruments of the Mind
Centre for Contemporary Art Tashkent
Palazzo Franchetti, San Marco 2847
9 maggio - 22 novembre
www.ccat.uz/en
“ _____________” *
* Gaza - No Words - See the Exhibit
Palestine Museum US
Palazzo Mora, Strada Nova, Cannaregio 3659
9 maggio - 22 novembre
www.falastin.museum
????? ???? | Aghrab Idrak: Thresholds of Perception
VCUarts Qatar – Virginia Commonwealth University School of the Arts in Qatar
Palazzo Cavanis, Fondamenta Zattere ai Gesuati, Dorsoduro 920
9 maggio - 22 novembre
www.qatar.vcu.edu/our-impact/biennale-arte-2026
www.labiennale.org
#BiennaleArte2026 #InMinorKeys
Qui la Biennale si mescola alla città, e il contesto non è mai neutro. Anzi, diventa parte integrante del lavoro. Alcuni padiglioni lavorano proprio su questa idea di attraversamento. Non a caso è questo "l'angolo" scelto dal padiglione del paradiso caraibico delle Bahamas, più sogno che nazione nell'immaginario comune, che porta a Venezia In Another Man’s Yard. Le Bahamas aprono questo percorso con un’impostazione che chiarisce subito una cosa: qui la rappresentanza nazionale non passa per un’identità fissa, ma per una pratica condivisa. Il padiglione costruisce il proprio centro attorno al concetto di collaborazione, ma non nel senso più immediato del termine. Non si tratta solo di lavorare insieme, ma di mettere in relazione tempi diversi, generazioni differenti e persino dimensioni spirituali. Il dialogo tra gli artisti Beadle e Munroe si sviluppa attraverso materiali, gesti e riferimenti comuni, ma soprattutto attraverso Junkanoo, il festival processionale che da secoli attraversa la cultura bahamiana. Non è un semplice elemento folklorico o decorativo. Junkanoo funziona come una struttura profonda, un sistema che tiene insieme estetica, comunità e dimensione rituale. È qui che il padiglione trova la sua forza. Non rappresenta una cultura, ma la attiva. La memoria non viene esposta, ma performata. Il gesto artistico si intreccia con pratiche collettive che esistono da molto prima della Biennale e che continueranno dopo. In questo senso, il padiglione delle Bahamas introduce una chiave di lettura fondamentale per tutta la Venezia diffusa: l’arte non come oggetto isolato, ma come processo che attraversa tempo, corpi e comunità. Da qui in poi, il percorso si frammenta.
Domus Diasporica sposta il discorso sulla casa, ma la casa non è mai stabile. Quella proposta a Palazzo Malipiero dal Padiglione della Bosnia Erzegovina una costruzione mobile,"a pezzi", attraversata da storie di migrazione, di perdita e di ricostruzione. Non c’è un centro, ma una serie di nuclei che si aggregano e si disperdono, proprio come accade nella città.

The Federation of Minor Practices, Padiglione Bulgaria, Biennale Arte Venezia 2026
Più strutturato, ma altrettanto aperto, è The Federation of Minor Practices, il progetto scelto dal Padiglione Bulgaria - che ha trovato ospitalità al Centro Don Orione alle Zattere - per la Biennale d'Arte 2026 a Venezia e che lavora su una dimensione collettiva e politica. Non un’unica voce, ma una costellazione di pratiche minori, marginali, che insieme costruiscono un discorso alternativo. Qui la questione non è rappresentare una nazione, ma mettere in discussione il concetto stesso di rappresentanza.
L'esposizione NZNDA che dà il titolo al Padiglione del Camerun a Palazzo Canal a Dorsoduro introduce un’altra traiettoria ancora. Il progetto si muove tra architettura, spazio e identità, lavorando su una relazione diretta con il contesto veneziano. Non è un padiglione che si impone, ma che si inserisce, quasi mimetizzandosi, e proprio per questo chiede uno sguardo più attento.
Simba Moto: Seize the Fire è invece uno dei progetti più esplicitamente performativi. Qui siamo in Congo e il luogo d'elezione è Palazzo Canal a Dorsoduro. Il fuoco non è solo un elemento simbolico, ma una forza attiva, trasformativa. Il lavoro si muove tra energia, corpo e gesto, costruendo un’esperienza che non si esaurisce nella visione ma si sviluppa nel tempo.
Il Padiglione di Cuba, Hombres libres / Free Men, è uno di quelli che più chiaramente si prestano a una lettura in chiave arte e propaganda. Contenuti blindati, comunicato stampa ancora da venire. Il titolo stesso introduce una tensione immediata "guevariana": libertà come condizione dichiarata o come costruzione? Il progetto si muove su questa ambiguità, interrogando le forme attraverso cui l’identità viene rappresentata, narrata, esposta. Non è mai completamente chiaro se si tratti di affermazione o di messa in discussione, e proprio questa ambivalenza lo rende interessante.

Li Yi-Fan, Screen Melancholy (screenshot), 2026, 60min, video installation | Courtesy © Li Yi-Fan, TFAM of Taiwan Collateral Event 2026
Accanto ai padiglioni nazionali, alcuni eventi collaterali funzionano come veri e propri punti di attrazione. È il caso di Taiwan, che appunto per opportunità geopolitiche non è presente tra i padiglioni nazionali, e che è a Venezia ospite del Palazzo delle Prigioni dove il Taipei Fine Arts Museum presenta Screen Melancholy di Li Yi-Fan.
Qui il discorso si sposta su un terreno diverso, quello del rapporto tra immagine e tecnologia. Il progetto nasce da una riflessione sulla “malinconia dello schermo”, una condizione legata al sovraccarico visivo e all’ansia prodotta dall’ambiente digitale contemporaneo. Il lavoro si costruisce come un ambiente immersivo in cui video, sculture e spazio architettonico si intrecciano.
Il Palazzo delle Prigioni non è solo una sede, ma un elemento attivo. Il passato del luogo, legato alla detenzione e alla reclusione, entra in dialogo con un presente in cui la prigionia assume forme diverse, meno visibili ma altrettanto pervasive. Il video principale, lungo un’ora, costruisce una narrazione frammentata, quasi un flusso di coscienza digitale, in cui l’immagine non è più finestra sul mondo ma superficie che ci trattiene. Le grandi sculture stampate in 3D - arti, mani, frammenti di corpo - trasformano lo spazio in una sorta di teatro anatomico contemporaneo, dove il confine tra reale e digitale si dissolve progressivamente. Lo spettatore non guarda semplicemente, ma è immerso in un sistema in cui guardare significa anche essere guardati.
Rispetto ai Giardini, qui la Biennale cambia natura. Non è più una sequenza, ma una dispersione. Non si costruisce una mappa unica, ma molte mappe possibili. Ed è forse proprio in questa dispersione che emerge una delle dimensioni più interessanti: Venezia non è solo lo sfondo della Biennale, ma il suo vero campo di tensione. I padiglioni diffusi non si limitano a occupare spazi, ma li mettono in relazione, li attraversano, li riscrivono. Un viaggio a volo d’uccello non basta ad esaurirli. Ma serve a capire dove tornare.
As Above, So Below
One Ocean Foundation
Fabbrica H3, Ex Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, Giudecca 624
9 maggio - 9 giugno
www.1ocean.org | www.zeitgeist19.com | www.asabovesobelow.space
BAILE, BOTELLA Y BARAJA.
Josè Ruìz entre la Botella y el Lienzo y su Narración Naïf de Puerto Rico.
Consolato REM Brega
Magma Gallery, Castello 1735
9 maggio - 22 novembre
www.consolatorem.org
Catalonia in Venice: Claudia Pagès Rabal, Paper Tears
Institut Ramon Llull
Docks Cantieri Cucchini, Castello 40/A
9 maggio - 22 novembre
www.papertears.llull.cat
Cymru yn Fenis / Wales in Venice presents Sownd: Manon Awst and Dylan Huw
Arts Council of Wales
Istituto Santa Maria della Pietà, Calle della Pietà, Castello 3703
9 maggio - 22 novembre
www.venice.arts.wales | www.fenis.celf.cymru
Fermata: Hong Kong in Venice
Hong Kong Arts Development Council e Hong Kong Museum of Art, Leisure and Cultural Services Department
Campo della Tana, Castello 2126
9 maggio - 22 novembre
www.2026.vbexhibitions.hk | www.hk.art.museum | www.hkadc.org.hk
Fissures of Light
Diaspora : dissonances in Fa minor
Association Tissali Arts & Culture
Palazzo Donà dalle Rose, Cannaregio 5038
9 maggio - 22 novembre
www.unyk-art.ch | www.wafrica.art | www.fondazionedonadallerose.org | www.donadallerosefoundation.org
Hybrids
Associazione Arte Continua
Negozio Olivetti, Piazza San Marco 101
9 maggio - 22 novembre
www.artecontinua.org | www.negozio-olivetti.it
If All Time Is Eternally Present: Kandis Williams, Meriem Bennani & Orian Barki, Tai Shani
Pier Luigi Nervi Foundation
Palazzo Nervi Scattolin, Campo Manin, San Marco 4866
9 maggio - 7 giugno
Infinito Cabinet. Maria Cristina Crespo
Eclettica Cultura dell’Arte
Riva San Biasio, Castello 2145
9 maggio - 22 novembre
www.ecletticaweb.it; www.circuitodelcontemporaneo.it
Iván Tovar: Le Retour
Fundación Iván Tovar
Ex Istituto Idrografico, Museo Storico Navale, Riva San Biasio, Castello 2148
9 maggio - 22 novembre
www.ivantovar.org
Jacone’s Polyphony
Exhibition from Macao, China
Cultural Affairs Bureau of the Government of the Macao Special Administrative Region, Macao Museum of Art
Arsenale, Campo della Tana, Castello 2126/A
9 maggio - 22 novembre | www.mam.gov.mo
Kan Yasuda - Isole del Silenzio
Fondation d’Entreprise Wilmotte
Corte Nuova, Fondamenta dell'Abbazia, Cannaregio 3560
9 maggio - 22 novembre
www.fondationwilmotte.com | www.kan-yasuda.co.jp
Lee Ufan
Dia Art Foundation
SMAC – San Marco Art Centre, Piazza San Marco 105
9 maggio - 22 novembre
www.smacvenice.org/whats-on/lee-ufan
Fondazione Bvlgari presents in Biblioteca Nazionale Marciana
Lara Favaretto, Momentary Monument – The Library
Monia Ben Hamouda, Fragments of Fire Worship
Fondazione Bvlgari
Biblioteca Nazionale Marciana, Piazza San Marco 7
9 maggio - 22 novembre
www.bibliotecanazionalemarciana.cultura.gov.it | www.bulgari.com/it-ch/fondazione.html
Nabatele
Montreal Jewish Museum
Isola di San Giorgio Maggiore
9 maggio - 9 luglio
www.nabatele.world
Nalini Malani – Of Woman Born
Kiran Nadar Museum of Art
Magazzini del Sale n. 5, Fondamenta Zattere Ai Saloni, Dorsoduro 262
9 maggio - 22 novembre
www.knma.in
Official. Unofficial. Belarus.
Belarus Free Theatre
Chiesa di San Giovanni Evangelista, San Polo 2454
9 maggio - 22 novembre
www.belarusfreetheatre.com
Pedagogy of Hope
GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
Radio Vanessa, 1923 Castello, (FM 101.8 MHz)
7 maggio - 10 maggio (online fino al 22 novembre)
www.radio.gamec.it
Ronald Ventura: Luna
MUSE – Museo delle Scienze e Castel Belasi – Contemporary Art Center for Eco Thought
Docks Cantieri Cucchini, Castello 1/A
9 maggio - 22 novembre
Scotland + Venice: Bugarin + Castle
Scotland + Venice
Olivolo, Castello 59/C
9 maggio - 22 novembre
www.scotlandandvenice.com
Screen Melancholy: Li Yi-Fan
Taipei Fine Arts Museum of Taiwan
Palazzo delle Prigioni, Castello 4209
9 maggio - 22 novembre
www.taiwaninvenice.org/2026
Shifting Waters ERES Foundation
ERES Foundation
Fondazione ERES, Ca’ Sarasina, Castello 1228
9 maggio - 1 novembre
www.eres-foundation.com
Song E Yoon: Songs Across Time
The Foundation of ART NYC
Spazio 996/A, Fondamenta Sant’Anna, Castello 996/A
9 maggio - 22 novembre
www.artnycnewyork.com
Still Joy – from Ukraine into the World
Victor Pinchuk Foundation
Palazzo Contarini-Polignac, Dorsoduro 874
9 maggio - 1 agosto
www.pinchukartcentre.org
Su Xiaobai’s Alchemical Universe
Los Angeles County Museum of Art e Su Xiaobai Foundation
Palazzo Soranzo Van Axel, Cannaregio 6099, 6071, 6072
9 maggio - 22 novembre
www.suxiaobai-foundation.org/foundation
Tadeusz Kantor (1915-1990). Emballage, Cricotage and Madame Jarema
Starak Family Foundation
Procuratie Vecchie, Piazza San Marco 139 – 153/A
9 maggio - 22 novembre
www.starakfoundation.org
The Spirits of Maritime Crossing 2026
Bangkok Art Biennale Foundation
Palazzo Rocca Contarini Corfù, Dorsoduro 1057/D
9 maggio - 2 agosto
www.smc.bkkartbiennale.com
TURANDOT: To the Daughters of the East
Parasol Unit Foundation for Contemporary Art
Palazzo Franchetti, San Marco 2847
9 maggio - 31 ottobre
www.parasolunit.org
Vyacheslav Akhunov: Instruments of the Mind
Centre for Contemporary Art Tashkent
Palazzo Franchetti, San Marco 2847
9 maggio - 22 novembre
www.ccat.uz/en
“ _____________” *
* Gaza - No Words - See the Exhibit
Palestine Museum US
Palazzo Mora, Strada Nova, Cannaregio 3659
9 maggio - 22 novembre
www.falastin.museum
????? ???? | Aghrab Idrak: Thresholds of Perception
VCUarts Qatar – Virginia Commonwealth University School of the Arts in Qatar
Palazzo Cavanis, Fondamenta Zattere ai Gesuati, Dorsoduro 920
9 maggio - 22 novembre
www.qatar.vcu.edu/our-impact/biennale-arte-2026
www.labiennale.org
#BiennaleArte2026 #InMinorKeys
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