Una giornata nell’Ottocento

Francesco Paolo Michetti, L'intruso, 1878, olio su tela, collezione privata Napoli
 

Francesca Grego

05/10/2026

Bologna - Le Ninfee di Claude Monet per evocare la profondità della notte, quando il buio avvolge ogni cosa in un manto di mistero. La baia di Douarnenez dipinta da Pierre-Auguste Renoir per scaldarsi al sole del pomeriggio, quando le fanciulle vezzose di Vittorio Corcos si dilettano nella lettura in terrazza e le studentesse di Telemaco Signorini prendono una Lezione di piano. Il mattino è chiaro e luminoso nella campagna toscana di Antonio Fontanesi, mentre nella Londra di Giovanni Boldini si nasconde dietro una coltre di fumo. Le Lavandaie di Pellizza da Volpedo sono già al lavoro, le Donne del Gabbro di Giovanni Fattori portano in città con i prodotti della terra e il giovanissimo protagonista della Tazzina di caffè di Antonio Mancini si accinge a fare colazione. 

Un dipinto (e più) per ogni ora del giorno: è questa l’idea che anima la mostra appena inaugurata a Palazzo Pallavicini, a cura di Francesca Sinigaglia, storica dell’arte e direttrice del Museo Ottocento di Bologna. Per il visitatore la proposta è di trascorrere 24 ore nel XIX secolo, dall’alba a notte fonda, con i sogni e gli incubi che questa porta con sé: un viaggio “visivo e sensoriale, per evocare i momenti del quotidiano, per capire davvero la società e le abitudini dell’Ottocento attraverso la pittura”. Il percorso è scandito da un orologio immaginario, due ore per sezione. In ogni sala i dipinti sono accompagnati da suoni, luci e profumi scelti per evocare l’atmosfera di un preciso istante della giornata. La colonna sonora è fatta di musiche e poesie dell’epoca, mentre si approfondiscono temi come l’espressione delle emozioni attraverso il paesaggio, lo sviluppo della città e la moda nel XIX secolo, la vita delle donne.


Erik Henningsen, Out into the open, 1907, olio su tela I Courtesy Van der Meij Fine Art, Amsterdam

Opere di artisti celebri e di maestri dimenticati si ritrovano fianco a fianco nel racconto del quotidiano. Già, perché il tardo Ottocento è il momento in cui il tempo della pittura si allontana dalla narrazione di battaglie e grandi eventi storici, per entrare nel ritmo della vita di ogni giorno. Gli artisti escono dalle accademie per dipingere la realtà dal vero e catturare la luce del mattino nei campi, il brulichio della gente per le strade cittadine, le chiacchiere delle ragazze nell’intimità della casa.  

“Alla fine dirai: ho abitato nell’Ottocento per un giorno. Una macchina del tempo vera e propria. Un tempo dipinto, ma soprattutto vissuto”, parola di curatrice.
Prodotta da Vertigo Syndrome, Un capolavoro di giornata. Dall’alba al tramonto nell’Ottocento. Un viaggio nel tempo dipinto è in programma a Palazzo Pallavicini dal 3 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027, accompagnata da un ricco calendario di eventi collaterali per conoscere da vicino la pittura e la vita nel XIX secolo.  


Claude Monet , Ninfee (frammento), 1898 c., olio su tela I courtesy Museoarchives Giovanni Boldini Macchiaioli, Pistoia