Dal 14 febbraio al 16 aprile

Tiziano e Lorenzo Lotto insieme ad Ancona

Tiziano Vecellio, Annunciazione, 1520. Treviso, Cattedrale di San Pietro Apostolo - Cappella Malchiostro
 

Francesca Grego

13/02/2026

Ancona - Dopo il debutto a Pieve di Cadore, terra natale di Tiziano, le celebrazioni per i 450 anni dalla scomparsa dell’artista proseguono ad Ancona, altra città fondamentale nella mappa della sua opera, nonché candidata a Capitale italiana della Cultura 2028. Da domani, sabato 14 febbraio, fino al prossimo 16 aprile, la Pinacoteca Francesco Podesti avrà un’ospite speciale: si tratta dell’Annunciazione Malchiostro, capolavoro del maestro veneto arrivata dal Duomo di Treviso per lasciarsi ammirare in una mostra dossier. Il prezioso dipinto prende il posto della Pala Gozzi, attualmente esposta a Pieve di Cadore nella mostra Tiziano e il Paesaggio, e sostituita nel museo anconetano da una perfetta copia in digitale. Ad aprile, per Pasqua, il capolavoro originale tornerà a casa per dialogare con l’opera ospite e con un ulteriore dipinto del Vecellio, la Crocifissione, inaugurando due mesi di conferenze e incontri con autorevoli studiosi dell’artista.

Datata 1520, proprio come la Pala Gozzi - un dettaglio emerso in seguito al recente restauro - l’Annunciazione Malchiostro offre l’occasione di riflettere sullo sviluppo dell’arte di Tiziano nella maturità. Qui il maestro rivoluziona l’iconografia tradizionale dell’episodio narrato dai Vangeli: la Vergine è raffigurata in primo piano, rivolta verso lo spettatore, mentre l’arcangelo Gabriele appare arretrato lungo una linea diagonale che taglia lo spazio. Al centro della composizione, sullo sfondo, è inginocchiato il committente Broccardo Malchiostro, plenipotenziario del vescovo-umanista di Treviso Bernardo de Rossi, ricordato da un’iscrizione posta in basso a destra. Tra gli artisti che notarono la novità dell’invenzione di Tiziano spicca Lorenzo Lotto, che rilesse questa soluzione compositiva in modo originale nell’Annunciazione di Recanati


Lorenzo Lotto, Ritratto del balestriere Battista di Rocca Contrada, 1551-1552. Roma, Musei Capitolini, Pinacoteca Capitolina

E proprio a Lotto è dedicata la seconda mostra dossier di quest’anno alla Pinacoteca Podesti, incentrata su un capolavoro proveniente dai Musei Capitolini di Roma. Si tratta del Ritratto del balestriere Battista di Rocca Contrada, da ammirare in dialogo con la Pala dell’Alabarda dello stesso autore conservata presso il museo anconetano. Ancor più che per Tiziano, le Marche furono centrali per la carriera di Lotto, che in questa regione trascorse molti anni della sua vita, e così il protagonista del quadro dei Musei Capitolini risulta essere un nobile di Arcevia (Ancona), il cui antico nome era appunto Rocca Contrada. La sua immagine è un esempio degli altissimi livelli raggiunti da Lotto nella ritrattistica, grazie a un’attitudine psicologica unica nella sua epoca e a un’eccezionale capacità di caratterizzazione. 

Nel dipinto il balestriere sembra essere stato sorpreso dal pittore mentre era immerso nei propri pensieri, in un gesto interrotto. La balestra, lungi dall’essere un semplice attributo narrativo, diventa emblema di una funzione civile, segno di disciplina, vigilanza e responsabilità. La luce, sobria e non idealizzante, fa emergere il volto dal buio restituendo un’identità complessa in cui dignità e fragilità convivono. È il ritratto di un individuo concreto e, insieme, di una società cinquecentesca fondata su competenze, corporazioni e reputazione, in cui il prestigio nasce anche dal ruolo esercitato nella comunità. Se oggi l’attribuzione sembra scontata, non era così nei secoli passati: catalogato nel 1767 come opera di Giorgione negli inventari della Pinacoteca Capitolina, il dipinto fu ricondotto a Lotto da Adolfo Venturi e Giovanni Morelli alla fine dell’Ottocento. 
Alla Pinacoteca Podesti fino al 16 aprile sarà possibile osservarlo accanto a capolavori di pittura veneta, marchigiana e di altre scuole italiane, da Tiziano a Carlo Crivelli, dal Guercino a Carlo Maratti, attualmente protagonista di un ambizioso progetto espositivo.  

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